Casalvieri. Il Kayak sul Melfa

Casalvieri con il kayak sul Melfa. 

La portata del fiume Melfa oggi è molto ridotta per la captazione dell’acquedotto degli Aurunci e per una centrale idroelettrica ma, nonostante questo, in alcuni periodi dell’anno è possibile seguire il corso d’acqua in Kajak.

Il kayak la canoa originariamente utilizzata dagli Inuit canadesi che ospita una sola persona e che si comanda con una pagaia a doppia pala.

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La contrada nasce attorno al Monastero di Sant’Angelo di Pesco Mascolino, di cui restano alcune tracce murarie. Il monastero era nato intorno al VIII secolo quando i monaci iniziarono l’opera di recupero dell’agricoltura e ricreavano quegli insediamenti urbani che si erano persi dopo la caduta dell’impero romano. 

Sotto il motto Benedettino di ‘Ora et Labora’, i monaci alternavano pre- ghiere, risistemazione delle campagne e realizzazione di piccole costru- zioni. L’esistenza di questo monastero è confermata in un documento del 1097 e fino al 1191, dopo non si hanno notizie, probabilmente anche per le numerose lotte fra papa e impero che avranno il loro culmine con Federico II di Svevia.

La chiesa di Sant’Angelo di Pesco Mascolino in Comino tornò ad essere citata in un documento del 1247 quando venne assegnata a dei mo- naci affinchè con i proventi si potessero acquistare vesti e sandali. Nel 1273 la chiesa era in funzione e potè dare ben sei ducati all’abbazia di Montecas- sino. Per la sua modesta importanza era sotto il controllo amministrativo e funzionale di altre chiese.

Nel XIII secolo praticamente la chiesa smise di avere il suo ruolo centrale nella comunità ed oggi sono visibili solo alcuni suggestivi Resti del Monastero Benedettino fra la vegetazione delle campagne di Casalvieri.

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L’area archeologica di Casalvieri si incentra attorno al Santuario di Pescarolo, che nel passato era sulla strada principale del commercio e della cultura del Lazio del Sud, posto in posizione strategica, difeso dal centro di avvistamento posto sulla collina di Vicalvi. Il Santuario in età ellenistica pre-romana era un ‘emporio’, ossia una sua parte era data in concessione ai mercanti stranieri per commerciare le loro mercanzie. I mercanti avevano una immunità personale ed erano liberi di svolgere la loro attività. Una sorta di moderna ‘area franca’.
Durante il periodo romano, il santuario viene trasformato in un centro ter- male alimentato dalle acque solfuree che scorgano naturalmente nell’Area di Pescarolo.
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ph Claudia Bettiol
Casalvieri. Riserva Naturale Gole del Melfa

Il territorio di Casalvieri è attraversato dal fiume Melfa che scorre per 13 km tra alte pareti di roccia, in suggestivi paesaggi fra la roccia bianca scolpita dalle acque, prima di entrare nella piana di Roccasecca e di unirsi al fiume Liri. 

Le gole del Melfa sono un sito di interesse comunitario e zona di protezione speciale (SIC-ZPS). 

Il Melfa nasce da una roccia del Monte Petroso nella Valle di Canneto, nel comune di Settefrati. 

Si dice che il suo nome sia collegato a quello della dea pagana Mefiti e nell’area della sorgente sono stati ritrovati i resti di un tempio pagano del IV secolo a.C. 

Alcuni suoi resti si trovano nella cripta del Santuario della Madonna di Canneto che ogni anno accoglie oltre 60.000 pellegrini nel mese di agosto.

Da Settefrati il corso d’acqua attraversa una gola fra le montagne dando origine a gole, grotte e canyon di estrema bellezza, come le Marmitte dei Giganti e le salti. 

Nel tratto Casalvieri-Roccasecca il Melfa riceve le acque del Rio Inferno, Rio Pietraia e Rio Contieri che formano cascate di 15 metri.

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Anagni. Cattedrale di Santa Maria

La cattedrale di Santa Maria è il simbolo dello splendore dell’Anagni e la sua storia ha molti intrecci con il sacro. E’ stata costruita sulla antica acropoli preromana, dove si trovava un tempio dedicato a Cerere e un antico mitreo che si può ancora visitare nei sotterranei e che è chiamato Oratorio di San Tommaso Becket.

