All’interno del parco naturale regionale del complesso lacuale di Bracciano-Martignano si trova l'area della Caldara di Manziana, riconosciuta come sito di importanza comunitaria.

La caldaia è un piccolo cratere di circa 90 ettari con una sorgente di acqua sulfurea a circa 20 gradi ed è ciò che resta dell'antico vulcano Sabatino. La sorgente è nota sin dall'antichità per le sue doti curative e sembra che i soldati romani venissero a Manziana a ristorarsi e curarsi al ritorno dalle campagne militari. 

Fino ad anni recenti, anche i pastori portavano i loro greggi a curarsi in queste acque e fanghi.

La particolarità della caldara è la presenza di un boschetto di betulle (Betula pendula), al limitare della torbiera.

Questa pianta è tipica di zone ben più alte sul livello del mare o situate nel nord Europa e la spiegazione della sua presenza della betulla sono due: una importazione risalente ad anni fa o un residuo del periodo post-glaciazione.

Qui la pianta sarebbe rimasta trovando nella Caldara il microhabitat ideale alla crescita.

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Le sorgenti carbonico-sulfuree delle Acque Albule a Guidonia Montecelio nascono dai due laghi Regina e Colonnelle e sono state spesso menzionate dagli scrittori latini e celebrate per le loro virtù terapeutiche e medicamentose.

Plinio il Vecchio racconta che "i soldati feriti in battaglia erano condotti alle Acque Albule come nel miglior luogo di cura, donde tornavano sanati" (Hist. Lib XXXI, 6). Il medico Archigene da Apamea, vissuto sotto l'imperatore Traiano, le indicava efficaci nella cura delle malattie dello stomaco, nella cura delle piaghe e delle ulcere.

Virgilio ne parlò nell'Eneide. Nerone le fece arrivare nella sua Domus Aurea utilizzando l'acquedotto Marcio. L'imperatore Adriano le usa nelle numerose piscine della sua villa di Tivoli. Cesare, che soffriva di gotta, fece costruire una casa qui per fare i bagni solfurei dall’architetto Agrippa.

Nel Rinascimento il Cardinale Ippolito d'Este, per curare la sua gotta con le Acque Albule, chiese ed ottenne il governo della città di Tivoli dove costruì la notissima Villa d'Este, in collina, per allontanarsi dalla zona paludosa che circondava le sorgenti.
 

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Guidonia Montecelio. Rocca Medievale di Montecelio

Nella frazione di Montecelio si trovano i resti dell’originaria rocca che è stata edificata su un tempio di Corniculum (patria di Servio Tullio).

Il castello, il Castrum Monticellorum, era circondato da mura che ricalcavano quelle preistoriche.

All'interno del castello era stata costruita una fortezza quadrangolare, oggi quasi completamente crollata, nella quale venne imprigionato e ucciso l'Abate di Subiaco.

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Dal 1995 Civitavecchia è stata protagonista di un evento di natura inspiegabile, un accadimento miracoloso che ha suscitato l'attenzione perfino del Santo Padre.

Il 2 Febbraio, in occasione della Festa della Presentazione di Gesù al Tempio e della Purificazione di Maria, una piccola statua della Madonna, la Regina della Pace proveniente da Medjugorie, cominciò a piangere sangue.

La statua era nel giardino di una famiglia nella parrocchia di S. Agostino. Da allora ha pianto altre 14 volte in presenza di molte persone che hanno rilasciato la loro testimonianza giurata davanti alla Commissione Teologica istituita dal Vescovo.

La statuetta è stata esaminata scientificamente e non sono stati riscontrati trucchi o apparecchi nascosti. Le lacrime erano di sangue umano. La Parrocchia di S. Agostino e è oggetto di pellegrinaggio.

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Le Terme della Ficoncella o Bagni della Ficoncella di Civitavecchia sono molto apprezzate. Prendono il nome di Ficoncella dagli alberi di fico situati tra le vasche.

Le terme hanno conservato la loro antica struttura con vasche in pietra all'aperto da cui si può ammirare il panorama delle vallate sottostanti e del mare, da una parte, e dei Monti della Tolfa dall'altro.

Le acque della Ficoncella sono acque solfato-calciche che superano i 40º, utili per trovare sollievo a artropatie, dermatiti e allergie.

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Su una collina con una splendida vista sul mare, si trovano le terme Taurine di Civitavecchia, descritte nel diario di viaggio del poeta Namaziano nel 426 dC. Il nome deriva da una leggenda secondo la quale un toro (normalmente assimilato ad una divinità) avrebbe raspato la terra prima di iniziare una lotta, e in quel punto sarebbe scaturita una sorgente di acqua calda sulfurea dalle proprietà benefiche.
Il complesso è diviso in due aree: le Terme Repubblicane (risalenti al I secolo a.C) e le Terme Imperiali (intorno al 130 d.C.).
Il complesso termale si trova su una collina, circa 4 km ad est di Civitavecchia, con una splendida vista sul mare e comprende due aree: le Terme Repubblicane (risalenti al I secolo a.C.) e le Terme Imperiali costruite da Traiano, il fondatore di Civitavecchia, intorno al 130 d.C. e ampliate da Adriano.
Le terme sono state descritte nel diario di viaggio del poeta Namaziano nel 426 d.C. durante il racconto del suo viaggio da Roma in Gallia. Namaziano narra che il loro nome deriva da una leggenda secondo la quale un toro (normalmente assimilato ad una divinità) avrebbe raspato la terra prima di iniziare una lotta, e in quel punto sarebbe scaturita una sorgente di acqua calda sulfurea dalle proprietà benefiche. In realtà le acque arrivano da un laghetto ai piedi dei Mondi della Tolfa che prendeva il nome di Aquae Tauri. 
Dagli scavi sembra che già gli etruschi avessero iniziato a realizzare delle terme per godere dell’acqua calda, ma la vera struttura inizia nel periodo romano di Silla.
Il complesso termale occupa un un’area di circa 2 ettari e si possono distinguere chiaramente le diverse funzioni degli ambienti nelle due terme (repubblicana e imperiale): dagli spogliatoi alle differenti zone termali come le vasche di acqua calda (calidarium), le aree sosta (tepidarium) e le vasche di acqua fredda (frigidarium). 
Tutti gli ambienti erano riccamente decorati e si possono vedere alcuni tratti di pavimentazione a mosaico mentre si distingue la sontuosità della struttura soprattutto nella zona della vasca del calidarium imperiale circondata da colonne in mattoncini, che in origine erano rivestite in intonaco colorato.
Per gli amanti della tecnologia, si può riconoscere tutto l’ingegnoso sistema di riscaldamento delle acque e degli ambienti attraverso cunicoli sotterranei, tubazioni, doppie murature fra le quali passava l’aria calda dei forni di alimentazione di alcune aree delle terme e riscaldamento a pavimento. Un particolare ambiente vicino al Frigidarium era dedicato alle sabbiature e ai bagni di sudore ottenuti dalla presenza di sabbia scaldata dal sole. 
Nel complesso termale si possono trovare anche i resti di una biblioteca con annesso portico e sale destinate alla conversazione e agli incontri.
Una curiosità è data da un piccolo campanile in stile romanico che segnala la presenza di una antica chiesetta che risale al 600 e di cui rimangono solo le mura perimetrali. La chiesetta era stata ricavata all’interno di una delle antiche strutture romane ed era dedicata a San Giovanni.
Le emozioni delle acque calde termali di Civitavecchia e delle loro proprietà terapeutiche, così care ai romani, possono ancora essere provate nelle attuali Terme della Ficoncella.
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