Chiesa di San Leucio

La piccola e semplice chiesa di San Leucio di Veroli risale al IX secolo.

La sua piccola facciata in roccia con tetto a capanna è abbellita solo da un portone romanico con una lunetta affrescata e una finestra rettangolare sopra il portone che illumina la chiesa.

Si accede attraverso alcuni gradini e sul retro si intravede un piccolo campanile a vela con una campana.

L’interno ha una sola navata con due cappelle laterali che sono state aggiunte in un secondo tempo.

Le due cappelle e l’area dell’altare sono definite da tre grandi archi con una cornice in semplice pietra liscia.

Questa zona è dedicata a Santa Salome e all’Addolorata, sono decorate con affreschi che risalgono al XIII-XIV secolo.

Una lapide murata riporta l’anno 1079 di dedicazione della chiesa a San Leucio il confessore di Papa Gregorio VII.

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Chiesa di Sant’Agostino o Santissima Annunziata
Chiesa di Sant’Agostino o Santissima Annunziata

La chiesa di Sant'Agostino a Veroli risale al XIV secolo.

Era annessa all'ospedale della Santissima Annunziata e al convento degli agostiniani che si erano traferiti dopo la distruzione della loro sede nel 1556 ad opera delle truppe spagnole del Duca d’Alba.

Gli agostiniani ripararono la chiesa e il convento e per questo la chiesa prese anche il nome di Sant’Agostino.

Durante l’occupazione francese con dopo la rivoluzione, parte della popolazione si rifugiò in questo convento.

Dopo un periodo di declino, nel 1920 iniziarono i lavori di sistemazione ad opera della Confraternita della Morte Carità ed Orazione e Pia Unione dell'Addolorata e fu riaperta.

L’ultimo restauro risale al 1955 mentre la facciata è stato rifatta nel 1967.

L’interno ha una navata con un’abside e 6 cappelle laterali riccamente decorate.

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Santuario dell’Olivello
Santuario dell’Olivello

La chiesa del santuario dell'Oliveto di Veroli è stata costruita sul luogo del ritrovamento nel 1722 di una immagine della Madonna che si dice si fosse salvata miracolosamente.

Inizialmente in questo luogo, infatti, si trovava la Porta Piccola di accesso alla originaria chiesa di Santa Salome.

Ma dopo il crollo causato dal terremoto del 1350 tutto sembrava essere andato perduto.

Un pastore con il suo gregge si inerpicò fra le alture e ritrovò l’immagine sacra dipinta su una roccia.

Il nome di Madonna dell’Olivello deriva da un albero di olivo che era cresciuto accanto all’immagine.

La chiesa è stata costruita attorno alla immagine.

Sii è poi provveduto a sistemare tutto il terreno circostante con muri e terrazzamenti grazie anche al lavoro gratuito di molti detenuti.

Ha una pianta ottagonale con un portone di ingresso in stile romanico.

È stata poi ampliata grazie al Cardinale Bisleti.

E' stata tolta parte della roccia dietro l’immagine e oggi la roccia con la Madonna dell’Olivello risulta al centro della chiesa.

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La  piccola ma alta chiesa della Sacra Famiglia di Veroli si trova adiacente al monastero di Santa Maria dei Franconi

Custodisce le spoglie della beata Suor Maria Fortunata Viti.

La chiesa è stata consacrata nel 1580 e la facciata ha uno stile Settecentesco diviso in tre ordini.

La parte bassa ha il portone di ingresso e una sola finestra laterale perché l’altra è stata inglobata nel monastero.

Quella superiore ha due aperture centrali in corrispondenza del portone ed infine una copertura con tetto a capanna.

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La chiesa di San Paolo di Veroli risale al 1804 e fu edificata su una chiesa preesistente.

Probabilmente anche questo edificio era stato costruito su un edificio preesistente e si ritrovano alcuni inserimenti medioevali nella facciata.

L’interno ha la forma di una croce greca ed è sormontata da una grande cupola.

Un grande campanile è posto in posizione leggermente arretrata rispetto alla facciata.

La chiesa ha subito bombardamenti durante la seconda guerra mondiale che hanno distrutto la cupola e la copertura.

I lavori di restauro sono terminati nel 1959.

È molto interessante la storia di questo quartiere di Veroli chiamato Piagge Atinati per il legame che lega le città di Veroli e di Atina.

