Ahura ceramica Decor a Milano

Ahura, nome leader in ceramica di qualità per l'arredamento di casa, ufficio e hotel, presenta i suoi nuovi modelli al Salone del Mobili Internazionale di Milano (Milano Design Week), dall'8 al 13 aprile presso Fiera Milano, Rho.

Ahura, fondata e alimentata da Ezio Zanardello, produce la migliore qualità di ceramiche finemente smaltate. Dai raffinati pavoni ai giaguari neri seduti, ogni pezzo della gamma è ricercato.

Ahura è un’impresa familiare costruito da Ezio e sua moglie, Flavia. Ezio ora persegue le sue passioni nel creare grande ceramica d’arte, mentre il business e la creazione dei nuovi modelli sono seguiti dalla seconda generazione di Luca e Cinzia. Il filo conduttore è l'attenzione ai minimi dettagli e alla qualità. Si può dire che le ceramiche Ahura sono le 'finestre attorno alle quali la casa è costruita’.

For those who can, please visit Ezio and the Ahura team at their showroom and museum beside the Brenta river in Nove, and even those who could only visit in Milano, did not miss the opportunity to admire and select from the examples of top ceramic decor on display at Salone Del Mobile.

Visitate Ezio e il team di Ahura nel loro showroom e museo accanto al fiume Brenta a Nove, e per coloro che possono andare solo a Milano, non perdete l'occasione di ammirare e scegliere tra i migliori esempi di complemento di arredo in ceramica in mostra al Salone Del Mobile.

powered by social2s
Un incontro sulla bellezza nell'energia in un castello Mediceo

Probabilmente questo è un luogo ideale per organizzare l'Energy Business Forum, per lo meno per Claudia Bettiol, presidente di Energitismo, che è stata invitata a raccontare della bellezza nell'energia e di come presentare un nuovo modo di pensare l’energia rinnovabile nelle sculture e nei gioielli.

La città è Artimino vicino a Carmignano in Toscana. Nel Rinascimento, quando le estati erano troppo calde, le malattie erano letali, il ‘popolo minuto’ di Firenze soffriva e quando la politica era contro di loro, i Medici spesso si ritiravano nei loro rifugi collinari, castelli nel cielo sopra Firenze.

Artimino era in uno di questi, un paese con torri, che si trova a nord-ovest di Firenze. Verso la fine del Rinascimento fu costruita una villa su una collina a circa 500 metri da Artimino, lungo un crinale. Oggi quella villa è diventata un Resort che comprende la Villa Medicea (La Ferdinanda) e l’hotel 'Paggeria Medicea’ e questa location è stata la sede dell’ Energy Business Forum di Richmond Italia.

I Medici erano famosi per essere stati dei mecenati che hanno “sponsorizzato” l’arte e la tecnologia, non per le guerre, ma per la bellezza e la cultura fiorentina, per rendere sorridenti ed orgogliosi se stessi ed i cittadini di Firenze.

In contraddizione a ciò, negli ultimi anni in Italia sono state prodotte nuove tecnologie energetiche che rovinano la bellezza dell'Italia, e non emozionano. Hanno coperto le colline con riflettori neri lucidi come in una scena del film 'Star Wars'.

La creazione di energia rinnovabile intesa come un business ha gettato un velo sul futuro del nostro paesaggio italiano, sostituendo molti dei fiori e dei campi della Toscana, Umbria e Lazio con strutture "finanziarie" di silicio Cinese installate solo per speculazione finanziaria, non per il beneficio ambientale della società. Il periodo di recupero energetico complessivo è un numero ben nascosto.

Queste strutture sono il peggio della tecnologia e della finanza, che alimentano solo l'avidità. Penso alla fine della vita di questi mostri planari e mi chiedo cosa sarà rimasto della potenziale bellezza delle colline. Dostoevskij si rivolterebbe nella tomba. Per fortuna qui ad Artimino a quanto pare la saggezza ha vinto, le colline sono ancora coperte di erba, vigneti, uliveti e cipressi toscani.

I delegati che si affacciano dal balcone della villa, oltre i giardini italiani, sullo splendido verde della campagna, possono vedere i colori, gli alberi e i campi, le ville vicino ai boschi, il gioco di sole e ombra. Come fanno i banchieri ad immaginare di arruffare un pezzo di collina per farne un accordo solare per poi averne un ritorno del 8 o del 10% ?

Come possono valutare la sostenibilità e l'eleganza quando la sostenibilità è misurata in valori sociali, non elettroni e centesimi per KWh? Quando il popolo avrà la possibilità di produrre o acquistare energia che abbia anche un valore estetico? La logica di questa proposta non è diversa da quello che coinvolge l’acquisto di un’auto – l’eleganza è la risposta - e l’eleganza può essere sostenibile.

