Il palazzo si trova nella principale piazza di Cittaducale e come i suoi vicini presenta stili diversi frutto delle diverse fasi di costruzione.
Dobbiamo ricordare i distruttivi terremoti del 1650 e del 1703 che hanno praticamente distrutto il borgo medioevale che è stato ricostruito successivamente.
Al piano terra si riconoscono nell’intonaco alcuni archi medioevali, al primo piano un ordine di finestre incorniciate da marmo ricorda lo stile settecentesco come quello dei palazzi vicini.
Infine all’ultimo piano un loggiato che probabilmente è della fine dell’Ottocento dona un tocco di leggerezza a tutto il complesso e lo distingue dagli altri palazzi.
 

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Il palazzo si trova nelle adiacenze della cattedrale e i suoi originari connotati medioevali riemergono fra gli intonaci della facciata. Frammenti di bifore, infatti, sono evidenziate nella facciata anche se non corrispondono più ad apertura del palazzo.
Il palazzo nella sua forma attuale risale al 1623 ed è stato voluto dal vescovo Pietro Paolo Quintavalle che aveva anche fatto ampliare la cattedrale con la navata sinistra.
Lo stile seicentesco si ritrova nell’ordine regolare delle aperture che hanno diversi motivi ornamentali: artistici al piano terra e al primo piano signorile e semplici all’ultimo piano.
 

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Il palazzo risale al Settecento e domina tutto un lato della principale piazza di Cittaducale. L’edificio ha tre piani con una serie di apertura in perfetto allineamento e tutte incorniciate da lavorazioni in marmo.
Il grande portone di ingresso ha una cornice in marmo ed un balconcino che ne sottolinea l’importanza.
Oggi è sede del comune e nei suoi grandi spazi è attrezzato con una sala conferenze e una sala mostre.

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La torre si trova nella piazza principale di Cittaducale e faceva parte del sistema dei palazzi del governo del borgo.
La sua particolare forma squadrata è quello che resta dello stile originario medioevale. Infatti tutte le costruzioni sono state restaurate dopo i terribili terremoti del 1650 e del 1703. La facciata verso la piazza ha un orologio mentre sia il terzo livello che l’ultimo hanno finestre a bifora.
La torre termina con una merlatura.

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La torre si trova accanto a Porta Napoli e faceva parte del complesso murario di difesa di Cittaducale. La sua particolarità è nella pianta irregolare, arrotondata dal lato esterno e con spigoli squadrati all’interno.
Nella parte esterna, dal carattere difensivo e senza aperture è stato inserita la scritta ‘Cittaducale altezza 450 metri’ mentre a metà altezza si riconoscono alcune rocce scolpite con gli stemmi della città e dalla casata.
Un tempo era chiamata anche Torre di San Magno perché si trovava vicina ad una chiesa dedicata a questo santo.

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E’ la porta di ingresso al paese nel lato che guarda verso la città di Napoli, allora la capitale del Regno di cui Cittaducale faceva parte.
La porta oggi si trova fra la torre angioina ed una abitazione privata e scompare di fronte all’altezza della torre.

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Montelibretti. Porta del borgo e del castello Barberini

L’ingresso al borgo antico di Montelibretti corrisponde all'ingresso del Castello Barberini che avviene attraverso un maestoso portale.

Questa porta nel tempo ha smesso di avere funzioni difensive ed è diventata elemento di decoro della città. 

L’arco di ingresso ha una semplice cornice in marmo e sopra la porta si trova lo stemma della famiglia dei Barberini

Ancora più in alto un elemento in muratura di arredo e un orologio che segnava il tempo per tutto il paese e scandiva la vita della città.

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Roccasecca dei Volsci. Monumento ai caduti

Il monumento ai caduti delle guerre di Roccasecca dei Volsci è stato realizzato nel 1960 ed è una moderna rappresentazione del dolore della guerra.

La scultura è idealmente divisa in due parti: quella inferiore rappresenta un soldato caduto, e il dolore di chi combatte, mentre quella superiore rappresenta donne con bambini e anziani, il dolore di chi resta a casa.

La scultura ha un forte impatto emotivo anche per il colore rosato della pietra.

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