La sua costruzione è dovuta al vescovo Pietro dei Principi Longobardi di Salerno sul punto indicato da San Magno che gli era apparso in sogno e gli aveva chiesto di edificare una chiesa dedicata alla Madonna e che avrebbe trovato i fondi necessari a Costantinopoli. Ed infatti arrivato in Turchia guarì l’imperatore Michele VII, grazie alla visione di San Magno, che finanziò il completamento della chiesa.

La facciata della chiesa è in arenaria, la pietra locale, in stile romanico come il campanile che si trova nel piazzale antistante l’entrata principale della chiesa. Il campanile arriva a 30 metri di altezza e ha 5 ordini di aperture con monofore, bifore e trifore.

Le parti laterali della chiesa sono altrettanto interessanti con la Loggia delle Benedizioni con la statua in marmo di Bonifacio VIII, seduto su un trono incastonato in una conchiglia e inserito in una sorta di baldacchino, che domina Piazza Innocenzo III. Il retro della cattedrale ha un fascino ancora maggiore con la scala attorno alle tre absidi di cui la centrale è finemente decorato da una loggetta con archi e colonne.

Tre portoni con tre lunette immettono nelle tre navate, quella centrale ha un decoro bizantino e una testa di lupo e una di bue che riprendono una leggenda. Si narra che il vescovo Pietro fece il miracolo di convincere un lupo a trainare il carro con le pietre insieme al bue per aiutare la costruzione della cattedrale.  L’interno appare con archi gotici e con uno splendido pavimento cosmatesco, ossia fatto dalla famosa famiglia Cosmati di marmisti romani.

Nell’abside centrale si trova il trono del vescovo fatto realizzare dal vescovo Landone intorno al 1262 mentre la balaustra che separa la zona è recente e risale al Novecento. La cattedrale ha una cappella sul lato destro dedicata alla Madonna della Misericordia mentre sul lato destro si trovano tre cappelle importanti: la Cappella Lauri, il battistero e la duecentesca Cappella Caetani.

All’interno della chiesa si conservano pochi affreschi duecenteschi mentre il vero capolavoro di arte medioevale è nella cripta sotto la chiesa, un ambiente totalmente affrescato a tre navate con 12 colonne, una copertura a volte e con un pavimento cosmatesco.

È chiamata la Cappella Sistina del medioevo per la magnificenza delle pitture e del loro stato di conservazione e per il significato del ciclo pittorico. La cripta è dedicata a San Magno e una sezione degli affreschi è tutta dedicata alla storia del santo, che è anche il patrono di Anagni.
La prima volta vicino l’entrata è dedicata al ciclo della vita con le 4 stagioni dell’uomo e i 4 elementi, ma anche con i dodici segni dello zodiaco e una correlazione fra microcosmo e macrocosmo.

Un’altra sezione è dedicata alla filosofia di Platone e del medico Galeno mentre un grande ciclo racconta l’antico testamento fino all’apocalisse. Tutti gli affreschi sono stati realizzati tra l’inizio del XII secolo e la metà del XIII secolo da tre diverse botteghe di artisti.
Da una navata laterale si accede al chiostro con il lapidario e una cisterna. In un edificio collegato alla cattedrale si trova il Museo del Tesoro che raccoglie oggetti religiosi, paramenti sacri e un raro cofanetto reliquiario di Thomas Becket decorato con smalti di Limogés.

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ph Claudia Bettiol
Casalvieri. Chiesa Madonna di Loreto

La chiesa Madonna di Loreto si trova nella frazione di Frittata di Casalvieri.

E' un semplice edificio a pianta rettangolare con copertura a capanna. 

La facciata è adornata da un portone di ingresso con una cornice in marmo ai cui lati si trovano due piccole aperture, anch’esse con cornici in marmo.

Al suo interno si trova la statua della Madonna di Loreto a cui è dedicata una festa nel mese di agosto in occasione della Sagra della Frittata.

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