

Arcinazzo Romano è un antico borgo su una propaggine dei Monti Affilani, vicino a monte delle Pianezza (1332 metri) e monte Altuino (1271metri) ed oltre che per il borgo storico è famosa per i suoi Altipiani di Arcinazzo, una località turistica che condivide con i comuni di Piglio e di Trevi nel Lazio.
La nascita e l’espansione di Roma arriva presto nella vicina Arcinazzo che originariamente si chiamava Ponza dal nome della famiglia romana della Gens Pontia. Alcune leggende fanno invece risalire il nome ad alcuni esuli dell’isola di Ponza che vennero in questi luoghi durante le invasioni saracene.
I Romani amavano molto i monti Affilani, e la vicina valle dell’Aniene dove partivano diversi acquedotti che portavano l’acqua a Roma, e in queste aree introdussero la coltivazione del vitigno cesanese, ancora oggi uno dei più famosi rossi del Lazio.
Gli altipiani di Arcinazzo erano stati scelti come residenza di caccia dall’imperatore Traiano che vi costruì una grande villa su 5 ettari. Molti dei decori della villa sono stati saccheggiati nel corso dei secoli. Ad esempio, durante il ‘700 vennero utilizzati per decorare la chiesa di Sant’Andrea a Subiaco e nell’Ottocento per la sistemazione della chiesa di Santa Maria Assunta ad Arcinazzo Romano.
Oggi gli scavi archeologici fanno parte del Museo di Traiano di Arcinazzo.
Con la caduta dell’Impero Romano, le persone si rifugiarono in castelli sulle alture e sembra che in questa zona ci fossero almeno due castelli, uno in via Setacciara agli Altipiani e uno su Monte Altuino.
Ma la prima citazione del castello e del borgo di Arcinazzo Romano risale al 720 in un atto di vendita conservato negli archivi pontifici. Il castello doveva far parte dei possedimenti del vicino monastero di Subiaco.
Uno dei primi signori è stato un certo Ildemondo che conquistò Arcinazzo e Affile nel 1087 scontrandosi con il monastero. L’abate riconquistò Arcinazzo con l’aiuto di Papa Pasquale II nel 1109.
Dal XII secolo, quindi, Arcinazzo entrò a far parte dei beni del monastero e l’abate di Subiaco aveva un suo alloggio nella torre del castello.
Il rapporto fra i cittadini e gli abati non è stato sempre idilliaco e sono pochi gli interventi di abbellimento che sono stati fatti nel corso dei secoli. Alla fine del Cinquecento venne sistemata la chiesa di Santa Maria Assunta inglobando nel campanile una delle antiche torri del castello.
L’abazia di Subiaco considerava Arcinazzo come una cava e nel Settecento venne saccheggiata la villa di Traiano per recuperare marmi (ma anche il piombo) per la loro chiesa di Sant’Andrea.
Dal 1735 Arcinazzo Romano passò direttamente sotto il controllo della Camera Apostolica, l’organo di amministrazione dello Stato Pontificio dove rimase fino all’unità d’Italia. E proprio la nascita dello stato italiano ha portato alla necessità di cambiare nome per non confonderlo con quello dell'isola di Ponza. Il nome Arcinazzo deriva da Narzio, un nobile di Subiaco, oppure da Arcinia, una concubina dell’imperatore Claudio.
















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