Cineto Romano


Stemma di Cineto Romano

Cineto Romano è un bellissimo borgo nato attorno ad un potente castello su un cucuzzolo di monte Peschiero sul versante dei Monti Sabini che guarda la Valle dell’Aniene. Tutta la valle è ricca di acque, infatti da qui partivano molti degli acquedotti dell’antica Roma e si trovano tracce di tratti di acquedotto in sotterraneo.

Cineto è attraversata dal Fosso della Scarpa e dal Rioscuro, che da origine alle famose cascate di Riofreddo.

Questa zona è sempre stata un importante snodo di passaggio soprattutto per la transumanza dalle montagne dell’Abruzzo verso la costa laziale lungo il corso dei fiumi. I primi a popolare il territorio sono stati gli Equi (che devono il nome proprio alla ricchezza delle acque) con l’antica città di Ferrata e si riconoscono alcuni tratti di un santuario e delle mura poligonali.

Il controllo di queste vie, che fornivano anche la lana, era essenziale e nel 332 vennero conquistate dalla espansione della vicina Roma che assegnò il territorio alla tribù romana di ‘Scaptia’, da cui l’antico nome di Cineto Romano che veniva chiamata Scarpa.

Cineto Romano si è chiamato Scarpa fino al 1885 e l’attuale nome probabilmente deriva da un profondo cratere, una singolarità geologica chiamata nell’antichità col nome di Cinet.

Nel 299 a.C. i Romani costruirono la via Valeria, dal nome del censore Valerio Massimo, e crearono una stazione di posta lungo la Via Tiburtina Valeria per il cambio dei cavalli. La stazione di posta chiamata Ferrata è stata distrutta durante la seconda guerra mondiale dai bombardamenti alleati.

Nel II secolo A.C. la via Valeria si rivelò strategica per la costruzione degli acquedotti dell’Aqua Marcia, dell’Aqua Claudia e dell’Anio Novus.

I romani abitarono le aree a fondovalle e in una villa del III secolo a.C. sono stati trovati attrezzi per la lavorazione dell’olio e del vino. Nel 306 dC, l’imperatore Costantino il Grande assegnò l’attuale territorio di Cineto alla tribù Valeria sotto l’amministrazione di un proconsole tributario.

Con la caduta dell’impero e le invasioni dei barbari, la zona entrò nel ducato romano dei Longobardi e nel 755 divenne patrimonio di San Pietro.

Intorno all’anno mille la popolazione si rifugiò in tre castelli per difendersi dalle invasioni di saraceni e ungari. Sembra che il primo signore di Cineto Romano sia stato Giovanni de Marso, forse dalla vicina Marsica, che fece realizzare il nucleo dell’attuale castello.

Nel XIII secolo il castello arrivò al cardinale Napoleone Orsini e con alterne vicende la famiglia Orsini gestirà questo feudo per diversi secoli. Intanto nel medioevo si costituì il comune e vennero redatti diversi statuti che regolamentavano la vita nel borgo.

La zona è altamente sismica, così la vita è stata scandita da alcune calamità come i terremoti del 1349, del 1703 e quello detto proprio della Marsica del 1915.

Fra gli episodi da raccontare quello della storia di Beatrice Cenci, una nobile accusata di aver ucciso il padre violento e che è diventata un simbolo del coraggio femminile. Nel 1595 Beatrice sostò una notte nella stazione di posta di Ferrata prima di andare nella sua prigione di Petrella.

Ai primi del Seicento, prima della famosa peste, gli Orsini si trovarono costretti a vendere il castello per debiti a Marcantonio Borghese, il principe di Sulmona. Cineto Romano è rimasta sotto il governo della famiglia Borghese fino al 1886

Con il regno d’Italia venne realizzata la ferrovia tra Roma e Sulmona e nel 1885 venne inaugurato il tratto che arrivava a Cineto Romano.

Tra le particolarità geologiche di Cineto si deve menzionare il “Pozzo delle Morge”, una profonda cavità senza fondo alle falde del monte delle Morge. Non si comprende se la sua formazione sia naturale o dovuta all’opera dell’uomo e Plinio la riteneva collegata all’Acqua Marcia.

Fra le feste più sentite si annovera la sagra della polenta, la corsa dei bigonci durante i festeggiamenti di San Giovanni a giugno e la sagra della “ciammella”, una tipica ciambella dolce, in agosto durante le feste patronali.

Cineto Romano ha subito pesanti bombardamenti alleati durante la Seconda guerra mondiale.


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