Il santuario della Madonna del Colle di Lenola è un luogo taumaturgico e meta di pellegrinaggi.

E' stato costruito sul costone di una montagna nel XVII secolo.

Da questo punto sui Monti Aurunci, la vista domina la pianura, i fiumi Liri e Garigliano, il lago di Fondi fino al mare.

Il santuario è in stile classico e ha una facciata di mattoncini.

E' stato consacrato nel 1610.

Al suo interno a unica navata si trova il dipinto della Vergine del XVIII secolo.
 

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La chiesa di Santa Maria Maggiore fu costruita a Lenola nella prima metà del XV secolo.

Ha subito notevoli modifiche nel corso dei secoli.

Al suo interno, la chiesa è a tre navate ed è dotata di un artistico coro ligneo databile tra il XVII e XVIII secolo.

Le due navate laterali sono ricche di opere artistiche e terminano con una cappella.

La chiesa è ricca di opere pittoriche, vasi e preziosi paramenti sacri che la rendono unica.

La chiesa ha un eccezionale archivio storico formato da pergamene, manoscritti, registri, e altre carte.

Il documento più antico conservato risale al 1300.

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Secondo il magistrato romano Bartolo, la chiesa della Madonna del Latte di Lenola è stata costruita su un tempio dedicato ad Apollo costruito dai profughi di Amicle.

Nel 587 DC, il vescovo di Fondi fece demolire questo tempio e vi fece innalzare una nicchia con l’immagine della Madonna.

La nicchia è poi diventata la chiesetta di “Madonna del Latte”, il cui nome deriva da una tela di una Vergine che allattava il Bambino.

Secondo la tradizione, le mamme che non riuscivano ad allattare i loro figli si recavano in questa chiesa con una grossa pietra in testa, in segno di umiltà.

Poi, raschiando con un dito l’intonaco dall’affresco lo mangiavano chiedendo alla Vergine di riavere il latte.
 

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La chiesa di San Giovanni Battista si trova a ridosso del Palazzo baronale di Lenola, sulla rocca del paese.

Le prime notizie certe risalgono al 1299.

La chiesa è stata rifatta molte volte nel corso dei secoli e non ha uno stile definito.

Al suo interno si trovano due altari, e un importante affresco del 1460.
 

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Duomo di San Cesareo
Duomo di San Cesareo

Il duomo di San Cesareo a Terracina è edificato intorno al V secolo.

E' stata costruita su un tempio romano a cinque navate nel foro Emiliano cittadino.

Nell’XI secolo, dopo un importante restauro e la dedicata a San Cesareo, qui venne celebrato conclave che elesse papa Urbano II.

Di interesse artistico sono la pavimentazione della navata centrale in stile cosmatesco del 1200 e il pulpito medievale sorretto da cinque colonne.

All’esterno il campanile romanico è sollevato da terra e sorretto da quattro pilastri.

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La leggenda narra che Sezze fu cristianizzata da Luca evangelista e che a lui fosse dedicata una chiesa dove ora si erige Santa Maria.

L’attuale chiesa di Santa Maria risale al XIII secolo, poi modificata radicalmente nel 1400 al punto che l’attuale ingresso è nella abside, ed anche il rosone è stato ricollocato.

All’interno, poi, si nota un baldacchino barocco in legno sopra altare che imita quello più famoso in San Pietro a Roma.

Il coro lungo le pareti laterali risale al 1731.

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La moderna chiesa di Santi Cosma e Damiano domina il centro storico di Santi Cosma e Damiano e prende il posto di quella seicentesca distrutta dalla guerra.

I santi Cosma e Damiano sono noti come santi medici e la tradizione dice che sono due gemelli di origine araba, medici in Siria e martiri sotto l'impero di Diocleziano.

Sopra le porte laterali della chiesa sono riportate in latino le virtù taumaturgiche dei due santi.

La navata sinistra ospita le statue dei santi in legno di pioppo, risalenti alla fine del XVIII secolo.
 

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Le rovine del monastero di San Salvatore di Mileto a Roccasecca dei Volsci sono forse opera dei benedettini.

Si trovano alle pendici del monte Alto a quota 823 m.

È menzionato per la prima volta in un atto notarile del 9 dicembre 1027 ma ebbe subito una vita tormentata.

Nel 1224, in una lettera di papa Onorio III, appare chiaramente in decadenza.

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