Cori. Tempio dei Dioscuri

Il Tempio dei Dioscuri è stato costruito fra il IV e il II secolo AC nell’area del Foro.

Oltre a luogo di culto, aveva dunque anche la funzione di tesoriera della città e ciò che resta sono due colonne in stile corinzio che sorreggono un tratto di architrave.

Qui sono riportati i nomi dei committenti dell'opera e alle divinità a cui il tempio era dedicato.

Il tempio è stato inglobato e dalle sue rovine sono nati diversi edifici privati e una chiesa, dedicata a San Salvatore.

Alcuni resti sono conservati nel chiostro della vicina chiesa di Sant'Oliva.

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Cori. Tempio di Ercole

ll tempio di Ercole domina la città di Cori dall'alto e venne eretto intorno all’80 AC per volere di due magistrati locali, il cui nome è inciso sull'architrave della porta.

Il tempio deve il suo stato di conservazione alla trasformazione nella chiesa di San Pietro, distrutta dai bombardamenti alleati nel 1944, e di cui è ancora visibile il campanile.

L'edificio ha quattro colonne sul fronte principale e richiama fortemente la tradizione italica, derivante dagli etruschi.

Nei secoli ha attirato un gran numero di studiosi come Gian Battista Piranesi che gli ha dedicato una serie di incisioni dalle quali è stata ricostruita l’antica forma.

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ph noemi.filosa
Formia. Villa di Mamurra

L'antica villa romana di Mamurra è stata costruita sul promontorio di Gianola di Formia.

Si possono vedere i resti di un edificio ottagonale, 2 cisterne romane (la cisterna maggiore e la cisterna delle 36 colonne), una scala coperta (conosciuta col nome di grotta della janara), resti di ambienti termali e una piscina per l'allevamento ittico al porticciolo di Gianola.

La villa è distribuito su tre terrazze digradanti verso il mare ed è stata costruita intorno al 50 AC. Apparteneva a Lucio Mamurra, un cavaliere romano nativo di Formia.

Il ninfeo è chiamato anche tempio di Giano.

Il porticciolo romano, invece, è stato costruito nel 1930 dal marchese Carlo Afan de Rivera, proprietario di una villa per l'ormeggio di piccole imbarcazioni personali.

Tra i frequentatori i reali d´Italia, appassionati di pesca, che si recavano a Villa Guja (odierno Albergo Miramare).

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L'edificio conosciuto come Torre dell'Orologio di Formia ha una caratteristica forma ottagonale.

E' l’antica Porta degli Spagnoli, l'ingresso al borgo di Castellone.  

L'orologio maiolicato in cima alla torre risale al settecento.

Delle dodici torri originarie ne sono rimaste soltanto due: Torre dell’orologio e la Torre del Castellone.

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Il Castellone medievale di Formia ha perso parte delle sue murature durante il secondo conflitto e sono rimaste due torri originarie.

Una ha una caratteristica forma ottagonale del XIV secolo con tre stratificazioni diverse ovvero: base romana, un'altra di età repubblicana e infine il torrione dei Caetani.

Il borgo è sorto per contrastare le invasioni dal mare.

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La Villa Torlonia di Formia risale alla fine del 1800 ed è immersa in un orto botanico secolare.

E’ stata realizzata dai principi di Torlonia ed oggi è un albergo.

Al suo interno molte decorazioni a stucco e una magnifica scala elicoidale con ampio belvedere dal terrazzo.

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Sul belvedere di Vitorchiano si trova l’unico Moai fuori dall’Isola di Pasqua. È stato scolpito nel 1990 da undici indigeni Maori, della famiglia Atanm provenienti dall'isola di Rapa Nui (Cile), durante un programma di gemellaggio culturale favorito da un programma televisivo.

La pietra di Vitorchiano, infatti, assomiglia a quella dell’isola del Pacifico e i maori lo hanno scolpito utilizzando asce e pietre taglienti, dopo aver eseguito una danza sacra attorno alla pietra.

Il Moai non dovrebbe essere spostato perché la leggenda narra di grandi sciagure se qualcuno muove la scultura.

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La chiesa di San Pietro era fuori dalla cinta muraria di Vitorchiano e viene citata in un documento del 1202.

La chiesa è stata venduta nel 1775 ai fratelli Onesti di Vitorchiano per 200 scudi ed in seguito è stata sconsacrata il secolo scorso.

Ha una semplice facciata con una apertura circolare e il portone di ingesso è arricchito da due stipiti in stile gotico/romanico finemente scolpiti con fantasie floreali.

Al suo interno è possibile ammirare un altare, sempre in peperino.

 

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