Sutri. Porta Franceta

Sutri era l’ultima tappa della Via Francigena prima di Roma e il nome della Porta Franceta è probabilmente dovuto a questo.

Questa porta d'ingresso alla parte medioevale era attraversata da migliaia di pellegrini.

Nella porta si possono leggere tre interventi storici: le murature etrusche, le fortificazioni romane e i bastioni del XV secolo fatti realizzare dal Cardinale Altieri.

Sopra la porta si vede lo stemma cittadino con Saturno a cavallo.

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Sutri. Villa Savorelli

La maestosa villa Savorelli con il parco risalgono al XVIII secolo e sono stati costruiti dai marchesi Muti-Papazzurri a Sutri.

Quando alla fine del 1700 la famiglia si estinse, la villa passò in eredità ai Conti Savorelli, da cui il nome, e poi è stata acquistata dal Comune di Sutri.

La villa ha uno stile rinascimentale ed un giardino all’italiana con un labirinto di siepi di bosso e una fontana in peperino, con vasca circolare con un ricco decoro centrale.

La facciata della villa ha delle fasce orizzontali in peperino e il portale è decorato da bugnature.

Le finestre dei diversi piani sono in asse e il palazzo è ornato con quattro busti marmorei. L'interno è stata molto rimaneggiato nei secoli.

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Capranica Prenestina Guadagnolo - Bettiol - 106
Capranica Prenestina Guadagnolo - Bettiol - 106

Guadagnolo è il centro abitato più alto del Lazio posto a 1218 metri slm proprio su Monte Guadagnolo.

Da qui si domina sia la Valle del Sacco che la Valle dell’Aniene e lo sguardo arriva all’Agro Romano, ai colli Albani, ai Monti Sabini, Simbruini, Ernici e Lepini.

Due leggende circondano la sua storia: la prima lo vede come un borgo che si è creato dalla popolazione della valle che tentava di sfuggire all’arrivo dei barbari intorno al V secolo DC e che si erano rifugiate attorno ad una torre di difesa.

L’altra storia viene narrata da padre Kirchner che racconta come il borgo si era formato dai lavoratori del monastero e che il nome ‘Guadagnolo’ derivi proprio dai guadagni dei locandieri per il grande afflusso di pellegrini.

Dal XII secolo Guadagnolo è passato sotto il controllo della famiglia Conti fino all’arrivo della famiglia Sforza Cesrini nel 1808.

A questi seguirono i Torlonia ed infine il comune di Capranica Prenestina.
 

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Capranica Prenestina Palazzo Barberini 5- Bettiol - 12
Capranica Prenestina Palazzo Barberini 5- Bettiol - 12

Il Palazzo Barberini in pietra calcarea bianca nasce nel Cinquecento dalla trasformazione del castello originario attorno al quale si era formato il borgo di Capranica Prenestina.

Il palazzo venne edificato in due tempi da Giuliano II Capranica e da Angelo Capranica che avrebbero prima realizzato una semplice abitazione eppoi la avrebbero trasformata in una elegante residenza sopraelevandola e aggiungendo elementi decorativi.

Lo stile rinascimentale viene dato dal portone di ingresso bugnato, sormontato da un piccolo balcone, al quale si arriva attraverso una signorile gradinata e dai riquadri delle finestre.

I Capranica non godettero mai del palazzo che passò alla famiglia Barberini e nell’ultimo secolo al comune.

Oggi è sede del comune, del museo civico e il grande salone viene utilizzato per cerimonie e convegni.

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Genazzano- Acquedotto Claudio by Benedicta Lee
Genazzano- Acquedotto Claudio by Benedicta Lee

Nel “Parco degli Elcini”, il parco del Castello Colonna, si possono vedere i resti dell’antico acquedotto che portava l’acqua all’interno del castello.

L’acquedotto fu restaurato agli inizi del 1600 per facilitare l’accesso al castello.

L’acquedotto originariamente portava l’acqua ad una antica villa romana.

Infatti, l’ultimo tratto dell’acquedotto era l’antico "Ponte del Castello" che poi è stato danneggiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e ricostruito dopo la guerra.
 

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Genazzano- Porta Romana by Benedicta Lee
Genazzano- Porta Romana by Benedicta Lee

Porta Romana è la porta che si incontra venendo da Roma nella parte bassa del paese.

E' sormontata dallo stemma di Genazzano in cotto rosso ed ha un baluardo circolare scarpato sul suo lato destro.

Accanto alla porta medievale si trova un grande torrione di difesa che racchiude l’area dell’antico cimitero della Chiesa di Santa Croce.

La porta è stata restaurata dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Vicino alla Porta, si trovano i resti dell’accesso secondario dell’antica Porta Portella.
 

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Genazzano- Ninfeo del Bramante by Carlo Ribaudo
Genazzano- Ninfeo del Bramante by Carlo Ribaudo

Il ninfeo Bramante è uno dei simboli di Genazzano.

E' stato realizzato all’inizio del Cinquecento dai Colonna nella sistemazione di un giardino nella valle di Soglia, lungo la strada che conduceva a Paliano.

Siamo nel periodo della realizzazione dei giardini in numerosi palazzi, compresi i giardini vaticani.

I Colonna volevano fare le cose ‘in grande’ costruendo un parco con un lago, originariamente su quattro livelli, e un ninfeo.

Il centro artistico del parco era un ninfeo costruito seguendo lo stile delle terme di Diocleziano o della Basilica Massenzio che viene attribuito al Bramante.

L’architetto in quegli anni aveva progettato anche una chiesa nella vicina Capranica Prenestina.

Il ninfeo è un edificio con una facciata a loggia sul lato lungo e absidi sui lati corti. È costituito da un vano rettangolare coperto con volte a crociera ornate con archi e aperture.

Dietro questo si trovava una stanza a forma ottagonale con una vasca al centro ad uso termale.

La sala ha sedili per riposarsi e godere del fresco e dell’acqua.

Ma da 1540 il feudo di Ascanio Colonna attraversò un periodo di crisi con papi, pronti a confiscare i beni, e il giardino fu trasformato in orti dati in enfiteusi.

Il ninfeo è stato addirittura una stalla per mucche fino al XVIII secolo.

Nel 1703 un terremoto ha fatto crollare la volta del tetto
 

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Genazzano- Palazzo Apolloni by Benedicta Lee
Genazzano- Palazzo Apolloni by Benedicta Lee

Secondo la tradizione, Palazzo Apolloni di Genazzano è la casa natale di papa Martino V Colonna ed è un edificio signorile nel centro cittadino.

Ha uno stile appare gotico aragonese che richiama quello del Regno di Napoli con cui i Colonna avevano forti legami.

Il palazzo ha quattro piani e la semplicità delle forme esterne è arricchita da pregevoli finestre bifore ricche di intagli nel rosone, dal portale ad arco ribassato e da cornici alle finestre.

L'edificio è stato sede del Tribunale del Barone con la proprietà alla famiglia Apolloni.

Nel 1910 fu acquistato dal Cardinale Vincenzo Vannutelli che lo fece restaurare dall'architetto Giovenale, riportandolo alle forme originarie.

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