Tutto risale alla caduta dell’impero romano e all’arrivo dei Visigoti nel 419 che distrussero Atina.

I suoi abitanti in catene vennero liberati dai Verolani e furono protetti dalle possenti mura poligonali finché fecero poi ritorno ad Atina.

Documenti che testimoniano l’amicizia fra le città risalgono al 1615 e al 1753 e sono conservati nella Biblioteca Giovardiana.

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Chiesa di Santa Maria dei Franconi

La chiesa di Santa Maria dei Franconi di Veroli risale al XIII secolo.

E' stata costruita sopra l’oratorio di Sant’Onofrio del XI secolo, un ambiente con due aree delimitate da 6 colonne.

L’edificio è diventato poi parte integrante di un monastero di suore benedettine fondato nel 1580.

Come tutti gli edifici di Veroli è stata danneggiata dal terremoto del 1350 e ricostruita con parti che hanno stili diversi.

La parte inferiore della facciata è in stile romanico.

Nel tessuto delle pietre si riconoscono la chiusura di aperture vicino il portone di ingresso.

L’interno della chiesa risale al Seicento e si segnalano un affresco del 1674 di una Crocefissione con lo sfondo della città di Veroli, nella parte interna del portale, e altri affreschi del XVII secolo nelle cappelle.

La chiesa testimonia la presenza dell’Ordine dei Templari a Veroli sia per il nome (Franconi è uno dei nomi con cui venivano chiamati i Templari) sia per alcune Croci Patenti incise in due dei pilastri di ingresso.

Simboli di croci e rose che si intersecano e che richiamano al movimento dei Rosa-Croce.

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Basilica di Sant’Erasmo
Basilica di Sant’Erasmo

La chiesa di Sant'Erasmo di Veroli è stata fondata nel luogo dove San Benedetto e i suoi discepoli si erano fermati a Veroli nel 529 durante il loro viaggio verso Montecassino.

Il primo oratorio è stato finanziato da Valentiniano, un cittadino di Veroli che poi si fece monaco e fu abate del monastero di San Pancrazio al Laterano. Nel XII secolo i benedettini vennero sostituiti.

Nel corso dei secoli la chiesa è stata più volte ristrutturata come si osserva guardando i diversi stili della facciata.

Un portico in stile romanico con tra archi e una parte superiore settecentesca, una scala di accesso di stile tardo barocco, tre absidi che fuoriescono dalla parete di fondo della chiesa.

Un campanile romanico ricavato da una torre romana.

In corrispondenza degli archi del portico di accesso si notano delle figure di animali dalla cui bocca escono fregi ornamentali e che nelle storie sono considerati collegamenti con l’oriente e ancora con il mondo benedettino.

L’interno è in stile settecentesco a tre navate con tre absidi.

La chiesa custodisce capolavori come una grande tela del 1747 realizzata da Sebastiano Conca (o forse da T. Kuntze) e un quadro del Battesimo di Gesù .

Un calice in argento dorato del XIV secolo, dove avvenne il miracolo dell’Ostia Consacrata, viene utilizzato una volta l’anno durante le celebrazioni del martedì dopo Pasqua.

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Il nucleo iniziale della cattedrale di Sant’Andrea di Alatri è stato costruito sopra il tempio principale dell’antica Verulae quando tutti i templi pagani vennero trasformati in luoghi di culto cristiani.

È stata ampliata e rimaneggiata più volte e dopo il terremoto del 1350. L’attuale assetto in stile barocco risale alle trasformazioni del Seicento e Settecento, salvando alcune parti come il rosone gotico della facciata.

Il campanile è stato costruito su una torre romana.

L’interno ha tre navate ed è ricco di decorazioni e stucchi. Nell’abside dietro l’altare si trova un sontuoso coro ligneo del 1624.

In una cappella a destra dell’altare è custodito il grande tesoro di reliquie e opere d’arte che si è accumulato nei secoli a partire dal XII secolo.

Fra questi un polittico argenteo del Cinquecento, dipinti realizzati dal Buccatti di Alatri e una tela raffigurante il “Martirio di San Bartolomeo” attribuita al pittore polacco Kuntze.

Nell’archivio capitolare sono custodite circa 1200 pergamene dal IX secolo in poi.

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