A circa un chilometro dall'abitato, lungo la Cassia che risale a Montefiascone, è visibile un monumento geologico assai raro, rappresentato da prismi conficcati nella roccia che ci ricordano alcune fasi dell'attività vulcanica della zona.

Si tratta di prismi di roccia vulcanica che affiorano dal terreno e sono uno vicino all’altro in modo da sembrare delle lance di basalto conficcate nel terreno.

Geologicamente sono colate laviche la cui parte inferiore si è raffreddata in tempi più lunghi assumendo un aspetto insolito con la base a forma di pentagono o esagono.

Ma per gli abitanti del posto sono le "pietre lanciate" e una leggenda che riguarda popolazioni etrusche o pre-etrusche narra la loro storia.

Si dice che in questa area esistesse un tempio sacro proprio vicino il lago di Bolsena, che per gli Etruschi era uno degli accessi alle vie degli inferi.

Questo dio aveva delle regole ben precise su come compiere i riti propiziatori ma gli uomini non tennero in considerazione queste regole.

Il dio si infuriò e cominciò a mandare fulmini sul tempio fino a che una ragazza sacrificò la propria vita per salvare quella degli uomini.

Mosso a compassione il dio trasformò i suoi fulmini in pietra e salvò la ragazza. A comprava di parte della leggenda, nell’area sono state trovate le rovine di un tempio etrusco.

L’area ha un grande interesse geologico e il sito delle ‘pietre lanciate’ rientra fra i Siti di interesse comunitario ed è una Zona di Protezione Speciale (codice SIC-ZPS: IT6010008).

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Terme di Viterbo
Terme di Viterbo

Le terme dei papi di Viterbo erano già conosciute dagli Etruschi e dai Romani, le terme sono diventate importanti nel medioevo.

Sono presenti varie sorgenti ad alta temperatura (fra i 40 e i 56 gradi) di acque con formidabili proprietà terapeutiche in ambito pneumatologico, dermatologico, reumatologico

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Viterbo. Macchina di Santa Rosa

La macchina di Santa Rosa è il baldacchino trionfale che innalza al di sopra dei tetti di Viterbo la statua di Santa Rosa, patrona della città. Oggi ha la forma di una torre illuminata da fiaccole e luci elettriche, realizzata in metalli leggeri e in materiali moderni quali la vetroresina.

L’uso della parola ‘macchina’ deriva direttamente dal teatro greco dove il ‘Deus ex machina’ appariva per risolvere situazioni particolari.

La macchina di Santa Rosa ha assunto dimensioni crescenti con il corso dei secoli fino a raggiungere la incredibile dimensione di 28 metri sopra la spalla dei faccini (oltre 30 metri di altezza con la statua e sollevata da terra) e 5.000 chili di peso.

In origine la sua forma era quella di un pinnacolo gotico, ma nel corso degli ultimi anni ha assunto sempre di più significati filosofici ed è diventata un vero oggetto d’arte. Viene cambiata ogni 5 anni a seguito di un concorso pubblico di idee a cui partecipano architetti, artisti ma anche facchini che hanno una conoscenza diretta dei suoi problemi.

Alcune parti di macchine del passato sono visibili nel museo nazionale delle arti e tradizioni popolari di Roma mentre a Viterbo tutta la storia è illustrata nel Museo del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa.

La sera del 3 settembre di ogni anno la macchina viene sollevata e portata in processione a spalle da un centinaio di uomini, detti "Facchini di Santa Rosa", lungo un percorso di poco più di un chilometro. Durante l’anno la struttura si trova nel Museo di Santa Rosa.

Per queste ragioni, e per la storia della processione che continua ininterrotta dal 1258, la macchina è diventata parte del Patrimonio Immateriale dell’UNESCO.

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Parco del Tempo

Il parco del tempo di Veroli Coelum Speluncarum è una installazione di alcuni elementi architettonici che vengono colpiti in modo particolare dai raggi del sole.

In alcuni periodi dell’anno e permettono di osservare e riflettere sul rapporto fra terra e astro oggi e nella storia.

Lastre in marmo incise rappresentano le costellazioni e dal modo in cui vengono colpite dai raggi del sole si ha una chiara mappa astronomica e astrologica.

Il parco si trova sulla terrazza del palazzo comunale (Lat. 41° 41’ 27’’ Nord – Long. 13° 25’ 05’’ Est).

Prende il nome da una antica caverna dedicata al dio Mitra che si trova proprio sotto il palazzo.

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Tolfa. Vicoli in fiore

Le vie del borgo di Tolfa sono note per la cura dei suoi abitanti che le riempiono di fiori trasformando le passeggiate nel centro storico in esperienze uniche.

Natura, storia e arte si fondono e sono una delizia per tutti gli appassionati di fotografia.

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Norma. Parapendio sull’Antica Norba

La conformazione dei Monti Lepini nell’area della antica città di Norba è perfetta per i lanci con il parapendio.

Un pianoro con un lato a strapiombo sulla Pianura Pontina dove le correnti calde ascensionali permettono una lunga permanenza nel cielo di Norma.

La zona dei lanci è proprio vicino l’area archeologica già scoperta di Norba ed è facile imbattersi in gruppi di appassionati e in scuole volo che vengono ad esercitarsi.

Norma ospita anche gare internazionali di parapendio ed è molto amata per questo connubio fra storia e natura.

Mentre si è in volo si può apprezzare tutta la bellezza degli scavi archeologici, delle aspre montagne dei Lepini, della dolcezza della pianura e del mare con la penisola del Circeo e le isole Pontine.

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Al limitare del bosco che confina con Vitorchiano esiste un parco speciale chiamato “Dei Cinque sensi” che è percorribile usando i nostri sensi.

Si parte sempre scalzi, sin dal primo sentiero, e alcuni percorsi sensoriali includono strade asciutte e altre umide mentre disseminate lungo la strada si trovano cassette da toccare e annusare.

Il percorso sensoriale è così stimolante che nel parco c'è anche l'artigiano dei sensi, vera guida del parco, che indirizza i viandanti verso il percorso adatto a loro, proponendo anche diverse attività. Per i bambini si può preparare il pane al bastone, che viene cotto su un braciere posto in terra per ricongiungere l'uomo con la madre terra.

Il parco è attrezzato con un'area barbecue a disposizione dei turisti. 

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L'Enoteca del Consorzio dei Vini Colli Lanuvini si trova all'interno della Torre Medioevale in un emozionante connubio di tradizioni e sapori.
Qui si trova una raccolta di strumenti legati alle tradizioni contadine ed è possibile sorseggiare il Vino DOC dei Colli Lanuvini, proveniente da quasi tutte le Aziende vinicole del territorio, accompagnato da "assaggi" delle tipiche ciambelle al vino.
 

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