Il palazzo Borghese di Artena fu edificato nel XIII secolo dai Conti di Segni, poi passò ai Colonna, che furono per secoli in conflitto con il papato.
Dopo la distruzione ad opera di Papa Paolo IV il palazzo fu interamente ricostruito.
Ma a causa delle grandi difficoltà finanziarie della famiglia, nel 1614 tutto il feudo fu venduto al Cardinale Scipione Borghese, nipote di papa Paolo V.
A lui si deve l’ampliamento e la definitiva sistemazione del palazzo, che trasformò in un complesso monumentale.
Per farlo si avvalse dell’opera dell’architetto fiammingo Jan Van Santen, ovvero Giovanni Vasanzio.
Questi ingrandì ed unì le due distinte strutture originarie del palazzo in un unico edificio mediante la costruzione di una monumentale galleria a tre piani.
Progettò anche la doppia scala circolare ed il grande camino decorato con una testa di Medusa attribuita al Bernini.
Si narra, infatti, che il Bernini rimase molto affascinato dalla luce che penetrava nel palazzo prima del vespro, di colore rosso carminio, tanto da realizzare, nella camera a oriente, il caminetto dalle fattezze di volto umano con un'espressione stupita.
All’interno del palazzo sono ancora conservati alcuni affreschi di Paul Bril, pittore fiammingo molto apprezzato a Roma per i suoi paesaggi, porte di legno eseguite dall’architetto romano G.B. Soria e la statua di Paolina Borghese, sorella di Napoleone Bonaparte, sposata con Camillo Borghese, proprietario del palazzo.
Di fronte al palazzo, Vasanzio creò la piazza principale del paese, con una spettacolare terrazza panoramica che è un vero balcone sulla valle del Sacco.
Il palazzo appartiene ancora ai Borghese, e può essere visitato previa autorizzazione.
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