Roccasecca. Chiesa e Convento di San Francesco

La chiesa e il convento di San Francesco si trovano fuori del centro abitato di Roccasecca lungo la strada che porta a Colle san Magno.

Il convento risale al Quattroccento ma è stato poi rifatto nel Settecento e lo stile della chiesa è barocco.

Durante la seconda guerra mondiale questa era stata la sede del comando tedesco diretto da Frido von Senger und Etterlin che aveva il controllo di questa pare della vicina linea Gustav.

Ricordiamo che la linea Gustav tagliava l’Italia dal mar Tirreno al mar Adriatico e passava per Cassino e il vicino Monte Cairo.

Il convento era stato scelto perché si trovava a ridosso della montagna, nascosto in un passo e non visibile dalla valle, e difficilmente raggiungibile dai bombardieri che dovevano piroettare tra le cime.

Ma dopo il primo bombardamento il comando fu spostato nella vicina Colle San Magno.

powered by social2s
Roccasecca. Eremo dello Spirito Santo o della Santissima Trinità

L'eremo dello Spirito Santo di Roccasecca è stato ricavato da una grotta naturale sul Monte San Nicola e si trova vicino l’ingresso delle Gole del Melfa ed è visibile dal Tracciolino.

Il Tracciolino è il famoso percorso realizzato dai Borboni per mettere in contatto la Valle del Liri con la Val Comino.

Il complesso sembra essere a precipizio sulle gole dove scorre il fiume Melfa.

In una vicina grotta sopra il santuario si può vedere un interessante sistema idraulico di captazione delle acque piovane per permettere la sopravvivenza dei monaci.

Il santuario probabilmente è stato iniziato prima dell’anno mille. In un’altra grotta vicina si può vedere letto in pietra levigata che secondo la tradizione è uguale a quello di San Benedetto a Subiaco.

powered by social2s

La Chiesa San Pietro in Vineis di Anagni risale al XII secolo ed è inserita nel convitto Principe di Piemonte.

Il suo nome viene dai vigneti che la circondavano e un tempo faceva parte di un monastero benedettino maschile.

Poi nel 1255 papa Alessandro IV canonizzò Santa Chiara nella Cattedrale di Anagni,

Nel 1256 il convento venne affidato alle Clarisse, l’ordine delle suore di clausura creato da Santa Chiara.

Nel 1556, durante l’occupazione degli spagnoli nella guerra contro il papato, il convento venne usato come quartiere generale dagli Spagnoli.

Le suore vennero spostate al centro di Anagni, dove ancora hanno la loro sede e la loro chiesa dedicata a Santa Chiara.

Il convento venne quindi affidato ai cappuccini fino all’unità d’Italia quando entrò a far parte dei beni demaniali e ospitava persone disagiate.

Quando nel 1926 l’architetto Alberto Calza Bini iniziò la costruzione del convitto decise di restaurare la chiesa e di metterla in risalto con i suoi affreschi e i pavimenti cosmateschi.

La chiesa ha uno stile romanico e si entra attraverso una scalinata che conduce ad un porticato con tre archi che corrispondono alle tre navate interne.

L’interno stupisce subito per la semplicità e per il pavimento cosmatesco, il raffinato pavimento in mosaici geometrici di marmi colorati che prende il nome dalla famosa famiglia dei Cosmati, marmisti e artisti di Roma molto attivi nel XIII secolo.

Al suo interno si possono ammirare alcuni affreschi: una Natività e una rara immagine del lavaggio del Bambino, dove una donna porta dei panni per il Bambino appena nato.

Ma la parte artistica più sorprendente della chiesa si trova nel Matroneo delle Monache (Coro delle Clarisse sopra la navata di sinistra) il luogo da dove le suore assistevano alle celebrazioni religiose senza essere osservate. Un ciclo di affreschi per una lunghezza di 12 metri e una altezza di 2 metri che illustra la loro storia attraverso la Passione di Cristo.

Prima dell’arrivo delle Clarisse questo ambiente era già stato affrescato nel 1230, ma nel 1255 (anno di canonizzazione di Santa Chiara) una parte della stanza venne intonacata e venne realizzato un nuovo affresco,

13 sezioni che rappresentano la Passione, la Resurrezione, l'Apparizione di Gesù agli Apostoli, la stigmatizzazione di San Francesco e la raffigurazione di Santa Aurelia, Santa Scolastica e San Benedetto.

Al centro degli affreschi si trova quello della incoronazione della Vergine da parte di Gesù che assume un particolare significato sul ruolo della donna nella religione cristiana e nella vita dell’uomo.

E’ la donna che sembra avere il compito di portare un messaggio di speranza al mondo ed è per questo che è importante il ruolo delle suore Clarisse.

powered by social2s

l'abbazia di Santa Maria della Gloria (nota anche come badia della Gloria) è un antico monastero di Anagni la cui storia è legata a quella del cardinale Ugolino

Nel XII secolo il cardinale Ugolino, che era nato ad Anagni e sarebbe diventato papa Gregorio IX, decise di completare l’opera del fratello Adenolfo: la costruzione di una cappella da dare ai francescani.

