A luglio, a Marta si svolge la sagra del ‘lattarino’ dedicata ai piccoli pesci d’acqua dolce del Lago di Bolsena.

Vengono fritto in un’enorme padella e distribuiti ai partecipanti.

powered by social2s

La Festa della Madonna del Monte (Barabbata) di Marta è una delle più esuberanti e festose manifestazioni ed è una delle più interessanti da un punto di vista antropologico.

Inizia con una solenne processione dal lungolago fino alla Chiesa della Madonna del Monte.

Le origini di questa festa primaverile sono etrusco-romane e rientra tra i culti celebrati in onore della dea Maia, divinità della fertilità laziale, poi sostituita da Cerere, Cibele e Flora.

Con queste ultime le cerimonie divennero più raffinate e spettacolari ed erano destinate ad attrarre le masse.

Sono state praticate fino all’VIII secolo DC quando le cerimonie pagane della “Regina della Primavera” vennero sostituite da quelle religiose in onore della “Regina del cielo”.

Le prime notizie certe sono del XVI secolo e in tutti questi anni non ha mai perso la sua vitalità.

I visitatori la conoscono con il nome di Barabbata mentre per i locali è la festa della Madonna del Monte o delle Passate.

Il 14 maggio, prima dell'alba, un gruppo di uomini percorre le vie della città al suono di un tamburino, alternando canti mariani e inneggiamenti alla Madonna del Monte.

Con le campane della Collegiata e lo scoppio di mortaretti, il paese si svegli.

Alle nove gli uomini si radunano sul lungolago e sono i rappresentanti delle categorie di lavoratori tradizionali: i "casenghi" (fattori), i bifolchi (coloro che eseguivano lavori agricoli con i buoi), i pastori, i villani (contadini) e i pescatori.

Ogni categoria si dispone in fila con i propri carri e trattori addobbati fino con piante, fiori, frutti, piccoli animali domestici, pesci del lago, attrezzi da lavoro.

Il corteo raggiunge la chiesa vistosamente addobbata inneggiando alla Madonna, fra due ali di folla esultante.

All'arrivo i carri si dispongono sul sagrato e mentre il sacerdote celebra il rito religioso si prepara il cibo per la consumazione collettiva: bruschette con l'olio, lattarini fritti (piccoli pesci del lago), formaggi, ricotta e vino a volontà.

Dopo mezzogiorno, hanno inizio le "passate", i rappresentanti di ogni categoria entrano e escono dalla chiesa lasciando omaggi alla Madonna al grido di ‘Evviva alla Madonna’.

Durante il percorso di rientro, dai balconi e dalle finestre delle case viene lanciata una pioggia di fiori di ginestra ai partecipanti che hanno rinnovato il rito di questa festa e della vita della comunità.

powered by social2s

Per valorizzare la produzione locale certificata di qualità, a Lubriano è nata la Festa della Bistecca Chianina.

L'allevamento di bovini di razza Chianina è una particolarità importante dell'economia agricola.

Lubriano fa parte dell'Associazione Nazionale Città della Chianina, che promuovere l’IGP - Indicazione Geografica Protetta del Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale collegando le produzioni di qualità legate al territorio con il turismo enogastronomico italiano.
 

powered by social2s

La Festa della Madonna del Poggio di Lubriano nasce da una tradizione secolare.

Il giorno dell’Ascensione una “Signora”, una ragazza nubile scelta dal parroco, aiutata da due compagne da lei scelte, dovrà occuparsi del tempio per un anno.

A casa dovrà poi tenere un antico quadro raffigurante la Madonna e recitarne il rosario ogni mercoledì.

Il mercoledì o il giovedì prima della festa donne e uomini vanno in campagna per raccogliere fiori ed essenze, come acacia, ginestra (volgarmente detto maggio) e rose, che servono per la tradizionale “Infiorata”.

powered by social2s
Latera. Sagra del Marrone

Gli ultimi due fine settimana di ottobre a Latera sono dedicati alla Sagra del Marrone, che celebra il migliore frutto autunnale dei boschi dell’Alta Tuscia.

Ma non solo caldarroste e vin brulè, l’occasione della sagra è quella di far conoscere i prodotti locali e il territorio.

Un piccolo borgo su una altura non lontana dal Lago di Bolsena immerso in boschi di castagno.

Il marrone di Latera ha una storia particolare e nel periodo d’oro dei Farnese, la famiglia che governava questi territori.

Era proibito tagliare gli alberi di castagno che nutrivano con gustose castagne e rendevano l’aria salutare.
 

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.