A luglio, a Tarquinia si svolge una festa per gustare il cinghiale, uno dei principali prodotti della gastronomia locale della Maremma.

Durante i giorni della sagra del cinghiale si festeggiano “Le Notti del Cinghiale Bianco” con mercatini, artisti di strada e musica.

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L’ultima domenica di agosto si festeggia la Madonna dai tempi in cui il dipinto della “Madonna della SS. Trinità” fu portato a Soriano nel Cimino nel 1516, nella chiesa di Sant’Agostino.

La tavola raffigura la Vergine seduta in trono con il Bambino con due angeli che si librano nel cielo dorato e una scritta: ‘Vocabitvr Nomen Eivs Jesvs’.

Accanto al culto religioso e alla solenne processione seguono i festeggiamenti e le manifestazioni.
 

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La rievocazione della processione e crocifissione di Cristo è una delle tradizioni religiose più sentite di Soriano nel Cimino.

Le strade di Soriano sono percorse da ‘Sacconi’, uomini vestiti con un saio bianco con cappuccio, che trasportano a spalla il “Cristo morto nella bara”.

I portatori sono preceduti dai Cirenei, cioè da penitenti che camminano avvolti in un sacco rosso, con il viso coperto, i piedi scalzi incatenati e pesanti croci sulle spalle.
 

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La Sagra delle Castagne di Soriano nel Cimino è uno degli eventi più importanti della Tuscia e dura diversi fine settimana con l’anteprima ‘Aspettando la sagra della castagna’.

La festa della castagna fu istituita dal Consiglio della Comunità alla fine del XV secolo, anche se la moderna Sagra nasce nel 1967.

La sagra comprende due distinti aspetti: una rievocazione degli eventi storici e un omaggio al frutto autunnale più nutriente.

Le protagoniste della rievocazione storica sono le quattro contrade di Soriano: Papacqua, Rocca, San Giorgio e Trinità.

Queste si sfidano nei giochi popolari del Palio delle Contrade e animano il borgo con rievocazioni storiche di leggende e cortei con i figuranti.

Vengono raccontate in scene animate i grandi momenti storici di Soriano come la storia della Rosa e l’Angelo del 1250, la Bolla Papale del 1279, l’esecuzione del di Vico del 1443 e la memorabile battaglia del Fosso del Buonincontro del 1489.

Una giornata è dedicata al premio Vojola d’oro, che in dialetto vuol dire proprio castagna, dedicato a grandi personalità della scena italiana che si sono distinte nei loro campi e che hanno una qualche forma di legame con la città.

Tutti i fine settimana della sagra sono caratterizzati da escursioni sui boschi e nel borgo antico e da incontri per far scoprire i tesori della Tuscia e i prodotti enogastronomici del territorio.

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La celebrazione Solenne del Santissimo Crocifisso ricorre ogni 15 anni a San Lorenzo Nuovo e si riferisce ad un crocifisso ligneo che risale al XII secolo.

Il 14 settembre si svolge una solenne processione e la croce adorna di fiori variopinti viene portata per le vie del paese.

Per l’occasione tutto il paese si anima e la festa viene chiamata "Festone".

La festa del SS. Crocifisso, invece, si festeggia ogni anno il 14 settembre.
 

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San Lorenzo Nuovo. Sagra degli Gnocchi

La sagra degli gnocchi di San Lorenzo Nuovo deve le sue origini alla promozione di uno dei prodotti agricoli più noti: la patata dell’Alto Viterbese.

Si tiene per alcuni giorni a cavallo di Ferragosto e successivamente il 10 agosto, il giorno del patrono San Lorenzo.

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