Militello in Val di Catania. Festa della Madonna della Stella

La festa della Madonna della Stella, principale patrona di Militello in Val di Catania, è la più importante festa religiosa della città e si celebra l’8 settembre. 

La festa della patrona: la Madonna della Stella 

Le celebrazioni in onore della Madonna della Stella hanno inizio il 29 Agosto con la tradizionale processione della “Cantata” per le principali vie della città, accompagnata da fuochi d’artificio.

Seguono nove giorni di preparazione alla festa, fino alla vigilia, il 7 settembre, in cui si aprono le porte della cappella che custodiscono il prezioso simulacro di Maria Santissima della Stella.

Si tratta di una preziosa statua in legno dorato e canapa del 1618, restaurata dopo il terremoto nel 1693 dallo scultore Camillo Confalone.

La statua, in occasione delle celebrazioni e dopo l’offerta del cero votivo da parte del sindaco, viene posta in trono entro un ricco fercolo ligneo settecentesco, predisponendola alla processione del giorno seguente.

L’8 Settembre la Madonna viene condotta in giro per le strade della città, avvolta dalla grande emozione e devozione popolare. ù

Il programma di eventi religiosi e ricreativi delle giornate della vigilia e della festa prevede anche la sfilata di sbandieratori, la banda musicale, fuochi d’artificio, concerti e spettacoli musicali.

Mariani e Nicolesi 
La storia religiosa, sociale e civile dei militellesi è contraddistinta da una strenua opposizione fra nicolesi, i parrocchiani della chiesa di San Nicola, e mariani, sostenitori di Santa Maria della Stella.

I due culti nascono in epoca medievale ma la contesa è più recente. Essa è stata causata dai decreti del Concilio di Trento che, dalla seconda metà del 1500, hanno distinto le chiese matrici e le chiese parrocchiali.

Da quel momento si accese una terribile competizione sulla matricità (giocata non sempre correttamente sull’interpretazione e/o interpolazione di antiche carte d’archivio), per rivendicare all’una o all’altra parrocchia la maggiore antichità nell’esercizio dei diritti matriciali.

Si spiega così la “competizione” fra le tifoserie a chi spara i più bei fuochi o addobba la città con le più splendide luminarie.

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Militello in Val di Catania. Festa del Santissimo Salvatore 

Il Santissimo Salvatore è il compatrono di Militello in Val di Catania e dal 1788 si celebra il 18 Agosto, ma l’atmosfera di festa risuona nelle strade già nei dici giorni precedenti. 

La festa del patrono: il SS. Salvatore 
La festa del SS. Salvatore ha inizio 10 giorni prima del 18 Agosto, con la “Cantata” di canti e preghiere, le campane che suonano a festa e i cannoni che sparano a salve.

In serata, per le vie principali si porta in processione una tela, raffigurante il volto di Cristo Salvatore, opera di un ignoto artista degli inizi del 1800.

I fedeli in corteo, passando fra i quartieri e dinanzi a chiese e monasteri della città, intonano un ritornello per annunciare l’approssimarsi della festività.

Essa è preceduta da numerosi eventi ricreativi e dalle celebrazioni del “Novenario”, i 9 giorni seguenti, fino al giorno 17, “Vigilia” della festa, nella quale si svolgono alcuni riti tradizionali.

La mattina, il corpo bandistico locale gira per la città per la tradizionale questua; la sera, il Sindaco e le Autorità religiose e civili, scortati dalla delegazione del Comitato per i festeggiamenti, si recano alla Chiesa Madre.

Ognuno reca con sé la propria chiave in argento con cui aprire la porta in bronzo del sacello (il Sindaco la chiave “Vrbis Praefe - Patrono Svo”, il Presidente dei festeggiamenti la “Vniversitas Militelli - Patrono Svo”, il Parroco la “Archipresbyter - Patrono Svo”).

All’offerta del cero votivo e fiori al patrono segue lo svelamento della tela con l’effigie del Santissimo Salvatore.

La mattina del 18, centouno colpi di cannone e le campane annunciano il giorno della festa.

Il solenne Pontificale della mattina apre le celebrazioni pomeridiane, con l’uscita del fercolo dalla Chiesa Madre.

In occasione della processione, i genitori affidano i figli ancora neonati al Patrono, vestiti solo del tradizionale abitino rosso, simbolo di fede e devozione per Cristo.

La processione si conclude, fra variopinti fuochi d’artificio, con la salita verso il Monte Calvario.

I festeggiamenti si concludono con la “Veglia di preghiera” del 24 e un’ultima breve processione sino ai “quattro canti” il 25.

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Militello in Val di Catania. Festa di San Giuseppe 

La festa di San Giuseppe è particolarmente sentita a Militello in Val di Catania ed è preceduta dalle celebrazioni del settenario dal 13 al 18 marzo.

Seguono le celebrazioni solenni il 19 marzo presso la Chiesa Madre di San Nicolò e poi segue la processione con il simulacro di San Giuseppe. 