In prima serata si può fare una passeggiata lungo il borgo murato e vagare fino a superare l'area di parcheggio per trovare la Bottega Peruzzi. Ci troviamo sul balcone e guardiamo la villa sorseggiando un bicchiere del nostro vino locale preferito, Rosata, gustandolo con i sapori degli antipasti. Sia che faccia caldo o freddo, questo è per noi semplice eleganza e una società sostenibile.

powered by social2s
I gioielli di D’Orica presentati ad OroArezzo

D'Orica è famosa per l'arte orafa e i suoi gioielli artigianali unici che utilizzano perline d'oro multicolore sfaccettate come diamanti. Perline composte artigianalmente in un design capace di soddisfare i sogni di ogni donna.

I loro gioielli sono vera arte orafa, sembrano proprio dei ricami e questo rispecchia il modo in cui sono creati. Infatti vengono proprio “ricamati” con ago e filo, infilando le perline in catenine d’oro che si combinano fra loro intrecciando i diversi colori delle palline. Dalle gradazioni tradizionali dell’oro (rosa, giallo e bianco) fino ai nuovi colori vivaci del verde, blu e rosso (ma anch’essi d’oro).

Arte e tecnologia: i nuovi colori nascono da anni di studio e questa impresa è leader nelle tecnologie orafe. L’aver sviluppato un proprio modo di sfaccettare le perline con dischi diamantati che non ha eguali, ha fatto si che il ‘nome Dorica’ sia diventato una parola. Nel mondo internazionale del gioiello, Dorica significa proprio “palline d’oro multi-sfaccettate”. Un neologismo italiano che riempie di sorpresa e orgoglio Gianpietro e Daniela, i fondatori di D’Orica.

Ad OroArezzo sono stati presentati nuovi gioielli con nuovi colori. La collezione si chiama Chicche e deve il nome al modo in cui in alcune regioni d’Italia si chiamano le piccole caramelle dei bambini. Le Chicche sorprendono come ‘qualcosa di dolce e prezioso che si trova dopo aver scartato lentamente la caramella preferita, assaporando il suono della carta che si schiude e illumina l'occhio. Una vera gioia'.

Ma il vero successo di D'Orica è racchiuso nella arte orafa e nella  filosofia aziendale del rispetto, partecipazione e sviluppo, dove l'elemento chiave è il valore delle persone che si uniscono in squadra per creare capolavori. La creazione è un gioco di squadra dove ognuno deve fare la propria parte magari sfidandosi in gioco. D’altra parte si dice che 'nel gioco tra la forma e la materia, gli elementi si attraggono e le parti si intrecciano in un breve momento di danza creativa'.

Venite a ‘mangiare’ le loro caramelle!

powered by social2s
Ahura: Grande Ceramica al Milano Design Week

Ahura ha realizzato una performance a “5 stelle” alla Milano Design Week di quest'anno.

In un anno rivitalizzante quando i compratori provenienti da tutti i centri di ricchezza si affollavano fra le vetrine, ci sono stati alcuni stand che brillavano oltre gli standard straordinari degli altri espositori. Ahura guidata da Luca Zanardello e il suo team ha prodotto una mostra di grandi ceramiche per eccitare tutti.

Dalla magnifica coppia di leoni di ceramica di bronzo a guardia dell'ingresso, che rappresentano l'orgoglio di Ahura, ai Dalmati, Maremmani e i grandi Alani come veri, ad ogni passo si scopre un altro elemento del grande stile della ceramica di Ahura.

Sedendo e sorseggiando un flûte di Ferrari con Ezio Zanardello, il fondatore di Ahura, che ha creato i leoni forse per lanciare una sfida, e guardando Luca dirigere l'orchestra della mostra, abbiamo potuto sentire la grande soddisfazione di una famiglia per un lavoro così ben fatto.

Questa famiglia di Nove in Veneto è solo una delle moltissime famiglie italiane che hanno mostrato l'orgoglio delle loro creazioni che coniugano arte e tecnologia. Non c'è dubbio che l'Italia è viva e vegeta quando tanta grandezza e qualità si presentano al mondo - e il mondo vuole questo stile italiano.

Mentre Ahura era circondata da altri espositori che mostravano con magnifica opulenza mobili e tessuti, ciò che si notava in Ahura è la personalità nello stile, l'attenzione al dettaglio, l’equilibrio e la gioia dei colori della loro grande ceramica. Una nuova gamma di modelli scarlatti adornati con cristalli Swarovski sarà sicuramente “fotocopiata” da altri il prossimo anno.

