La riserva naturale della Macchia di Gattaceca e del Barco è un’area naturale protetta fra i comuni di Mentana, Monterotondo e Sant’Angelo Romano caratterizzata da vari esempi di carsismo come grotte e doline e il famoso Pozzo del Merro.

Questa voragine a forma d'imbuto e termina con un laghetto profondo oltre 392 m. Questo rende il Pozzo del Merro il sinkhole allagato più profondo del mondo.

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La grotta di San Michele a Monte San Giovanni in Sabina è una cavità carsica scavata nel calcare dalla azione erosiva dell'acqua, che vi ha formato concrezioni ancora in fase di sviluppo.

Vicino le antiche case dei frati dell'eremo di San Michele, attraverso una ripida scalinata, scavata sul fianco della montagna, si arriva al terrazzo antistante la grotta.

La storia della grotta e del culto di San Michele sono intrecciate.

L'acqua nel corso di millenni ha modellato vari bracci secondari della cavità principale, creato concrezioni di vario tipo e formazioni colonnari di stalattiti e stalagmiti ormai ricongiunte.

La grotta è abitata da pipistrelli appesi al soffitto.

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Il pozzo di Miesole, meglio noto come "Puzzu 'e Miesu" è una cavità sulle pendici di Monte Cosce esplorato nel 1954.

È un grande pozzo profondo circa 50 m che, a 20 metri si divide in due pozzi paralleli che finiscono in un grande salone sotterraneo lungo 60 m, largo 40 e alto circa 15.

Nel 2008 è stata scoperta una sala laterale che porta a nuovi ambienti in corso di esplorazione.

In uno di questi è stato rinvenuto il teschio di un capriolo appenninico del quale è in corso lo studio del DNA.

Il pozzo può essere esplorato dagli speleologi rispettando le dovute norme di sicurezza.
 

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Grotte di Pastena
Grotte di Pastena

Le grotte di Pastena sono un complesso di cavità scoperte nel 1926 dal barone Carlo Franchetti.

Sono immediatamente diventate una meta turistica e sono dal Consorzio Grotte Pastena e Collepardo.

In queste grotte sono stati rinvenuti numerosi reperti archeologici relativi a sepolture e offerte di rituali del Neolitico e dell’età del Bronzo.

Fra questi, un'ascia e un pugnale in bronzo risalenti al XV secolo a.C. circa (ritrovate sul fondo di uno dei laghetti interni al ramo attivo delle grotte).

La grotta si presenta come una enorme caverna in cui entra un corso d’acqua e lo spazio interno si suddivide in due tronconi.

Il troncone immediato o fossile è lungo circa 900 metri e presenta ampie cavità: le sale del salice piangente, dei piastrelli, delle meraviglie, delle colonne e del calvario.

L’altro ramo è quello in cui scorre il Fosso Mastro che fuoriesce nella Valle del Sacco a Falvaterra, dopo un percorso di oltre 2000 metri.

Le grotte sono state un set cinematografico per diverse pellicole.

Da segnalare: “Sono un fenomeno paranormale” con Alberto Sordi, “Fantozzi va in pensione” con Paolo Villaggio e “Un passo dal cielo” con Terence Hill.
 

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Guarcino_Abisso Cianetti Zampighi
Guarcino_Abisso Cianetti Zampighi

Per gli amanti della speleologia ad alta quota, a 1870 mslm, in località Campovano di Guarcino, è stato scoperto un ‘abisso’.

L'abisso Cianetti-Zampighi è una cavità di cui non si riesce a percepire la fine. Il nome deriva dai suoi scopritori, Luciano Cianetti e Massimo Zampighi.

Dopo una discesa di circa 15 metri in diagonale, attraverso un oblò si entra in una sala di cui non si riescono a definire le dimensioni.

Probabilmente l’abisso fa parte di un sistema più ampio poiché a soli 200 metri si trova l’ingresso di un altro abisso, quello ‘dei vecchi’.

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Casalvieri. Grotta di Murro

A quota 1254 metri vicino Pizzo Murro Marro a Casalvieri, si incontra la grotta di Murro, una cavità carsica che si addentra nella roccia per una decina di metri.

I fenomeni carsici sono numerosi, testimoniati da varie cavità lungo le gole del fiume e dalla grotta "Impaura", situata sotto lo sperone calcareo di Valle di Noce, ricca di stalattiti e stalagmiti.
 

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Monte Vermicano
Monte Vermicano

L'abisso di Monte Vermicano a Guarcino è una delle grotte carsiche più estese del Lazio con 4 ingressi (Vermicano, Gresele, Tana degli Eretici e GnomoGnomo).

Le esplorazioni iniziarono negli anni Settanta e continuano tuttora.

La grotta fa parte di un sistema carsico molto complesso le cui esplorazioni iniziarono il 10 settembre 1972 ma solo nel 1973, si riuscì a raggiungere il fondo. È una delle mete preferite per gli speleologi di tutta Italia.

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