Porta Santa Maria era la porta di accesso all’Acropoli di Anagni, la parte più alta della città dove oggi si trova la Cattedrale di Santa Maria, e veniva chiamata anche Porta degli Idoli. 

La porta attuale non è quella originaria andata danneggiata durante l’assedio degli spagnoli nel Cinquecento. La sua forma e la sua posizione sono state determinate nel rifacimento del sistema di protezione murario voluto da papa Pio IV, il cui stemma si trova proprio al centro dell’arco della porta.

Porta Santa Maria ha quindi uno stile cinquecentesco con decori in bugnato e una lastra ricorda le parole dell’imperatore Marco Aurelio durante la sua visita alla città.

La porta è stata danneggiata dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e ricostruita fedelmente.

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L’attuale Porta San Francesco è quella costruita dopo la distruzione del sistema murario medioevale durante l’assedio spagnolo del Cinquecento.

La porta è stata ricostruita sotto il pontificato di papa Pio IV e lo stemma del papa è nella chiave di volta dell’arco.

La porta è composta da un arco costruito in blocchi di travertino bugnati e da due passaggi pedonali laterali. Fra le mura che la circondano si riconoscono in rilievo altre forme architettoniche tipiche del Cinquecento che ingentiliscono la costruzione.

La porta un tempo si chiamava Porta del Sole e oggi prende il nome da una statua di San Francesco che si trova accanto e vicino ad un rilievo con le insegne e il motto del condottiero Torquato Conti.

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La biblioteca Mariana si trova all’interno del Palazzo del Seminario di Anagni, di proprietà della diocesi.

Il Palazzo del Seminario risale all’inizio del Settecento anche se costruito modificando edifici preesistenti medioevali.

Al suo interno sono conservati manoscritti, codici, e circa 20.000 volumi ed opuscoli oltre a incunaboli  (libri stampati prima del 1500), e circa 1.000 edizioni del 1500 ed edizioni del 1600, 1700 e 1800.

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Il palazzo Traietto è stato realizzato nel XIII secolo e commissionato direttamente da papa Bonifacio VIII dopo che la sua famiglia aveva acquistato praticamente tutti gli edifici dell’area di Anagni. Il nome attuale viene dalla famiglia dei marchesi Traietto che lo avevano comprato nel 1872.

La facciata principale dell’edificio è su Via Maggiore ed è stata rifatta in stile settecentesco con grande portone di ingresso neoclassico con due colonne ai lati che sorreggono un piccolo balcone.

Ma se si gira intono all’edificio e si va sul retro si può ritrovare l’originario aspetto medioevale con due grandi archi in stile gotico-cistercense che fanno da contrafforte alla struttura e che gli conferisce un aspetto imponente. Gli ampi saloni sono chiamati ancora ‘Stalle di Bonifacio VIII’.

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Casalvieri si contano decine di fontane e sorgenti e attorno a molte di esse sono nate storie e leggende come quella della fontana delle 'Mani Erte'. 

La fontana si trovava vicino la casa dei Sette Fratelli, 7 briganti che hanno impaurito una generazione di abitanti di Casalvieri alla fine dell’Ottocento.

Le “mani erte” stanno a significare proprio che chiunque si avvicinava alla loro casa doveva alzare le mani per dimostrare di non essere armato.

La particolare storia racconta di come tre di questi fratelli riuscirono a sfuggire alla cattura da parte dei gendarmi che li avevano accerchiati mentre mangiavano in una osteria. 

I briganti si trasformarono in lupi mannari e scapparono a quattro zampe riuscendo a seminare panico e paura tra i gendarmi e gli abitanti del paese.

 

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ph Claudia Bettiol
Casalvieri. Palazzo Rezza

L’imponente palazzo Rezza di Casalvieri è in stile cinquecentesco rinascimentale e si trova all’estremità della collina su cui si adagia il borgo antico. 

Ha una struttura massiccia e aperture regolari su tutti i lati. 

È stato costruito dalla famiglia dei principi Boncompagni che aveva in affidamento il feudo di Sora.

È visibile nel borgo di Casalvieri e dalla variante che rappresenta l’inizio del Tracciolino, la strada che porta a Roccasecca.

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