

Rieti deve il nome a Rea Silvia la madre dei gemelli Romolo e Remo fondatori di Roma. Rea Silvia discendeva da Enea diventato re di Alba Longa. Suo zio usurpò il trono, uccise i figli maschi del fratello e costrinse Rea Silvia a diventare una sacerdotessa della dea Vesta per impedirle di avere una discendenza.
La leggenda dice che il dio Marte la sedusse in un bosco. Quando lo zio seppe della nascita dei due gemelli, ordinò a una serva di uccidere Romolo e Remo.
La serva, provò pietà e li mise in una cesta affidandoli alle acque del Tevere.
Rieti si trova nella Sabina, un’area collegata a Roma da un’altra leggenda molto conosciuta: il Ratto della Sabine. Secondo la tradizione Romolo, dopo aver fondato Roma, si rivolge alle popolazioni vicine per stringere alleanze e ottenere delle donne con cui procreare e popolare la nuova città.
Al rifiuto dei vicini risponde con l'inganno. Organizza un grande spettacolo per attirare gli abitanti della regione e rapisce le loro donne. Da qui inizia una rivalità fra Romani e Sabini che termina quando le donne rapite si gettarono fra le armi dei contendenti, imponendo la tregua e la nascita di una collaborazione fra i due popoli.
Dopo la caduta di Roma, Rieti acquista di nuovo importanza grazie a San Francesco che costruisce 4 importanti monasteri in questa valle, detta "Valle Santa" attraversata proprio dal Cammino di Francesco. Tutto il XIII secolo fu un periodo di splendore e prosperità economica per la città di Rieti, che fu spesso eletta a sede papale. Qui venne canonizzato San Domenico e incoronato Carlo II d’Angiò.














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