I tradizionali pavoni e i galli multicolore non trovano pari. I nostri pezzi preferiti, i cavalli impennati in oro sono stati schierati vicino la parete posteriore, mentre leopardi e giaguari “custodivano” gli altri animali meno virili.

Mi chiedo che cosa la famiglia Zanardello e il loro team di raffinati ceramisti sogneranno per noi il prossimo anno. Si può essere certi che tutto ciò che verrà presentato sarà una grande ceramica.
per saperne di più: www.ahura.it

powered by social2s
Che c’è dietro un nome? Dorica: un neologismo nella gioielleria

Essere celebrati per i propri successi è l'obiettivo della maggior parte degli inventori e creatori di nuove tecniche, processi, tecnologie e prodotti.

Spesso l’inventore crea un nuovo termine per descrivere il proprio lavoro, con la speranza che possa essere conosciuto. Un esempio è Stan Ovshinsky, il primo a realizzare le celle solari flessibili chiamate appunto tecnologia Ovonics - ma che poi non hanno avuto grande successo sia per problemi di gelosia che per mancanza di domanda.

Alcuni inventori saranno ricordati dopo la morte con il nome di molte unità di misura: alcuni esempi sono Newton, Tesla e Kelvin. Anche alcuni elementi chimici (Einsteinium, Rutherfordio, Bohrio) portano il nome del loro scopritore, anche se effettivamente questi ultimi hanno di solito vite più brevi rispetto agli inventori. Altri studiosi hanno dato il loro nome a dei minerali che hanno scoperto come ad esempio la Wollastonite.

Solo pochi hanno avuto l’onore di dare il proprio nome ad un premio, come ad esempio il Nobel, ma questi premi molto spesso sono legati alla generosità della persona che lo ha creato.

Ottenere una notorietà positiva nella vita è una cosa rara, ma questo è quanto è successo a D'Orica, l’azienda orafa con sede a Nove. Oltre 25 anni fa, Giampietro Zonta e il suo piccolo team misero a punto una tecnica per la produzione di piccoli sferoidi cavi fatti di oro. Queste piccole sfere hanno delle sfaccettature che le fanno brillare come diamanti.

Quando sono assemblate in centinaia, queste perline infilate in fili d’oro e montate in forme geometriche rendono i gioielli estremamente 'brillanti' e con una luce che viene riflessa in tutte le direzioni. Giampietro Zonta e la moglie Daniela Raccanello, la designer, hanno prodotto creazioni che soddisfano soprattutto i gusti del popolo orientale, del Golfo e della Russia.

Durante un sondaggio alla cieca quando è stato chiesto ad un cliente di dare una sua opinione sul potenziale di mercato di queste sferette d’oro, l’intervistato ha avuto un po’ di perplessità a poi ha aggiunto: 'Oh, vuoi dire una Dorica, perché è così che noi chiamiamo le sfere d’oro’.

Quando è stato riferito questo a Giampietro, ed egli ha sfoggiato il suo più grande sfaccettante sorriso. Il nome della sua impresa è diventato un neologismo nella gioielleria.

powered by social2s
Nuovi mercati in Oriente per stile e il gusto italiano

L'Oriente e, in particolare, Cina, Corea e Giappone sono mercati in rapida crescita per lo stile italiano e le sensazioni di gusto. Questi mercati non sono solo per le grandi firme e le mega aziende perché una parte della della società in crescita in Oriente cerca l'esclusività e l'eleganza dei prodotti.

Le debolezze delle grandi firme in questo nuovo attraente settore di mercato sono in primo luogo dovute alla mancata differenziazione tra il prodotto vero e quello falso e in secondo luogo che il mercato sta diventando saturo di questi marchi che vendono esclusivamente sull’emozione del prezzo elevato.

In molti casi un prodotto 'reale' di un marchio del lusso può essere fatto dallo stesso produttore di quello "contraffatto" arrivando fino alla garanzia, quindi nel mercato c’è il vero/vero e il falso/vero. Inoltre le copie sono prodotte con nessuna apparente differenza dall'originale e questi sono veri/falsi. Infine, come ad esempio nel mercato dei profumi ci sono prodotti che sono falsi/falsi.

Il mercato richiede eleganza, stile e gusto italiano nella moda e nell’arte, oltre a vero gusto italiano in prodotti alimentari, che siano oli, carni, formaggio, vino o liquori. Ma l'acquirente al dettaglio, alla ricerca di qualità e ‘realtà’ in prodotti italiani eleganti, è scoraggiato da questa confusione e dalla pletora di disegni simili.

