Palazzo Comunale
Palazzo Comunale

Nella piazza Vittorio Emanuele di Montelanico si trova il palazzo comunale.

Era di proprietà della importante famiglia dei Rosetti i quali hanno influenzato sia l’attività politica che religiosa di Montelanico fino ad oggi.

Nel 1922 fu acquistato dall’amministrazione pubblica e dopo svariati lavori di sistemazione fu impiegata come casa comunale.

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Arpino. Ponte San Paolo

Camminando lungo il tracciato dell’antica Via Vitularia ad Arpino, di cui si possono osservare dei tratti con l’antica pavimentazione romana e dei sassi incisi dal passaggio dei carri.

Si arriva ai resti di un arco, un antico ponte romano (Ponte San Paolo) sopra il fiume.

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Arpino. Libro di Pietra

Il Libro di Pietra ad Arpino sono poesie scolpite su pietra (in lingua originale e con la traduzione italiana) che famosi poeti contemporanei hanno dedicato ad Arpino.

Le “pagine” sono collocate nei quattro quartieri in cui si divide il centro storico: quartiere Colle, quartiere Ponte, quartiere Civita Falconara e quartiere Arco.

Le poesie sono "Il Bianchissimo Vento" di Giuseppe Bonaviri, le "Pietre"” dello svedese Lars Forssell, "Scritto nella pietra" di Kjell Espmark, "A volo d'uccello" del russo Valentin Berestov, "Applauso per Arpino" di Pedro J. De la Peña e “Spirito dell’Acqua" della tunisina Fadhila Chabbi. L'iniziativa è stata coordinata dallo scrittore Giuseppe Bonaviri.

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Arpino. Palazzo Sangermano

Il Palazzo Sangermano è stato costruito tra il 1879 e il 1884 ed ha la tipica forma austera dei palazzi Ottocenteschi di Arpino.

E’ stato sede della "Scuola Apostolica Venerabile Castelli" dei Padri Barnabiti ed ora è aperto al pubblico per mostre ed eventi.

Nel salone delle feste si può ammirare lo splendido affresco ‘Aurora’ di Giuseppe Sciuti, un pittore siciliano che aveva soggiornato ad Arpino.

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Arpino. Casa del Cavalier d’Arpino

La Casa del Cavalier d’Arpino ad Arpino ha una elegante figura Seicentesca con un raffinato portone di ingresso.

Al suo interno si trovano decorazioni originali del 1600 e affreschi attribuiti alla famiglia.

Il vero nome del Cavalier d’Arpino era Giuseppe Cesari, nato nel 1568 in questa città e divenuto un importante pittore al servizio del papa.

Ha fatto parte dell’Accademia di San Luca e ha partecipato al decoro delle logge vaticane e di molti importanti palazzi, soprattutto grazie a Clemente VIII Aldobrandini.

Ha lavorato anche alla corte francese, spagnola, austriaca e a Venezia.

Grazie ai guadagni del suo lavoro comprò una casa nel centro di Roma a Via del Corso e questo palazzo nella sua natia Arpino.

Le sue spoglie si trovano a San Giovanni in Laterano.
 

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Arpino. Fontana dell’aquila Romana

La fontana dell’aquila Romana di Arpino risale al XVII secolo e si trova tra le due strade che conducono a Civita Falconara.

Sopra un vascone in marmo lavorato in modo barocco si stagliano due torri squadrati.

Un’aquila spiega le sue ali poggiando le due zampe ciascuna su una torre.

Questa immagine raffigura proprio lo stemma d'Arpino.

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Arpino. Acropoli e Mura Megalitiche

La zona dell’Acropoli di Arpino è anche chiamata Civitavecchia e probabilmente risale al VII secolo AC.


Secondo la leggenda venne fondata dal Dio Saturno assieme ad altre città del Lazio meridionale e l’acropoli è circondata da grandi ed imponenti mura.

Queste mura sono state realizzate da grandi massi dalla forma irregolare che si incastrano perfettamente gli uni con gli altri.

Secondo una leggenda, la grandiosità dei massi e la loro forma li fa risalire ai Pelasgiche una antica popolazione greca e talvolta le mura si chiamano ciclopiche, dal nome dei giganti omerici.

Le mura megalitiche di Arpino partono da Civitavecchia, a quota 627 metri e arrivano a Civita Falconara e erano lunghe circa 3 km, ma solo 1,5 km sono visibili.

Le antiche mura sono poi state restaurate più volte dai sanniti, dai romani e nel medioevo, con l’aggiunta di torri e di porte.

L’antica porta d'ingresso all'Acropoli, con l'arco a sesto acuto, rievoca quella di Micene.

È alta 4,20 metri ed è formata da blocchi sovrapposti che si restringono.

La "Porta Tana del Lupo", invece, situata nella parte bassa di Arpino, ha una forma ad architrave.

Da notare l’antica cava da cui sono estratti i massi che si trova proprio accanto al muro.
 
 

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Arpino. Castello di Ladislao

Il castello di Ladislao di Arpino risale al XIII secolo.

Prende il nome dal re di Napoli, Ladislao I (1376-1414) della dinastia d’Angiò, che per un certo periodo vi stabilì la sua corte per controllare il confine settentrionali del suo regno.

Dopo vari abbandoni, distruzioni e ricostruzioni, fra il Settecento e l’Ottocento diventa uno dei più grandi lanifici di Arpino, di proprietà della famiglia Ciccodicola.

Con la crisi industriale il Castello diventa orfanotrofio, ospedale militare ed infine scuola per chimici.

Oggi è una sede espositiva e centro congressuale. Il castello è sede della Fondazione Umberto Mastroianni.

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