All’incrocio tra Via XI Settembre e Via Casilina, in prossimità della stazione ferroviaria di Valmontone, è stato eretto un meraviglioso monumento ai caduti della Prima Guerra Mondiale.

Fu eretto con il contributo di tutti i valmontonesi ed inaugurato nel 1926 alla presenza di tutto il popolo, progettato dall’Architetto Jacobucci mentre eseguì i lavori Mastro Costantini Luigi.

Sul monumneto, è riportata tale iscrizione: “Valmontone ai suoi figli caduti per la patria - anno MCMXXVI”

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La fontana del Colle fu eretta a Valmontone in stile barocco ed è formata da un piedistallo che sostiene quattro vasche circolari agli angoli che sono decorate con teste di leone.

Sul piedistallo si eleva una colonna sul cui capitello troneggia una statua in bronzo del Labicano, il guerriero romano simbolo di Valmontone dal XIX secolo.

La fontana è stata quasi completamente distrutta dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, eccezion fatta per una delle vasche e il piedistallo: il monumento fu restaurato e ricostruito 1968.

La colonna attuale è di epoca imperiale ed è un regalo della città di Roma.

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Segni. Cisterna romana

La cisterna romana di Segni, è una antichissima vasca utilizzata per raccogliere l'acqua.

Il manufatto è realizzato con grandi blocchi uniti tra loro con una malta particolare che dona impermeabilizzazione alle strutture.

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Segni. Ponte Scarabeo

Il ponte Scarabeo di Segni è un arco medioevale costruito con blocchi di tufo.

Una leggenda racconta che il suo nome derivi da un cartaginese che avrebbe offerto uno scarabeo d’oro ad una ragazza.

L’arco si trova al termine di un percorso realizzato sopra una parte delle mura poligonali della città. Su uno dei suoi lati si trova una meridiana.

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Segni. Borgo Medioevale

Il borgo medioevale di Segni offre molti scorci caratteristici in cui si possono osservare palazzi dagli stili differenti, magari con inserti chiaramente derivanti dalla Segni romana antica.

Da mettere in rilievo la loggetta medioevale e l'ex palazzo della Comunità, dove oggi si trova il museo archeologico.

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Segni. Seminario

Il seminario di Segni è stato realizzato da papa Eugenio III nel XII secolo come palazzo apostolico e luogo di residenza estiva per l’importanza di Segni e la sua posizione panoramica vicino la cattedrale.

Nei secoli vi hanno soggiornato papi importanti per la storia della Chiesa.

Oggi un'ala del seminario ospita l'Archivio storico Innocenzo III che raccoglie e mette a disposizione di studiosi le carte della Cancelleria vescovile di Segni, del Capitolo della Cattedrale, del Seminario e di alcune parrocchie della Diocesi.

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Segni. Palazzo Comunale ex Collegio dei Dottrinari

Il Palazzo Comunale di Segni (ex Collegio dei Dottrinari) è stato costruito nella seconda metà del '700 dall'architetto Domenico Simonetti di Como come Collegio dei Dottrinari a supporto alla attività della cattedrale.

La costruzione fu resa possibile grazie ad una eredità anche se il costo della struttura superò la disponibilità economica e i Dottrinari si ritrovarono con dei debiti.

L’edificio è composto da un corpo centrali e due ali che racchiudono un chiostro aperto su un lato, forse un indice della mancanza di fondi sufficienti a terminare l’opera.

La facciata è con semplici con finestre regolari sui tre piani e lunga 35 metri e si apre una piazza sorretta dalle mura poligonali dalla quale si gode una splendida vista su Monte Lupone.

Appena superata la porta di ingresso incorniciata da pietre si entra in un atrio con un ampio scalone che porta al piano superiore.

 

Il 7 marzo 2003 sulla facciata è stata disegnata una meridiana, dall’esperto in gnomonica Umberto Mascolo di Sermoneta, con la scritta: "Diem et horam excidii Nonis Martiis numero" in ricordo del bombardamento aereo del 1944.

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Il ninfeo di Segni è una fontana monumentale che risale tra il II e il I secolo a.C. realizzato dall’architetto Quintus Mutius come risulta da una targa posta sulla parete di fondo.

La fontana si trova in un piccolo ambiente ricavato sotto un grande arco e con un lato aperto.

Nelle nicchie della fontana si trovano decori con conchiglie e perline blu egiziano che disegnano fantastiche architetture marine.

È uno dei maggiori esempi testimonianze dell’arrivo dell’arte ellenistica a Roma. Per le visite ci si deve rivolgere al Museo Archeologico di Segni.

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