Maenza. Palazzo Pecci

Palazzo Pecci di Maenza è un edificio di proprietà della famiglia Pecci di Carpineto, proprietaria di diversi fondi rustici nel territorio di Maenza.

Alla fine del XVIII Ludovico Pecci, padre di Leone XIII, è stato anche proprietario del castello baronale.

Oggi è in parte sede della biblioteca comunale e in parte privato. Rispetto alla originaria architettura ha subito diverse trasformazioni.

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Maenza. Piazza della Portella

Piazza della Portella è l’antica piazza d’armi e si trova di fronte il castello di Maenza.

In questa piazza fu fatto decapitare il barone di Maenza nel 1123 per opera di papa Callisto II.

Il barone era accusato di aver fatto uccidere un incaricato del papa giunto in paese per riscuotere i tributi.

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Maenza Loggia Mercanti by Sara Carallo
Maenza. Loggia dei Mercanti

La piazza coperta è di origini medievali e si trova vicino Porta Maggiore, uno degli accessi al borgo medievale di Maenza.

La tradizione narra che la Loggia dei Mercanti fosse stata costruita per tutte quelle persone che, giunte a Maenza a tarda sera e impossibilitate ad accedere al borgo perché le porte erano chiuse, potessero trovare riparo dalle intemperie proprio in questo luogo.

Nel tempo la loggia è stata utilizzata anche come mercato, da cui il suo nome.

Oggi è utilizzata per incontri e manifestazioni e dalle sue finestre è possibile ammirare il panorama sottostante.
 

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Ceccano- Piazza Municipio Palazzo Angeletti Antonelli e porta San Giovanni by Alberto Bevere
Ceccano- Piazza Municipio Palazzo Angeletti Antonelli e porta San Giovanni by Alberto Bevere

Palazzo Angeletti-Antonelli è stato costruito nel XVI secolo dalla famiglia Angeletti unendo di costruzioni medievali nei pressi delle mura di Ceccano.

Nelle sale del palazzo sono stati ospitati personaggi illustri come il beato Antonio Baldinucci, il Cardinale Ganganelli (futuro Papa Clemente XIV) e San Paolo della Croce.

Nel XIX secolo il palazzo passa al Principe Poniatowski, che lo ha vinto in un torneo di carte. L’edificio è stato poi venduto ai conti Antonelli.

Il palazzo si affaccia su Piazza Municipio, dominata da un’imponente parete di roccia scoscesa e una caratteristica fontana di fine ‘800, e sulla Villa Comunale.

Un tempo questa era il giardino all’italiana di Palazzo Antonelli ed era chiamato chiamato “Villa Principessa di Piemonte”.

Dal 1920 il palazzo è sede del Comune ed è in parte visitabile. Nella bella sala del mosaico (un tempo sala consiliare) sono conservati cippi ed un interessante mosaico di epoca romana.

Qui si trovano anche un busto e due quadri che ritraggono persone famose di Ceccano come il marchese Berardi, Oreste Sindici (compositore della musica dell’inno nazionale di Colombia) e Gaetano Latini, coraggioso capitano che combatté con Garibaldi.
 
 

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Ceccano- Monumento caduti by Riccardo Giovannone
Ceccano- Monumento caduti by Riccardo Giovannone

Il monumento ai caduti si trova sul punto più alto di Ceccano in Piazza XXV Luglio e ed è stato eretto in ricordo dei caduti della Prima Guerra Mondiale.

L'opera è composta da una fontana di forma rettangolare e dalle statue in bronzo di due soldati, collocati ai lati di una colonna.

Sul punto più alto della colonna si trova la scultura di una Minerva Alata.

Dopo la seconda Guerra Mondiale vennero aggiunti al monumento originario due cippi laterali in ricordo delle vittime militari e civili.

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Ceccano. Castel Sindici

Castel Sindici a Ceccano venne realizzato alla fine dell‘800 per volere dell’enologo e Cavaliere del Lavoro Stanislao Sindici.

Il progetto è stato fatto dal conte Giuseppe Sacconi, l’architetto che progettò l'Altare della Patria a Roma.

