Palazzo Doria Pamphili
Palazzo Doria Pamphili

Durante il medioevo, nel punto più alto di Gorga venne realizzata una fortezza, forse su un punto di vedetta romano, per proteggere la popolazione ed essere una sentinella sulla intera Valle del Sacco.

Il castello medievale ha dato origine al borgo di Gorga ed era la sede dei signori De Ceccano, e poi ai Conti del ramo Segni – Valmontone, che governavano la città.

Nel tempo questo castello cadde in rovina e nel rinascimento Camillo Pamphili trasformò la sua torre in una residenza signorile che veniva utilizzata per l’amministrazione del feudo.

Oggi il palazzo ospita la sede del comune di Gorga.       

 


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Fontana della Pastorella
Fontana della Pastorella

La fontana della Pastorella è il simbolo di Gorga ed è la prima opera che incontra un visitatore arrivando nel borgo. La scultura in bronzo rappresenta una pastorella in costume ciociaro con delle caprette, raffigurate nell’atto di abbeverarsi, poste su un costone di roccia sopra una vasca circolare in marmo adornata da una testa di leone.

L’opera è stata realizzata alla fine dell’Ottocento dallo scultore Ernesto Biondi, nato nella vicina Morolo, ed è stata commissionata da papa Leone XIII, nato nella vicina Carpineto Romano, per celebrare l’arrivo dell’acquedotto nel centro storico di Gorga.

L’acqua arrivava alla fontana attraverso una condotta di 5,5 km che partiva da monte San Marino e l’inaugurazione avvenne nel 1891.

La devozione dei gorgani ha salvato la scultura della pastorella di Gorga durante la Seconda guerra mondiale quando il governo sequestrava molte sculture in bronzo per fonderle e destinarle ad usi bellici.

 


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Una delle sedi della scuola della Forestale si trova nell’antico convento degli Agostiniani, su una delle strade che partono da piazza del popolo.
Il palazzo ha il chiaro stile seicentesco: due piani caratterizzati da un ordine regolare di aperture tutte con una cornice curvilinea in intonaco e marmo lavorati.
Il convento è stato rifatto dopo i terremoti quando l’originario borgo medioevale è stato danneggiato.

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La sede della scuola si trova in un palazzo adiacente alla chiesa di Santa Maria dei Raccomandati e un tempo era il convento collegato a questa chiesa.
Dallo stile del palazzo si riconosce una ricostruzione dopo il sisma del 1703 che aveva danneggiato il borgo medioevale.
Oggi questo sobrio palazzo a due piani è caratterizzato da una facciata signorile adornata da una struttura in muratura tipica dei palazzi del potere del settecento e dell’ottocento.
 

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Il monumento è dato da una semplice lastra in marmo scolpita in bassorilievo in sui sono riportati i nomi dei caduti durante la grande guerra.
La lastra è stata posta su un lato della torre civica, poco sopra la linea di cambio della pietra e di marcapiano, dal marmo bianco alla pietra locale rosata.
Il monumento è visibile dalla piazza principale di Cittaducale.
 

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Lungo il perimetro di Cittaducale si trovano resti delle antiche mura che un tempo circondavano la città. Il loro crollo è dovuto soprattutto ai terremoti e la mancanza di minacce ha reso inutile il loro recupero ai fini difensivi e di tutto il sistema resta solo l’alta Torre Angioina.

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La fontana di Piazza del Popolo ha segnato l’arrivo dell’acquedotto nel borgo ad opera proprio di Margherita d’Austria.
E’ una vasca ottagonale in marmo appena lavorato con al centro una struttura da cui escono 4 teste di leoni che gettano acqua nella vasca.
La struttura termina poi con un’altra vasca dove forse un tempo si trovavano zampilli d’acqua.
 

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Il palazzo della Comunità è stato per secoli il cuore amministrativo della comunità. Un suo restauro è stato fatto dal famoso architetto Jacopo Barozzi detto il Vignola.
In questo palazzo ha soggiornato la duchessa Margherita d’Austria, figlia dell’imperatore Carlo V e moglie di uno dei Farnese, che per anni ha governato questa parte del Regno di Napoli tanto che era chiamata Regno dei Farnese. Margherita era molto conosciuta con il suo soprannome de ‘la Madama’ e questo ha dato anche il nome al Palazzo Madama, sede dell’attuale Senato Italiano a Roma.
Margherita ha trasformato il palazzo della Comunità adattandolo alle sue esigenze di ospitare feste, balli e rappresentazioni teatrali.

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