Monte Porzio Catone. Eremo Tuscolano di Camaldoli

L’eremo di San Romualdo di Monte Porzio Catone è stato fondato nei primi anni del XVII secolo per dare all’ordine dei Camaldolesi una sede vicino Roma.

Fu scelta questa area che già ospitava alcuni eremiti e l’eremo è stato iniziato nel 1600 grazie ad una raccolta fondi.

La raccolta fondi andava a rilento e così le prime celle sono state pronte solo nel 1607.

Nel 1680 alle donne fu vietato l’ingresso (ancora vale questa regola) e l’unica donna ad entrare è stata la principessa Borghese che ha donato parte dell’arredo della cappella.

Per comprendere lo spirito del centro possiamo raccontare la storia del cardinale Passionei che apportò molte modifiche non richieste all’eremo. Alla sua morte tutte queste modifiche sono state abbattute dagli eremiti.

Nel 1772 fu riconsacrata la chiesa dedicata a San Romualdo.

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Monte Porzio Catone. Chiesa cattedrale di San Gregorio Magno

La cattedrale di San Gregorio Magno ai Monte Porzio Catone è stato realizzato nel 1666 per volere di papa Paolo V Borghese.

E' in onore di papa Gregorio che qui aveva firmato la bolla papale del Calendario Gregoriano.

Il progetto è di Girolamo Rainaldi.

La facciata, che guarda direttamente la valle, ha due campanili su ciascun lato ed è caratterizzata da rigidi disegni geometrici.

La pianta del duomo è a croce greca.

Al suo interno sono conservati dipinti del Seicento.

Nei sotterranei della chiesa sono stati ritrovati i resti della villa romana sopra la quale è nato Monte Porzio.

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La piccola chiesa di campagna della Madonna degli Angeli e Cona di San MauroVeroli è stata costruita attorno ad una immagine medioevale della madonna che allatta.

L'immagine si trovava in una edicola o ‘Cona di San Mauro’.

L’edicola era stata costruita sul posto dove si erano fermati Santa Maria Salome, San Biagio e San Demetrio appena giunti a Veroli.

Qui avevano incontrato Mauro con il quale avevano poi iniziato a diffondere il cristianesimo.

La chiesa ha una semplice facciata in intonaco con un tetto a capanna e un piccolo campanile a vela laterale accanto all’edificio.

Il portone ha una cornice in pietra squadrata e due piccole aperture laterali.

Una apertura circolare completa i decori della facciata.

L’interno è un solo ambiente con stupendi affreschi del XV secolo realizzati da Antoniazzo Romano in cui si vedono i 4 santi della storia (Santa Maria Salome, San Biagio, San Demetrio e San Mauro), una Madonna che allatta e il Padre che benedice.

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La chiesa di San Francesco Maria Bianchi di Veroli è un tempietto di forma circolare.

Ha una parte inferiore realizzata con colonne unite da un muro in mattoncini e una parte superiore in intonaco liscio che termina con decori realizzati con mattoncini.

Accanto all’edificio un piccolo campanile a vela con una campana.

La cappella risale al 1794 è privata ed è dedicata a San Francesco Bianchi nato ad Arpino il 2 dicembre 1743 e conosciuto come “l’Apostolo di Napoli”.

San Francesco aveva iniziato come insegnante universitario e si era recato a Napoli dove inizia ad abbandonare l’insegnamento e a dedicarsi alla meditazione e alla cura dei sofferenti.

Gli sono attribuiti dei miracoli come quando ferma l’eruzione dl Vesuvio nel 1804 e nel 1805 con la sua mano benedicente.

La sua immagine si trova negli ospedali accanto ai malati e il suo corpo riposa nella chiesa di Santa Maria di Caravaggio a Napoli

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Chiesa di Santa Croce
Chiesa di Santa Croce

È difficile definire la data della chiesa di Santa Croce a Veroli che è stata completamente ricostruita più volte.

Probabilmente la prima chiesa risaliva al XII secolo.

Questa è stata poi distrutta dal terremoto del 1350 e l’incendio del XVI secolo.

Alcuni frammenti medioevali sono poi stati inseriti nella facciata attuale.

Nel 1841 la chiesa ha subito un radicale restauro che forse ha salvato solo l’impianto romanico a tre navate e la forma della facciata.

L’interno appare in stile neoclassico e le pareti sono tutte decorate con stucchi.

L’ultimo restauro risale agli anni ’50 in occasione dell’anno del Giubileo.

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La chiesa di Sant'Angelo in Villa è stata costruita a Veroli su un precedente edificio del X secolo, come risulta da una bolla di papa Urbani II del 1097 che cita questa chiesa.

Nel XIII secolo il vescovo Loterio fece costruire una rocca fortificata per soldati e contadini dove hanno soggiornato diversi vescovi.

Questa rocca è stata utilizzata fino al XVI secolo e oggi è andata praticamente persa.

L’attuale chiesa risale al Settecento e ha un stile neoclassico.

Ha un piccolo campanile a pianta quadrata leggermente arretrato rispetto alla facciata.

L’interno ha la pianta a croce latina e ospita alcune opere d’arte come la statua di S. Michele Arcangelo del 1832 realizzata dallo scultore napoletano Francesco Verzella.

L’altare ospita le reliquie dei Santi Vito e Venanzio e di Suor Maria Fortunata Viti, una monaca benedettina di Veroli beatificata da Papa Paolo VI.

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 Chiesa di San Michele Arcangelo

Questa piccola chiesa di Veroli dedicata all’Arcangelo Michele è un insieme inusuale di stili.

L’attuale edificio è stato totalmente ricostruito nel XIX secolo con richiami a varie epoche.

La facciata è divisa in due parti: una scalinata porta ad un portico con quattro colonne classiche sopra le quali una fascia in marmo divide le due sezioni della facciata.

La parte superiore in stile fine Ottocento composta di tre grandi finestre di cui quella centrale è ornata con una vetrata.

Accanto alla chiesa si trova un piccolo campanile a pianta quadrata con una prima parte in mattoncini e la parte superiore che richiama i grandi campanili neoclassici seppure in ‘miniatura’.

L'interno è decorato con stucchi e sull'altare si trova una tela ovale che raffigura San Michele Arcangelo, copia del più celebre dipinto di Guido Reni.

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