La chiesa romanica di Sant’Antonino è stata costruita nell’XI secolo dove il santo fece miracolosamente sgorgare una sorgente a Pofi.

Ha un interessante portale e diversi affreschi trecenteschi fra cui un Giudizio universale, dipinto sulla controfacciata interna che ricorda la “Divina Commedia”.

La leggenda vuole che sotto la chiesa di Sant'Antonino si trovi il tempio pagano di Esculapio e, sorprendentemente, lo stemma di Pofi raffigura un serpente arrotolato attorno ad una quercia.

Secondo alcuni studiosi il nome Pofi proverrebbe dalla frase greca “Hoi ap'ophios” ossia “Quelli del serpente” in riferimento al dio Esculapio.

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Terme di Viterbo
Terme di Viterbo

Le terme dei papi di Viterbo erano già conosciute dagli Etruschi e dai Romani, le terme sono diventate importanti nel medioevo.

Sono presenti varie sorgenti ad alta temperatura (fra i 40 e i 56 gradi) di acque con formidabili proprietà terapeutiche in ambito pneumatologico, dermatologico, reumatologico

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Viterbo. Macchina di Santa Rosa

La macchina di Santa Rosa è il baldacchino trionfale che innalza al di sopra dei tetti di Viterbo la statua di Santa Rosa, patrona della città. Oggi ha la forma di una torre illuminata da fiaccole e luci elettriche, realizzata in metalli leggeri e in materiali moderni quali la vetroresina.

L’uso della parola ‘macchina’ deriva direttamente dal teatro greco dove il ‘Deus ex machina’ appariva per risolvere situazioni particolari.

La macchina di Santa Rosa ha assunto dimensioni crescenti con il corso dei secoli fino a raggiungere la incredibile dimensione di 28 metri sopra la spalla dei faccini (oltre 30 metri di altezza con la statua e sollevata da terra) e 5.000 chili di peso.

In origine la sua forma era quella di un pinnacolo gotico, ma nel corso degli ultimi anni ha assunto sempre di più significati filosofici ed è diventata un vero oggetto d’arte. Viene cambiata ogni 5 anni a seguito di un concorso pubblico di idee a cui partecipano architetti, artisti ma anche facchini che hanno una conoscenza diretta dei suoi problemi.

Alcune parti di macchine del passato sono visibili nel museo nazionale delle arti e tradizioni popolari di Roma mentre a Viterbo tutta la storia è illustrata nel Museo del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa.

La sera del 3 settembre di ogni anno la macchina viene sollevata e portata in processione a spalle da un centinaio di uomini, detti "Facchini di Santa Rosa", lungo un percorso di poco più di un chilometro. Durante l’anno la struttura si trova nel Museo di Santa Rosa.

Per queste ragioni, e per la storia della processione che continua ininterrotta dal 1258, la macchina è diventata parte del Patrimonio Immateriale dell’UNESCO.

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Monte Porzio Catone. Osservatorio astronomico

Nel 1965 a Monte Porzio Catone è stato realizzato un osservatorio astronomico a scopi di indagine scientifica del cosmo.

L’edificio era stato progettato nel 1939 con lo stile razionalista del periodo.

Originariamente su questa area si trovava la villa romana di Matilda Augusta, parente dell’imperatore Adriano.

L'osservatorio è dotato dell'Astrolab e di altre attrezzature didattiche e promuove molte iniziative con scuole, università, gruppi e privati.

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Monte Porzio Catone. Barco Borghese

Il Barco Borghese di Monte Porzio Catone è una spianata artificiale realizzata su circa 180 vani sotterranei con volte in calcestruzzo.

La costruzione risale al I secolo AC durante il periodo romano. Forse queste erano le fondazioni di una villa.

Fra le strutture si possono riconoscere cisterne e magazzini, ma non è ancora chiaro il significato di questa spianata.

Nel 1567 gli Altemps trasformarono questo luogo in un luogo di caccia e realizzarono il ‘barco’, ossia un “recinto per animali selvatici da caccia".

Successivamente i Borghese lo trasformarono in un giardino all’italiana integrato nella soprastante Villa Mondragone.

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Monte Porzio Catone. Il Parco Regionale dei Castelli Romani

Il Parco Regionale dei Castelli Romani si estende nell’area dell’antico sistema vulcanico dei Colli Albani e comprende 15 comuni.

In questa area si trovano le rovine della città etrusca di Tuscolo e i due laghi di Albano e Nemi.

La flora del parco comprende molti boschi di castagno in alta quota e una notevole varietà di piante e fiori.

Dalla istituzione del parco sono tornati il tasso, la martora, il falco pellegrino, la salamandrina dagli occhiali, l’istrice e anche il lupo.

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Monte Porzio Catone. Eremo Tuscolano di Camaldoli

L’eremo di San Romualdo di Monte Porzio Catone è stato fondato nei primi anni del XVII secolo per dare all’ordine dei Camaldolesi una sede vicino Roma.

Fu scelta questa area che già ospitava alcuni eremiti e l’eremo è stato iniziato nel 1600 grazie ad una raccolta fondi.

La raccolta fondi andava a rilento e così le prime celle sono state pronte solo nel 1607.

Nel 1680 alle donne fu vietato l’ingresso (ancora vale questa regola) e l’unica donna ad entrare è stata la principessa Borghese che ha donato parte dell’arredo della cappella.

Per comprendere lo spirito del centro possiamo raccontare la storia del cardinale Passionei che apportò molte modifiche non richieste all’eremo. Alla sua morte tutte queste modifiche sono state abbattute dagli eremiti.

Nel 1772 fu riconsacrata la chiesa dedicata a San Romualdo.

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