Il castello è stato costruito con la pietra calcarea locale su modello di una fortezza e venne realizzato al centro di un grande parco che ancora lo circonda.

L’edificio è stato usato inizialmente come cantina per la conservazione del vino che con gli anni è stato convertito in un luogo di ritrovo di importanti artisti che gravitavano attorno ai Sindici.

Si citano ad esempio i pittori romani Aurelio e Cesare Tiratelli.

Nell'elegante dimora è stato ospitato anche il celebre Gabriele D'Annunzio.

Nel 1928 la tenuta di Castel Sindici è stata dichiarata "Zona di Interesse Artistico Nazionale".

Nei locali sotterranei della cantina veniva prodotto il vino "Castel Sindici" venduto in Italia e all’estero.

Questo bianco frizzante era molto apprezzato, tanto da essere menzionato tra i vini pregiati del Lazio nella prima edizione del 1931 della "Guida Gastronomica d'Italia" del Touring Club Italiano.

E’ ancora oggi possibile vedere le botti di ceramica dove veniva conservato il vino.

Dal novembre 1943 l’edificio venne requisito dai nazisti che lo utilizzarono come sede del comando militare di zona delle S.S.

Il palazzo è stato acquistato dal comune ed è aperto al pubblico insieme al parco circostante ricco di piante secolari.

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Ceccano. Castello dei Conti de Ceccano

L’attuale castello dei Conti de Ceccano è il risultato di vari rimaneggiamenti che si sono avuti nel corso dei secoli.  

L’edificio si origina da una torre d’avvistamento del VIII secolo costruita sull’area dell’antica acropoli.

Nel Medioevo il castello assume grande importanza divenendo il centro della contea dei Conti de Ceccano, un potente stato autonomo.

Tra la fine del 1400 e l’inizio del 1500 con l’estinzione della nobile famiglia il castello e i loro beni passarono alla famiglia dei Caetani.

Nel 1523, tramite Bolla Papale, Ceccano divenne feudo di Prospero Colonna.

Nei secoli successivi cominciò la fase di declino del castello che venne destinato a carcere e, dal 1734, venne totalmente convertito in luogo di pena e di reclusione per volere di Fabrizio Colonna.

Il tribunale generale dello stato venne trasferito a Ceccano, assieme all’archivio e alle carceri, dalla vicina città di Pofi.

Al castello si aggiunsero altri edifici per soddisfare le nuove esigenze di governo e creare il tribunale, l’infermeria, la cappella e dei ballatoi esterni per collegare le due ali del carcere (maschile e femminile).

Nel 1816 i beni dei Colonna vennero acquisiti dal Marchese Berardi. Tra le varie opere di rinnovamento il castello venne restaurato ed innalzato con l’aggiunta di finestre a trifora ed una merlatura sul tetto e sulla torre.

Con la chiusura del carcere nel 1973 il castello venne abbandonato. In seguito è stato acquistato dal Comune e parzialmente restaurato al fine anni ’90. Dal 2012 è visitabile nei fine settimana grazie all’Associazione Cultores Artium.

All’esterno il castello conserva molti elementi medievali.

Il rivellino, la torre di difesa dell’ingresso principale con pregevoli portali gotici e nella parte alta sono visibili le tracce di una piombatoia, il foro dal quale si gettavano liquidi bollenti sui nemici.

Nell’antica corte d’onore si notano resti della merlatura ghibellina che testimonia la politica favorevole all’imperatore dei conti di Ceccano.

In basso si trova un rosone ottagonale, un chiaro omaggio alla famiglia degli Svevia che avevano rapporti con i nobili ceccanesi. Il rosone è molto simile a quello di Priverno, Fossanova e Ferentino.

Nell’antica piazza d’armi, dominata dall’alto torrione, si trovano gli edifici aggiunti nell’epoca del carcere: il tribunale, l’infermeria e la cappella.

Negli ambienti interni sono visibili affreschi medievali, tra cui un raro calendario iconografico dei mesi dell’anno, che risale al XIII secolo, pitture sacre e graffiti realizzati dai detenuti quando la struttura era adibita a carcere.

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