Rifugi di Colleferro
Colleferro. Rifugi

I Rifugi di Colleferro sono una rete di oltre 6 Km di cunicoli utilizzati durante l’ultimo conflitto mondiale quale rifugio antiaereo per la cittadinanza.

Sono stati ricostruiti ambienti d’epoca con reperti bellici e che illustrano la vita sotterranea della popolazione.

Oggi questi tunnel, costruito scavando nelle cave di pozzolana, sono in parte agibile ed ospitano numerosi eventi culturali.

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Castello Colleferro by Marco Mattozzi
Colleferro. Castello Vecchio

Il castello è il simbolo di Colleferro e le sue arcate si ritrovano nello stemma del paese e nella maestosa entrata della Chiesa di Santa Barbara.

Le sue origini risalgono all’XI e XII secolo ed era stato costruito dal Ducato di Segni a controllo della via Latina nella Valle del Sacco.

Probabilmente l’area aveva iniziato ad essere abitata sin dall’VIII secolo come risulta da un recente scavo archeologico.

Ha sempre avuto origini difensive e si hanno notizie in un documento del 1318 in cui il castello viene assegnato a Giovanni Conti di Segni.

Da un altro documento del 1363 riguardante le tasse si deduce che in quegli anni il castello aveva una popolazione di cica 1.600 abitanti in rapida diminuzione.

Il castello venne distrutto nel 1431 dalle truppe di un soldato di ventura, Giacomo di Caldora, come molte altre costruzioni della zona, durante la guerra fra papa Eugenio IV e la regina Giovanna di Napoli. 
 

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Castello di Piombinara
Castello di Piombinara

Il castello di Piombinara si trova nella parte nord del paese di Colleferro ed è riportato nella mappe Vaticane.

Fino al periodo della guerra era caratterizzato da una torre andata distrutta con i bombardamenti.

E’ interessato da diversi scavi archeologici condotti dal museo cittadino che mostra i reperti.

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Colleferro - Citt Morandiana by Anna Diliberto
Colleferro - Citt Morandiana by Anna Diliberto

Colleferro nasce come un insediamento privato a servizio della fabbrica di munizioni e di bombe che era nata intorno al 1916.

A tutti gli effetti si considera Colleferro come una ‘città di Fondazione’ e il suo progetto urbanistico principale fu realizzato nel 1937 dall’ingegner Riccardo Morandi.

A lui si deve anche il progetto della chiesa di Santa Barbara, patrona della città, che è stato uno dei primi esempi di uso del cemento armato come elemento espressivo.

La particolarità di questo insediamento urbanistico era la tecnologia usata per costruire le abitazioni che avevano una grande efficienza termica e il modo in cui la struttura urbanistica rifletteva la struttura sociale della fabbrica.

Vi erano diverse zone per operai, quadri e dirigenti che si riflettevano anche negli stili architettonici e urbanistici.

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Piglio. Torre del Piano

Torre del Piano è situata in località Vico di Piglio, in un punto strategico per l’incrocio di diverse vie di comunicazione, ai confini tra Piglio, Acuto e Anagni.

La costruzione risale al 1080, ha una base quadrata ed è alta circa trenta metri.

Alla base è anche presente una piccola cappella coeva alla torre.

Ornata di merli che si elevano in cima alla fortificazione, con quattro torrette circostanti interamente in pietra, nei tempi antichi, serviva da collegamento per segnalare l’arrivo delle truppe nemiche attraverso una catena di altre torri disseminate nella Ciociaria.

L’origine militare è testimoniata dalle feritoie, ancora visibili, da dove la guardia della Torre sporgeva le armi per difenderla dagli attacchi dei nemici.

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Piglio. Casa Massimi - Berucci

Dopo un periodo di chiusura, ha riaperto al pubblico l’antica e storica casa Massimi - Berucci.

Questo palazzo è da sempre al centro della vita e della cultura del paese di Piglio.

Qui anticamente si trovavano il frantoio e il serbatoio per conservare l’acqua del paese e distribuirla nei periodi di bisogno.

Nella casa, che attualmente è una delle poche abitazioni sopravvissute all’incendio del 1799, si può ammirare uno dei rari esemplari di carta da parati sette-ottocentesca. 

Sono dei quadri stampati che riproducono storie mitologiche in paesaggi dal caratteristico stile neoclassico.
 

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Piglio. Castello Inferiore

La parte inferiore del castello, il “Palatium inferius” è la parte meglio conservata e si trova sul lato nord dell’abitato di Piglio.

Attualmente si sviluppa su due piani, piano terreno e ammezzato, con la sistemazione esterna ottocentesca, e protegge la porta principale di accesso di Piglio.

Il Palatium inferius o Castellutium, aveva una Corte, la Platea, su cui si affacciavano degli edifici di cui uno caratterizzato da "Camere Pinte", cioè decorate con pitture.

Il Castello inferiore è citato nei documenti sin dal 1365, periodo in cui i “De Antiochia” erano i signori del luogo.

Si ritiene però che la parte più antica sia stata edificata prima del 1329.

Infatti in questo anno, nelle decime di riscossione veniva nominata una "Ecclesia S. Petri de Castello Vetulo de Pileo", chiesa che doveva trovarsi all'interno del Castello, ma di cui non restano tracce.

Nella parte inferiore del Castello è situato l’ingresso al paese, costituito da un grande fornice, denominato Arco della Fontana, con una bellissima trifora tardo-romanica sulla destra.
 

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Piglio. Castello Colonna Superiore

II castello Colonna di Piglio sorse intorno all'anno 1000 ed è costituito da due parti differenti, edificate in epoche diverse e con un dislivello fra loro di circa 25 metri.

La parte alta del Castello, il “Palatium superior” è la più antica, si trova su una spianata alla sommità di una collina ed era il centro fortificato attorno al quale si sviluppò il Borgo Medievale.

E’ costituita da un torrione a sperone verso la montagna e da una cortina di torri lungo il lato nord.

Comprendeva, secondo le antiche descrizioni, una rocca con una loggia, una cisterna, una piazza d’armi e il palazzo baronale.

Questo aveva un salone di rappresentanza, la “Sala Palatii”, dove venivano celebrate le solenni investiture da parte del Signore feudale.

La costruzione è sicuramente anteriore all'anno 1000.

E’ infatti citata in una Bolla di Papa Urbano II del 1088, che la include tra le proprietà della diocesi di Anagni.

Attualmente è sede dell'Antiquarium comunale e vi sono conservati i reperti archeologici rinvenuti nel corso di scavi effettuati nel territorio, tra i quali spicca una statua di donna con veste tipicamente romana, priva della testa e delle braccia, risalente al I-II secolo AC.

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