Un asta per i poverelli 

In occasione della festa di San Giuseppe, nel pomeriggio del 19 marzo prima della santa messa finale, in piazza Vittorio Emanuele si svolge la tradizionale “asta di San Giuseppe”.

Si tratta di un’asta di beneficenza, con la vendita di prodotti tipici della gastronomia locale (filari di fichi secchi, dolci, biscotti, etc.), il cui ricavato viene devoluto a tre poveri del paese (che emblematicamente rappresentano San Giuseppe, Maria e Gesù).

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Militello in Val di Catania. Settimana Santa 

A Militello in Val di Catania le festività della Settimana Santa hanno inizio il Mercoledì delle Ceneri nella Chiesa di Santa Maria della Stella e, dopo la processione presso la Chiesa del Santissimo Crocifisso al Calvario, si concludono il Venerdì nella Chiesa di San Nicolò. 

La processione del Cristo alla colonna

Il Mercoledì delle Ceneri ha inizio la processione del secentesco Cristo alla colonna il cui simulacro, prelevato dalla Chiesa di Santa Maria della Stella, viene portato in processione a spalla per le vie del paese fino a tarda serata.

Il Venerdì Santo presso la Chiesa del Calvario si svolge una toccante processione, in occasione della ricostruzione storica delle Passione del Salvatore.

A partire dalla mattina si mette in scena la via Crucis Vivente, da piazza Vittorio Emanuele fino a Calvario.

Qui la statua del Cristo viene portata sotto il portico e ha inizio la scena della Crocifissione: la statua viene issata sull’antica croce (passando un telo bianco sotto le ascelle) e i frati procedono a inchiodarla.

A ogni colpo di martello si sente esplodere una bomba, chiamata miana.

Al tramonto, il Cristo viene deposto morto su un letto funebre (che i confrati hanno portato sin qui dall’Istituto delle Orfanelle) per essere seppellito nella Chiesa di San Nicolò.

Accompagnato dalla banda che suona a lutto, il fercolo viene trasportato in spalla da giovani vestiti di bianco, mentre la Vergine avvolta da un manto nero lo segue insieme a donne e bambine vestite anch’esse di nero.

I lamenti delle donne lungo la triste processione, sono antiche nenie, che rendono ulteriormente drammatico l’evento. Finita la cerimonia, la statua viene riportata di nascosto presso la Chiesa del Calvario.

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Il borgo Sabino di Collevecchio festeggia le tradizioni culinarie del territorio con la sagra della bistecca.

Uno degli eventi più attesi per il piccolo borgo, una manifestazione che unisce gusto e spettacolo in weekend di divertimento a non finire.

La carne locale diventa la protagonista dei menù dei ristoranti locali che la offrono in tutte le sue forme (e dimensioni).

Ogni sera le vie del borgo si accendono di musica, tutti i gastronauti avranno la possibilità di gustare il migliore “cibo da strada” preparato dalle sapienti mani delle associazioni locali sulle tradizionali griglie.

Cibo, musica e divertimento in uno dei borghi più belli della Sabina. 

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Nello splendido borgo di Serrone, in coincidenza con la notte di San Lorenzo dove tutti gli italiani scrutano il cielo in cerca di stelle cadenti, si svolge una serata dedicata al vino.

Le protagoniste della serata sono le migliori etichette del territorio e i loro produttori.

Calici di Stelle è una splendida occasione per visitare i luoghi dove viene prodotto il formidabile Cesanese, passeggiare per le vie del borgo mentre si degustano i prodotti tipici locali.

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La contrada Colle Carino nel borgo di Arpino festeggia il Gonfalone con un menù speciale di piatti tipici, questa volta tocca alle pappardelle al cinghiale.

Le pappardelle sono una deliziosa pasta fatta a mano nella tradizionale forma a pappardella condita con un lussuoso sugo di cinghiale, il piatto dell’estate e della tradizione contadina, diffuso in tutta la provincia di Frosinone e la Regione come uno dei più amati.

La sagra delle Pappardelle al Cinghiale è una giornata per gustare i sapori locali nella splendida cornice dell’antico borgo di Arpino.

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A Vitorchiano, un borgo in Provincia di Viterbo, si festeggia con una sagra uno dei tipi di pasta tradizionali più amati, il Cavatello Vitorchianese.

Di forma diversa in confronto alla controparte Pugliese/Molisana, i cavatelli di Vitorchiano sono un piatto povero della tradizione di questo borgo, vengono ancora oggi preparati in occasioni di festa dalle massaie locali.

L’impasto è semplice, acqua e farina, e una volta impastato e fatto riposare, si taglia in strisce simili a spaghetti, e viene allungato all’estremità. Questa operazione gli conferisce l’aspetto di “spaghettone” rustico.

Vengono tradizionalmente conditi con un sugo di fiori di finocchietto selvatico, che vengono fritti in olio per aromatizzarlo, infine aggiungendo la passata di pomodoro.

Un fine settimana di relax in uno dei borghi più belli della Tuscia, per assaporare un piatto tipico che sa di tradizione, immergendosi nel divertimento e nell’allegria.

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