Adenolfo aveva scelto un terreno con una torre e la chiesa venne ultimata e dedicata San Martino.

Contemporaneamente il cardinale fece costruire in un terreno vicino un monastero dedicato alla Vergine Assunta in Cielo e decise di unire le due chiese e di spostare i frati francescani al centro di Anagni.                                                                               

Questa è la storia della Badia di Santa Maria della Gloria affidata ai monaci Florensi, l’ordine fondato da Gioacchino da Fiore che Dante ha messo tra i Beati nel suo Paradiso.

Dopo un primo periodo florido con la protezione dei papi Gregorio IX ed Alessandro IV, dal 1261 l’abbazia dovette iniziare a pagare ingenti tasse e decime e iniziò un suo declino.

Dal 1700 è stato sconsacrato e destinato ad abitazione e fattoria trasformando il convento in magazzino e stalla.

powered by social2s
Anagni. Chiesa di Santa Chiara

La Chiesa di Santa Chiara e il monastero sono dedicate alla Santa d’Assisi, collaboratrice di San Francesco e fondatrice dell’ordine delle monache clarisse di clausura che la gestiscono. La santa è stata canonizzata nel 1255 ad Anagni da papa Alessandro IV ed è la patrona della televisione e delle telecomunicazioni.

L’edificio si trova nel quartiere di Anagni chiamato Piscine, perché qui si trovava una fonte d’acqua e le antiche terme romane, ed è stato affidato alle Clarisse dopo i danni causati dagli spagnoli al loro precedente convento di San Pietro in Vineis.Precedentemente l’edificio era di proprietà della parrocchia di San Pancrazio ma le clarisse lo iniziarono ad ampliare e sistemare grazie ai numerosi lasciti.

Nel 1720 il convento aveva già un grande giardino e nel 1730 fu costruita la chiesa a loro uso esclusivo. Il progetto dell’architetto portoghese Manuel Rodriguezdos Santos è in stile barocco con una pianta ellittica.Entrata e altare maggiore si fronteggiano lungo l’asse minore dell’ellissi mentre sull’asse maggiore si trovano due cappelle, una dedicata ai Santi Antonio da Padova e Luigi Gonzaga e l’altra alla Sacra Famiglia.

Poiché è un convento di clausura, le suore seguono la messa da una particolare sezione separata dalla chiesa da una elegante grata in ferro.
È stato realizzato un piccolo Eremo di Santa Chiara dedicato alla meditazione che accoglie persone esterne. Secondo la regola di Santa Chiara le suore lavorano e preparano ricami, dolci e marmellate che vendono.
 

powered by social2s

La Chiesa della Madonna delle Grazie è stata costruita su un tempio per rendere omaggio alla Madonna per alcuni eventi miracolosi.

L’attuale edificio risale al Quattrocento ed ha assunto da subito un ruolo importante grazie ad un affresco della Madonna che è stato portato all’interno dalla Confraternita dei Sacconi.

Questo affresco rappresenta la Vergine fra i San Magno e Santa Secondina e a questa immagine sono stati attribuiti da subito numerosi miracoli. il più recente è quello avvenuto il 15 maggio 1871 quando l’immagine della Vergine ha mosso gli occhi di fronte a persone.

La Festa della Madonna delle Grazie viene celebrata ad Anagni con una solenne messa e una processione nel mese di maggio di ogni anno.

powered by social2s

La Chiesa della Madonna di Loreto si trova nel cuore medioevale di Anagni proprio accanto al palazzo comunale e in origine era dedicata a Santa Balbina, come ricorda una iscrizione sul portale d'ingresso.

Il cambio di nome avvenne poiché dal 1574 era stata assegnata alla Confraternita della Madonna di Loreto.

La chiesa medioevale è stata poi trasformata nell'attuale stile neoclassico nel 1750 in occasione dell'anno del giubileo del 1750 per volontà del vescovo Bacchettoni.
La facciata esterna si presenta molto geometrica con due ordini di lesene (forme di pilastri che emergono dal muro e un portone di ingresso centrale sormontato da una apertura.

L’interno è un unico ambiente con cappelle laterali e un cupolino con una lanterna sopra l’area dell’altare maggiore. Dietro l’altare in marmi di diversi colori, si nota una pala del 1755 realizzata da Magno Tucciarelli che rappresenta proprio la Trasfigurazione della Vergine di Loreto, da cui la chiesa prende il nome, con ai piedi San Magno e Santa Balbina.

Nella cappella di sinistra si trova una preziosa tela di Taddeo Zuccari, il famoso artista nato ad Urbino nel 1529 e fratello dell’altro pittore Federico Zuccari. La tela rappresenta San Biagio, Santa Lucia e Sant’Apollonia.

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.