Marino. Vino Marino DOC

Il vino di Marino era già noto nell'antichità con il nome di Albanum. Ha una gradazione compresa fra gli 11 gradi e mezzo e i 12 e mezzo, un colore dal giallo paglierino fino al giallo oro. Il profumo è ampio e asciutto, tipico della malvasia, mentre il sapore ha una buona persistenza aromatica e un retrogusto amarognolo.

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Capena. Vino Capena DOC

Il Bianco Capena DOC, riconosciuto dal 1975, è un vino ottenuto dai vitigni Malvasia del Lazio, Trebbiano Toscano, Bellone e Bombino.

Il colore è giallo paglierino tendente al dorato con riflessi verdolini. Il profumo è leggermente aromatico, fine, caratteristico.

Le uve devono sono prodotte nel territorio di Capena e in una area che comprende Fiano Romano, Morlupo e Castelnuovo di Porto.

Di fondamentale rilievo sono i fattori umani legati al territorio di produzione, che per consolidata tradizione hanno contribuito ad ottenere il vino “Bianco Capena”.

La coltivazione della vite in queste aree ha origini Etrusche e i poeti Virgilio, Orazione e Stradone fanno gli elogi dei prodotti di questa area.
 

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Cesanese di Affile o Affile DOC
 Cesanese di Affile o Affile DOC

Le prime coltivazioni della vite risalgono alla colonia romana che disboscò vaste aree collinari intorno ad Affile per impiantare i vitigni.

Oggi le uve Cesanese di Affile vengono utilizzate per produrre il vino Cesanese del Piglio DOCG, unico vino rosso del Lazio con questa denominazione.

Il termine Cesanese vuol dire vino prodotto nelle "caesae", ossia in "luoghi dagli alberi tagliati".

Lo stemma di Affile è proprio un tralcio di vite dai grappoli neri con un aspide attorcigliato lungo il tronco.

La vite è stata un elemento molto importante nella vita economica di Affile e questo vino è stato molto apprezzato anche durante il medioevo dai vicini monasteri benedettini.

Si narra che le donne di Affile portassero le barbatelle (giovani piante) in dote quando sposavano qualcuno dei paesi vicini.

Negli anni trenta il Cesanese di Affile ha vinto la medaglia d'oro come miglior vino nelle esposizioni di Parigi e Bruxelles.

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Terracina. Moscato di Terracina DOC

Il Moscato di Terracina è un vino bianco DOC e un vitigno originario della zona di Latina.

Terracina è una città sulla costa del Lazio e la vicinanza con il mare e il tipo di suolo lo rendono profumato e particolarmente ricercato.

Con le uve moscato si producono 4 tipologie di vino: secco, amabile, passito e spumante.

Tutti i vini hanno intense note floreali, una buona sapidità e un buon equilibrio.

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Aprilia. Vino Aprilia DOC

La presenza della viticoltura nel territorio di Aprilia risale al periodo preromano mentre già ai tempi Plinio il disboscamento selvaggio aveva provocato l’arrivo di aree acquitrinose e paludose con il conseguente l’insorgere della malaria.
Nel periodo della bonifica, dal 1932, qui arrivarono circa 60 mila contadini veneti, friulani ed emiliani che dovevano popolare l’Agro bonificato. Sono loro ad aver fatto ripartire la vitivinicoltura con le varietà tipiche delle loro terre di origine come il Sangiovese ed il Merlot.
La Denominazione di Origine Controllata ‘Aprilia’ comprende vini bianchi e rossi.

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Tuscania. Vino Tarquinia Doc

La coltivazione della vite nell’alto Lazio è iniziata con gli Etruschi e si ha una prima documentazione in una tomba del IV secolo AC nella necropoli di Molesino. Si vede uno ‘stamnos’ falisco nero con figure rosse che rappresenta Dioniso e Oinopion, cioè un vaso panciuto con due manici, col quale si portava il vino a tavola per servirlo con un lungo mestolo di bronzo.
Alcuni scritti di Plinio descrivono con maggiori particolari la coltivazione della vite e la produzione di vino che i Romani incentivarono e svilupparono.
A Gravisca (antico porto di Tarquinia) e a Statonia (nel territorio di Vulci) nel 540-530 AC la produzione di vino era sufficiente per i locali e veniva venduta all’esterno come è documentato dalla scoperta del relitto di una nave etrusca del VI secolo AC scoperta nel mare davanti Marsiglia.
Lo scrittore romano Marziale descrive il vino di Cerveteri, ‘Caeretanus’, come ottimo e con un sapore che assomigliava al Setino vecchio e di buona qualità. Columella celebra invece l’antica Cere per il suo vino squisito.
Dopo il medioevo, prima le abbazie e poi lo Stato Pontificio ripresero e favorirono ulteriormente la produzione vitivinicola. Gli Statuti della città di Civitavecchia del 1451 contenevano 20 capitoli che regolamentavano la produzione e il commercio del vino. Descrivevano l’epoca della vendemmia, le pene per i danneggiatori delle vigne e le misure che dovevano usare i Tavernari per la vendita.
Nel 1761, il Marchese Frangiapani nel libro ‘Istoria dell’antichissima città di Civitavecchia’ descrive alcune vigne locali.

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Marta. Vino Cannaiola

La "Cannaiola" è un vino da dessert di circa 11 gradi ottenuto dalla vinificazione del vitigno cannaiolo nero, molto simile all’Aleatico. Il colore è rosso e il sapore è dolce e corposo con un intenso aroma fruttato.

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Grotte di Castro. Vino Aleatico di Gradoli DOC

La viticoltura nella zona del Lago di Bolsena si sviluppò sin dal periodo Etrusco grazie al microclima del lago. La coltivazione della vite ebbe una maggiore espansione con i Romani e continuò ininterrotta tanto che nel 1627 il Tassoni nei ‘De’ pensieri diversi’ lo cita fra i vini gustosi.
L’Aleatico di Gradoli è stato presentato nel 1861 all’Esposizione Italiana Agraria, Industriale e Artistica di Firenze. Nel 1929 è stata fondata la Cantina Oleificio Sociale di Gradoli e il vino ha conquistato i mercati nazionali ed internazionali. Premiato nel 1932 alla Fiera del Levante di Bari, nel 1934 alla Mostra dell'Agricolture a Firenze, nel 1937 all’Exposition Internazionale a Parigi, nel 1938 alla Fiera Internazionale di Tripoli, nel 1971 all’Esposizione dei vini a Malta, nel 1971 a Siena e nel 2004 a Roma.
 

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