Vicino la sorgente del fiume Licola di Fondi, sorge l’abbazia di San Magno fondata nel 522. E' stata governata fino al 1072 dagli abati ordinari eppoi donata a Montecassino.

Esiste una leggenda che dice che sul monastero incombeva un enorme masso di pietra che sembra sul punto di cadere dal VI secolo. Questo masso, staccatosi dalla cima della montagna, è stato fermato dalla mano di Sant’Onorato che evitò la distruzione del complesso monastico.

Qui si trovava il corpo di San Magno fino all'anno 847, quando fu sottratto e portato per qualche anno a Veroli per poi essere e venduto alla città di Anagni nell’877.

L’abbazia ha subito numerosi saccheggi e i francesi nel 1798 demolirono alcuni locali del convento dopo averlo saccheggiato.

L’abside e il transetto sono decorati da affreschi del XII secolo che ripercorrono la vita di San Benedetto.

Nella struttura è visibile il mulino, tuttora in funzione, e le vasche per la lavorazione dell’olio.
 

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La chiesa e il convento di San Francesco D'Assisi furono costruiti da Onorato I Caetani (1363) sopra un più antico complesso francescano situato nel territorio di Fondi.

L’intero complesso fu gravemente danneggiato durante l’ultimo conflitto mondiale.

Nel 1960, non ancora riaperta al culto, il regista Vittorio De Sica vi girò le scene della violenza subita da Cesira e Rosetta (impersonate da Sophia Loren ed Eleonora Brown) nel film La ciociara.

L’interno della chiesa è costituito da due navate in stile gotico con influssi romanici.

Tra le lapidi si può notare un bassorilievo funerario a finestra (III - IV sec. d.C.).

Su questo bassorilievo è rappresentata la “coniuctio dextrarum”, la congiunzione delle destre in segno di eterna fedeltà, con la formula sintetizzata del matrimonio nel diritto romano: “ubi tu Gaius ego Gaia”.
 

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La chiesa di Santa Maria Assunta a Cisterna di Latina nel 1582 divenne Collegiata nel 1582 per la fusione con la chiesa di San Paolo nella città abbandonata di Ninfa.

Originariamente nel centro del paese, nel 1793, Francesco Caetani la spostò nella attuale posizione.

Fu distrutta dai bombardamenti e ricostruita con lo stesso impianto ma senza stucchi e affreschi.

Due fascioni di ceramica in bassorilievo rappresentano la storia di Cisterna di Latina: esodo dalle grotte, battaglie e trasmigrazioni, San Michele Arcangelo vincitore sul peccato, il patrono San Rocco vincitore sulla peste.

All'interno si trova la statua di San Rocco attribuita alla scuola del Canova, eletto patrono durante la peste del 1837.

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La cappella di Santa Maria in Pensulis a Castelforte, costituiva parte di un complesso monumentale e il nome "in pensulis" (pensile) riconduce a due interpretazioni: un edificio sopraelevato o preesistente.

La cappella ha parti che richiamano diversi stili infatti è costruita nel XIII secolo sui resti di una villa rustica romana.

Si ipotizza che fosse la villa di Zeto, il patrizio romano che ospitò il filosofo Plotino, come testimoniano i sarcofagi del I e II secolo DC rinvenuti nella campagna circostante.

Sotto il livello della chiesa sono visibili cinque corridoi paralleli con volte a botte che fungevano da magazzini.

Su un gradino della scala che conduce al piano rialzato della cappella è scolpita la croce ottagona dei Cavalieri dell’Ordine di Malta.

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La chiesa di San Michele Arcangelo è stata costruita nell’XI secolo su un tempio pagano.

Si trova nel centro storico di Campodimele, nel punto più alto del paese di Campodimele, ed è raggiungibile solo a piedi.

Al suo interno si possono vedere un particolare tabernacolo in marmo del XV secolo e un dipinto di Gabriele da Feltre, della fine del XVI secolo.

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Sant’Onofrio è il patrono e protettore di Campodimele e la fondazione del monastero di risale all'XI secolo.

E' stato costruito ad opera dell’abate Desiderio di Montecassino, che divenne poi papa Vittore III.

Era una semplice chiesetta a navata unica con piccoli alloggi e stanze di servizio.

E’ meta di pellegrini e visitatori.

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Il santuario del Crocifisso si trova in località Selva Scura di Bassiano.

Prende il nome da un celebre crocifisso ligneo custodito al suo interno scolpito da Fra’ Vincenzo Pietrosanti nel 1673.

La struttura si forma attorno ad una grotta affrescata utilizzata nel medioevo e utilizzata dai ‘fraticelli’, francescani spiritualisti che decidevano di vivere in eremitaggio.

Una leggenda narra che qui si rifugiarono i Cavalieri Templari durante scappati dalla vicina Abbazia di Valvisciolo durante le persecuzioni di inizio ‘300.

Accanto alla grotta si trova una cappella rotonda che risale alla seconda metà del Seicento e nella quale si trova la scultura in legno del Crocifisso.

Durante il XVII secolo i francescani realizzavano crocifissi per promuovere la pietà nei fedeli.

Vincenzo Pietrosanti donò questa opera alla sua città natale con l’obbligo di fondare una confraternita per il suo culto.
 

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La chiesa di San Nicola di Bari di Bassiano risale al XIII secolo ma è stata ricostruita dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.

L’interno è diviso in due navate: quella centrale ha copertura a tetto con capriate in legno mentre quella laterale ha una copertura a volte a croce.

Le pareti sono adornate con affreschi che raccontano la vita dei santi tra cui uno particolare che raffigura una donna colpita dalla peste.

Sopra l’altare maggiore un affresco rappresenta la Vergine con Bambino.

Nella navata centrale si trova un prezioso olio su tavola che raffigura Cristo realizzato dal pittore rinascimentale Girolamo Siciolante da Sermoneta.

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