Le “arche” e gli arcari di Camerata vecchia
 Le “arche” e gli arcari di Camerata vecchia

Le ‘arche’ sono delle caratteristiche cassapanche utilizzate per contenere vivande, indumenti e attrezzi da lavoro. 

Erano il principale mobilio delle case del paese ed erano caratterizzate da essere fatte in legno di faggio stagionato senza l’uso di chiodi.

Questo permetteva un facile smontaggio e rimontaggio e venivano usate anche per spostare merci.

Il loro uso documentato risale almeno al 1780 ma dovrebbero essere molto più antiche.

Gli abili artigiani che le costruiscono sono chiamati ‘arcari’ e per poterle realizzare utilizzano legno di faggio, molto abbondante nei dintorni del paese.

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Camerata Vecchia “la città perduta”
Camerata Vecchia “la città perduta”

I resti di Camerata Vecchia si trovano a quota 1230 metri su una costa di Monte Camposecco, dove i monti Simbuini del Lazio incontrano quelli Abruzzesi.

Si possono riconoscere le tipiche costruzioni povere che avevano rubato ‘spazio’ alla montagna impervia.

Ogni casa aveva almeno un lato chiuso da una parete rocciosa. Alcune erano delle vere e proprie grotte.

L’acqua veniva raccolta con un sistema che convogliava la pioggia.

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Parco Regionale dei Monti Simbruini
Parco Regionale dei Monti Simbruini

Camerata Nuova fa parte del parco Regionale dei Monti Simbruini, il più grande della Regione Lazio a confine con l’Abruzzo.

Il nome Simbruini deriva dal latino ‘sub imbribus’ (sotto le piogge) a sottolineare la caratteristica principale dell’area: l’acqua. In questo parco passavano quattro acquedotti che alimentavano la città Roma.

Il parco è famoso per la varietà della sua fauna e della sua flora.

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Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo
Chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo

La chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo è stata una delle prime opere finanziate da papa Pio IX.

Faceva parte del piano per la ricostruzione del paese di Camerata Nuova e il papa donò 300 scudi d’oro.

Risale al 1860 ed ha un semplice stile neoclassico con una unica navata e con due cappelle laterali.

Al suo interno di può vedere una pregevole statua lignea raffigurante Sant’Antonio Abate proveniente dall’antica chiesetta della Vecchia Camerata, e una statua in ‘marmo’ peperino del ’600 raffigurante la Madonna della Pietà.

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Il Parco Naturale Regionale di Bracciano Martignano è stato istituito nel 1999 per preservare e valorizzare il territorio dai laghi di Bracciano e Martignano fino ai Monti Sabatini.

Al suo interno si trovano due importanti Monumenti Naturali: la Caldara di Manziana, caratterizzato dalla presenza di acque sulfuree e di boschetti di betulle, e la zona umida delle Pantane e Lagusiello di Trevignano Romano, area di rifugio per gli uccelli acquatici.

I boschi sono caratterizzati da castagneti e querceti, con la presenza di importanti faggete sotto quota, mentre il paesaggio rurale presenta ampi spazi aperti.

La ricchezza di ambienti naturali favorisce la presenza di numerose specie animali, dai mammiferi di grosse dimensioni (cinghiali, mufloni e daini) fino al gatto selvatico e al lupo.

Gli uccelli di bosco e i rapaci sono numerosi anche se la presenza più rilevante è costituita dalla fauna migratoria con circa 10.000 uccelli acquatici.

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Il parco della tenuta di San Liberato di Bracciano è stato progettato negli anni Sessanta dal famoso architetto paesaggista inglese Russel Page, incantato dalla bellezza del posto.

il giardino raccoglie piante rare provenienti da tutto il mondo: acero canadese, ciliegio giapponese, camelie, rododendri e Choysia ternate.

Il parco presenta una contaminazione di stili dove il tipico giardino all’inglese è segnato dalle siepi sempreverdi tipiche dei giardini all’Italiana.

Nella tenuta sono presenti diversi giardini tematici come: il caso il del giardino delle erbe, di fronte alla chiesa medievale e che riprende i temi dell'Orto dei semplici, e un preziosissimo antico roseto.

Il parco nasce nell’area della chiesa romanica di San Liberato del IX secolo, costruita sui resti del Forum Clodii romano.

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La chiesa di Santo Stefano a Bracciano è stata edificata all'epoca dei Prefetti di Vico intorno al 1200.

La costruzione viene terminata intorno al 1600 quando l'edificio venne completamente ristrutturato per rispondere alle nuove esigenze del paese, notevolmente ampliatosi.

La chiesa ha una pianta a croce latina, con tre navate che prendono luce da una serie di finestroni laterali.

Gli ultimi interventi risalgono al Settecento, con il rifacimento dell'intera facciata.

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Ardea. Castrum Inui

Alla foce del fiume Incastro è stato riportato in luce un insediamento urbano ben organizzato dotato di sistema idrico con grandi cisterne, di terme, di costruzioni a più piani con decorazioni murali e eleganti mosaici composti da tessere grandi e molto piccole.

Le parti più antiche sono tecnologicamente più raffinate e sono caratterizzate da imponenti strutture realizzate con blocchi di tufo di grandi dimensioni.

Le aree più recenti sono state realizzate riutilizzando il materiale esistente.

Si nota un'area sacra molto estesa databile fra il VI AC e il II secolo DC.

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