La risposta è quella di offrire prodotti esclusivi da un selezionati artigiani, design e produttori di alto livello. Anche se ci sono barriere per realizzare questo desiderio. Il costo di ‘creazione di impresa’ sia per il singolo produttore/esportatore che per l'acquirente al dettaglio sono alti e, per l'esportatore, il successo è ancora molto incerto. Perfino un mercato 'esclusivo' di oltre 10 milioni di persone in Corea, Giappone e Cina è difficile da affrontare per raggiungere un meritato successo.

La soluzione è duplice. Promuovere attraverso un portale web che si interessi di prodotti eleganti da produttori relativamente piccoli, quelli che possono produrre abbastanza beni per soddisfare il mercato una volta stabilito, e in grado di garantire la qualità. Vendere attraverso atelier (punti boutique) in città selezionate basati sulla evoluzione del modello delle gallerie d’arte.

Per raggiungere e soddisfare questo mercato da 'sogno', gli artigiani, i designer e i produttori che intendono qualificarsi dovrebbero collaborare nella promozione e unirsi a una organizzazione di sviluppo del mercato che ha stabilito contatti nei paesi di destinazione.

Non è necessario fare viaggi internazionali e i costi diventano minori di quelli di una partecipazione a una grande festa.

powered by social2s
Beh, la natura è ancora analogica, ma gli uomini non lo sono...

Da un punto di vista sociale, negli ultimi anni si è passati da un mondo analogico ad un digitale, probabilmente senza comprendere appieno la portata di questo cambiamento. Beh, la natura è ancora analogica, ma gli uomini non lo sono. Questo, per lo più, è perché siamo diventati abituati ai rapidi sviluppi della tecnologia, in quasi ogni campo.

Il precursore di ogni cambiamento e di molte rivoluzioni sono spesso scoperte socio-tecnologiche (ad esempio i social network sono stati l’”arma” della primavera araba). E' accaduto in ogni aspetto della società, come il mondo della musica, per esempio, con la chitarra elettrica per il rock'n roll.

La tecnologia apre anche nuovi orizzonti nel mondo delle arti. Consideriamo l'invenzione della macchina fotografica nel XIX secolo e il suo sviluppo nel tipo reflex attuale, un passaggio dalla dimensione analogica a quella digitale, a parte per alcuni settori della fotografia specialista.

Il punto di vista degli artisti è cambiato o, meglio, grazie ai miglioramenti apportati dai progressi tecnologici, hanno iniziato ad acquisire di un altro punto di vista su quasi tutto quello su cui avevano lavorato. Ci sono ancora artisti che preferiscono esprimersi attraverso la pittura, ma i dipinti hanno iniziato ad essere focalizzati sugli aspetti interiori e non sulla rappresentazione del mondo attuale. E poi la fotografia ha fornito un mezzo artistico ad un numero molto maggiore di persone.

Avete mai pensato che cosa si intende per "digitale" nel mondo dell'energia? Dal punto di vista dell'utente, il primo passo verso la rivoluzione digitale nell’energia è rappresentato dal cosiddetto contatore intelligente. Questo strumento apparentemente semplice è di fondamentale importanza. Esso consente ai consumatori di essere consapevoli del loro consumo energetico. E la consapevolezza del consumo può essere il grilletto per scatenare un vero e proprio passaggio dalle tecnologie dell’energia verde verso una rivoluzione blu, che si traduce inevitabilmente in un uso più efficiente.

Il passaggio dal verde al blu significa anche il passaggio dai grandi macchinari pesanti verso quelli leggeri diffusi, più piccoli, con una dimensione commerciale che ci si può permettere. Ma tutte queste tecnologie sono connesse! Niente più distinzione tra produzione e consumo.

L'approccio intelligente è un elemento delle micro società, comincia a livello di singolo appartamento e può essere esteso a un intero edificio e, attraverso micro reti, fino a un'intera città, controllando l'intero processo di distribuzione e la domanda di energia in ogni singola aspetto desiderato. Adottare un approccio intelligente in termini di energia, significa allargare il concetto di piattaforma informatica al settore energetico.

L’energia digitale è il risultato dell'incontro tra i sistemi tradizionali di produzione con le fonti rinnovabili e l’ICT, combinati per ottenere non solo un utilizzo finale dell'energia più efficiente, ma un diverso modello sociale e modo di vita.

E ora siamo pronti a guardare alle tecnologie energetiche da un'altra prospettiva: pensiamo che sia giunto il momento che diventino merce! Un modello ‘Pay per use’ in un ambiente di condivisione!

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.