Capena. Acropoli dell’Antica Capena

La collina dell’area archeologica della ‘Civitucola’ a Capena è di difficile accesso, circondata da due fossi.

Negli scavi sono stati riportati in luce tratti delle mura con una delle due porte d'accesso alla città, resti di edifici e opere idrauliche.

 E’ stato individuato un tratto di strada romana che collegava la Via Flaminia con il santuario di Lucus Feroniae. Nella zona centrale della città si riconoscono i resti del Monastero Benedettino medioevale nato sopra i resti romani.

Nell'area della città affiorano ancora numerosi frammenti di ceramica e marmo di età romana, le statue e le numerose iscrizioni su basi onorarie che sono attualmente conservate in parte nell'edificio del Comune e in parte nei Giardini Pubblici.

Si tratta di monumenti eretti dai Capenati in onore degli imperatori romani e dei personaggi illustri dell'epoca, soprattutto degli imperatori.

In una di queste basi è interessante notare la cosiddetta "damnatio memoriae" nei confronti dei Geta, fratello minore di Caracalla. Il nome di Geta fu abraso dopo che fu ucciso per ordine del fratello.

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La storia del lago, o dei laghi di Capena è molto articolata e inizia nell’ottobre del 1856 con una erezione solforosa sotto il paese di Leprignano nella zona chiamata ‘Lago Puzzo’.

I contadini che lavoravano nei dintorni intesero forti scosse di terremoto accompagnato da rombi sotterranei (‘come di scariche d’artiglieria’) mentre un tratto di superficie gradatamente sprofondava.

Dopo una esplosione si formò una voragine di circa, di circa 100 metri di diametro, ripiena d’acqua e gas acido-solfidrico. Negli anni il lago si riempì di terra.

Molti anni dopo, nell’aprile del 1925 si ripetè un fenomeno simile e si formò un lago in quanto lo sprofondamento era attraversato dal torrente Gramiccia. Di questo lago esiste un disegno dell’epoca.

Recentemente, nel 1985, si ripresenta il fenomeno e dal centro della terra fuoriescono acqua, sassi e fango che ricadono nella campagna impaurendo la popolazione.

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Capena. Chiesa di San Michele Arcangelo

La chiesa di San Michele Arcangelo di Capena risale al 1908 e l'edificio è a tre navate separate da colonne.

La copertura è in capriate e la facciata in blocchi di tufo ed elementi decorativi in travertino.

Gli affreschi rappresentano l'incoronazione di Maria sul catino (dell'abside) circondata da schiere di angeli e sovrastata dallo Spirito Santo in forma di colomba.

L'opera più importante custodita all'interno della chiesa è il pregevole trittico del Salvatore di Antonio da Viterbo risalente al 1400.

La fonte battesimale è in pietra greca, scolpita nel 1400 e l'acquasantiera è un antico mortaio da farmacia in bronzo di epoca Romana.

Il campanile è alto circa 28 metri con orologio e tre campane.

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Grotte in località Bucia Buciera
Grotte in località Bucia Buciera

Vicino le mura poligonali, in località "Bucia Buciera", si trovano delle grotte sotterranee profonde utilizzate come riparo nell'arco dei millenni.

Gli abitanti di Canterano hanno utilizzato queste grotte durante la seconda guerra mondiale per ripararsi durante i bombardamenti.

Il tragitto da percorrere è boschivo indicato da muretti a secco in pietra. In alcune parti si incontra un antico luogo di sepoltura riconoscibile da tratti di mura a forma di semicerchio.

In contrada viene "Acqua Via" si incontrano alcune sorgenti con piccole cascate.

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Una piccola valle nel bosco attorno Canale Monterano è attraversata da un imponente acquedotto a due ordini di arcate, proprio nell’area accanto agli imponenti resti della “città fantasma”.

Secondo una leggenda popolare, questo maestoso acquedotto era opera del Demonio e per questo viene chiamato “Ponte del Diavolo”.
 

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La Riserva Naturale di Monterano presenta un particolare connubio tra aspetti geologici, floristici, faunistici e presenze storiche.

Al suo interno si trovano alcuni resti sepolcrali etruschi e le rovine dell'antico abitato di Monterano, con il convento e la chiesa di San Bonaventura.  Le zone collinari intervallate da aspri valloni tufacei, modellati a dall'azione erosiva del fiume Mignone, creano paesaggi suggestivi.

Da un punto di vista geologico, si osservano affioramenti di un particolare tufo rosso a scorie nere. Le memorie del passato vulcanico dell’area si ritrovano nella risalita di diverse acque termo minerali, ricche di zolfo, e gas residui che danno luogo ad attività solfatariche.

I vapori della solfatara creano un suggestivo paesaggio lunare di grande bellezza al loro intorno.

All’interno della riserva si trova una particolare conformazione rocciosa a forma di uomo, che viene chiamata ‘l’indiano’, che sembra cambiare espressione con il cambiare della luce.
 

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La chiesa e il convento di San Bonaventura a Canale Monterano sono stati progettati dal Bernini e realizzati fra il 1677 e il 1679.

Le vicende del convento sono piuttosto originali per il numero di inquilini che si sono avvicendati alla sua conduzione.

Inizialmente doveva essere dato ai frati delle Scuole Pie che, però, non arrivarono mai a Monterano.

Vennero allora ospitati gli Agostiniani Scalzi, che furono allontanati dopo appena ventina d'anni poiché ‘non celebravano le messe di suffragio in numero pattuito’.

Li sostituirono i Sacerdoti Secolari, che però furono dimessi nel 1719 perché troppo costosi, e infine gli Eremiti dello Senario che si lamentarono dell'aria insalubre e si spostarono.

Questo convento è stata la cornice di alcune scene del film “Il marchese Del Grillo” con Alberto Sordi.

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Campagnano di Roma. Mansio ad Vacanas

La ‘Mansio ad Vacanas’ a Campagnano di Roma è una stazione di posta romana (mansio), all’incrocio tra la via Cassia e la Via Amerina, realizzata nel I secolo DC.

Era composta da un'area adibita al riposo del viaggiatore (impianti termali e botteghe), un'area adibita al riposo dei cavalli (stalle e rimesse), un'area adibita alle attività pubbliche (caserma dei soldati, piazza del mercato, portico con fontana).

Persa la sua magnificenza romana durante il medioevo è stata derubata di tutti i rivestimenti in marmo ma ha continuato ad essere un luogo di riposo per i pellegrini lungo la via Francigena.

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