Ardea era famosa sin dall’antichità per le sue ‘acque acetose’, ossia acque acidule, particolarmente benefiche, ricche di bicarbonato, calcio e magnesio che arrivavano dall’apparato vulcanico dei Colli Albani.

La mitologia conferma il legame fra Ardea e l’Acqua. La sorella del re di Ardea era Giuturna, ninfa delle fonti, a cui Giove aveva dato il dono dell’immortalità e il “dominio” sui corsi d’acqua.
 

powered by social2s

I giardini della Landriana di Ardea sono stati progettati dal famoso paesaggista Russel Page su un'estensione di circa 10 ettari.

I giardini hanno aree di boschi inframezzati da viali, bordure, giardini e piccoli laghi artificiali dai nomi molto romantici.

Sono famosi gli appuntamenti chiamati ‘Primavera alla Landriana' e in 'Autunno alla Landriana' che richiamano pubblico da tutto il mondo.
 

powered by social2s

Sotto la rocca di Ardea, in una area davanti agli scavi di Casarinaccio, è stato rinvenuto un ninfeo tardo repubblicana in una grotta.

Questo è stato poi trasformato nel V secolo in un luogo di culto cristiano, rappresenta la prima testimonianza nel Lazio della presenza di cristiani in un periodo così antico.

powered by social2s
Ardea. Chiesa di San Pietro Apostolo

La chiesa di San Pietro Apostolo fu edificata ad Ardea nel XII secolo dai monaci dell'abbazia di San Paolo fuori le mura.

E' in stile romanico ed è stata costruita presso i resti di un tempio di epoca ellenistica.

Incorpora una precedente torre di vedetta contro i Saraceni, trasformata in campanile.

Conserva materiali più antichi come fregi marmorei del II secolo che sono stati riutilizzati come stipiti della porta di ingresso, ma anche un capitello del presbiterio e un'ara sepolcrale.

powered by social2s
Ardea. Chiesa di Santa Marina

La chiesa di Santa Marina si trova all'interno del cimitero di Ardea e sul suo portone di ingresso è riportata la data del 1191 ad opera di Cencio Savelli, papa Onorio III.

Santa Marina è nata in Azia Minore tra alla fine del V secolo DC e, rimasta orfana di madre, seguì il padre in un convento fingendosi un ragazzo.

Diventata frate si dedicò ai poveri e fu accusata da una ostessa di averla violentata e messa incinta.

Marina si dichiarò colpevole, fu cacciata dal convento e visse in una grotta con il bambino. Mossi a compassione i frati la fecero tornare anche se con mansioni molto umili.

Solo alla sua morte si accorsero che era una donna e iniziarono a venerarla per la grandezza d’animo con cui aveva vissuto in povertà.

Poi sepolta e la sua tomba divenne luogo di miracoli e guarigioni.

Conoscendo la storia di Santa Marina e vedendo la chiesa, la grotta e la roccia sulla quale è stata realizzato questo luogo di culto si comprende la vita dura, piena di sacrifici e stenti della santa.

Una donna vestita da frate che sopportò per amore di un bambino, di una creatura senza colpa, una vita vissuta nella santità.

Ipogeo della chiesa di Santa Marina

All'interno della chiesa si accede al cimitero storico della città.

Alcuni di questi ambienti sono stati decorati a stucco XII secolo con pitture di soggetto religioso.

Si tratta di particolarità uniche nella storia medioevale del Lazio.

powered by social2s
Chiesa di San Giorgio
Chiesa di San Giorgio

La piccola chiesa di San Giorgio era stata realizzata su un poggio poco fuori dal centro medievale di Arcinazzo Romano.

È uno degli edifici più antichi e viene già menzionata in un documento del 1115 conservato negli archivi dell’abbazia di Subiaco.

Nel corso dei secoli la chiesetta viene ampliata e viene citata dal resoconto della visita pastore ad Arcinazzo Romano del 1575.

Oggi la chiesa appare come un edificio molto semplice con una facciata intonacata arricchita solo da una cornice in pietra del portone di ingresso e di una apertura circolare, sempre in pietra, posta sopra il portone. Ai lati del portone, poi, due piccole aperture illuminano l’interno.

La chiesa è dedicata al santo protettore di Arcinazzo Romano.

powered by social2s
Chiesa della Croce
Chiesa della Croce

La piccola chiesa della Croce si trova poco prima dell’antica porta di ingresso al borgo antico di Arcinazzo Romano. La chiesa ha una facciata imponente che nasconde un piccolo luogo di culto a pianta centrale composto da un’abside e due cappelle laterali.

Secondo una lapide all’interno della chiesa, l’edificio risale al 1778 e l’aspetto attuale è dovuto a diversi restauri nel corso del Novecento. La facciata è austera con alcuni giochi geometrici sulla facciata e l’unico decoro è un fregio sul portone di ingresso, a cui si accede attraverso una piccola scala in marmo.

L’interno è in stile neoclassico con le volte dipinte che rendono la chiesa piena di luce e di colore.

Due lapidi ricordano Giuseppe Troja, artista e negoziante, e il pittore Tito Troya che gli abitanti di Arcinazzo hanno omaggiato con una copia del suo celebre quadro dedicato a Santa Rita da Cascia.

Tito Troya era nato ad Arcinazzo Romano nel 1849 e morto nel 1916 e si era formato nel seminario del monastero di Subiaco. Grazie all’incontro ad Arcinazzo con il pittore Luigi Fontana, di cui divenne allievo, Tito Troya si è avvicinato alla corrente del “purismo italiano” che si ispirava alla pittura del Quattrocento.

Aveva poi trascorso gran parte della sua vita a Roma, a borgo Santo Spirito e si era specializzato nelle immagini di Madonne e Santi che diceva gli venissero in sogno la notte.

Ha lavorato negli affreschi delle chiese di Genazzano, Carpineto Romano e poi si è dedicato soprattutto alle opere su tela che si trovano in molte capitali del mondo. Per questo suo stile, può essere considerato il padre dell’iconografia.

 

powered by social2s
Cappella di Santa Lucia
Cappella di Santa Lucia

La cappella di Santa Lucia si affaccia sulla principale piazza nel centro storico di Arcinazzo Romano da cui prende il nome.

Data la sua posizione, si ritiene che la sua origine sia medievale, forse una delle torri della cinta muraria. La sua forma attuale risale ad un rifacimento del XVI secolo e una iscrizione sull’abside riporta la data 1611.

La cappella si presenta come un luogo aperto, protetto da una inferriata, caratterizzato da due grandi colonne di marmo che terminano con un timpano.

La parte protetta dalla copertura è costituita da un primo piccolo ambiente a pianta quadrata dedicato ai caduti di tutte le guerre e da una seconda parte con un altare e un’abside affrescato. Al centro si ammirano le immagini di Santa Lucia fra Santa Apollinare e un’altra santa, mentre nella semi cupola è rappresentata la madonna con gli angeli. Tutte le opere sono state dipinte da Silvestro Coardi.

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.