Grottaferrata. Villa Arrigoni-Muti

Questa villa di Grottaferrata prende il nome dal primo proprietario, il cardinale Arrigoni che la acquistò nel 1579 e fa parte di una delle 12 Ville Tuscolane.  

Come molte altre ville della zona, è edificata sui resti di una preesistente villa romana, che oggi abbelliscono il giardino all’inglese.

Nell'interno sono conservate numerose decorazioni pittoriche di vari pittori toscani: Ludovico Cardi, detto "il Cigoli", Domenico Cresti detti "il Passignano" e Pietro da Cortona.

Dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale, gli sfollati del centro di Frascati occupano la Villa.
 

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Grottaferrata. Palazzo Santovetti

Il palazzo Santovetti si trova nel centro di Grottaferrata e risale al 1741 realizzato dalla famiglia Passerini che ospitarono papa Benedetto XIV.

Nel 1872 il palazzo passa alla famiglia Santovetti che lo fa ampliare dall'architetto Enrico Celso Donnini.

All'interno del palazzo è notevole la cappella, affrescata da Silvestro Capparoni che oggi è in un bar. Fino agli anni ’50 il palazzo era adibito alla produzione e vendita delle famose Cantine Santovetti.
 

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Grottaferrata. Villa Grazioli

La villa Grazioli è stata costruita a Grottaferrata nel 1580 dal cardinale Carafa e, dopo numerosi passaggi di proprietà, è arrivata alla famiglia Grazioli.

Durante l'ultimo conflitto mondiale è stata occupata dagli sfollati dopo il bombardamento di Frascati ed oggi è un albergo.

Al suo interno è stata affrescata tra la fine del 1500 e la prima metà del 1700 da pittori come Agostino Ciampelli, con temi riguardanti la vita in campagna, Antonio Carracci, con temi mitologici e G. Paolo Pannini che decorò la galleria.

Nelle sue preziose stanze vi ha soggiornato papa Paolo V e la sua famiglia alla fine del Cinquecento.

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San Donato Val di Comino. Arco delle Origini

È uno dei più suggestivi vicoli dell'intero centro storico ed è coperto da travi in legno.

Lungo le pareti ci sono immagini presenti dedicate alla fondazione del borgo.

Un trittico, dipinto sul legno dall'artista locale Luciano Tocci, illustra le origini altomedioevali: dalla primitiva "ecclesia", al possesso longobardo del duca Ildebrando di Spoleto, fino al duecentesco "Castrum Sancti Donati" dei conti d'Aquino.

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San Donato Val di Comino. Arco di San Donato

Questa porta di San Donato Val di Comino è detta Porta a Levante, collegava con l’Abruzzo, tramite il valico di Forca d’Acero.

Portava alla "Sbarra", l’antica "dogana" prima dell'accesso al nucleo abitato.

L'arco a sesto acuto è una costruzione tipica del Tardo Gotico e deriva dall'influenza dei Cantelmo che in quel periodo governavano queste terre.

Questa porta è un luogo "culto" perché qui il santo patrono si "affaccia" per dare la benedizione al paese. È un suggestivo punto panoramico per fotografare il paese.
 

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La Porta Orologio, o Porta a Greco, di San Donato Val di Comino risale al 1200 per difendere l'abitato.

Nel medioevo le case iniziarono ad essere costruite lungo le mura preesistenti. In questo modo si doveva realizzare un'altra cinta muraria più larga.

Il borgo non è ha vere mura di difesa, ma era la stessa diposizione delle case che costituiva una protezione contro scorrerie e malviventi.

Ancora oggi è possibile ritrovare le cerchia murarie del nucleo originario del paese.

Sotto la Porta Orologio ci sono tre croci scolpite nella pietra che vengono attribuite a tre briganti che vennero impiccati nel XVI secolo.

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La torre medievale di San Donato Val di Comino a base quadrata di 5,40 metri, è alta 12 metri.

Si trova nel punto più alto del borgo su uno sperone roccioso.

Dalla sua sommità si gode una visuale di buona parte della Valle di Comino e del territorio circostante.

Non esistono accessi al piano terra e si vede solo un indizio di apertura ad un'altezza di circa 7 metri.

La torre è edificata e orientata in base all’andamento del sole e indica i quattro punti cardinali, la direzione dell’Abbazia di Montecassino e il giorno dei Solstizi e degli Equinozi.

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