Il territorio della Riserva è caratterizzato da una grande superficie di boschi incontaminati. Sono presenti paesaggi montani, collinari e di fondovalle con numerosi torrenti e corsi d'acqua.

La Riserva è divisa in due zone distinte. La più vasta comprende i rilievi di Monte Navegna e del Monte Filone, mentre l’altra comprende i rilievi che circondano il paese di Nespolo.
 

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La chiesa di San Nicola di Bari ad Ascrea risale al 1252.

Al suo interno si possono ammirare alcune tele interessanti che raffigurano la Madonna del Rosario e San Nicola.

Durante i lavori di ristrutturazione della chiesa, sono stati ritrovati quadri e trittici.

Tra questi, uno splendido affresco, risalente al 1500, raffigurante quattro figure: San Nicola, la Madonna col Bambino, San Francesco e Gesù.

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Le proprietà delle acque sulfuree di Antrodoco sono note sin dal tempo dei romani.

L’acqua sulfurea sgorgava dalle pendici del Monte Giano e i bagni avvenivano in pozze naturali riservate agli uomini e alle donne.

Nel 1865 venne realizzato uno stabilimento termale, oggi edificio storico, munito di vasche da bagno, locali per le cure e un ampio parco dove poter stare all’ombra degli alberi.

Nel 1943 lo stabilimento divenne un comando delle truppe tedesche.

Negli anni ’70 il paese visse i sui anni d’oro grazie alle Terme di Antrodoco che richiamavano tante persone.
 
 

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Ad Antrodoco, su una parete del Monte Giano (1820 m) si può leggere la scritta ‘DVX’ (duce) da diversi chilometri di distanza.

La scritta è formata da 20.000 alberi di pino e si estende per circa otto ettari.

Fu realizzata dalla Scuola Allievi Guardie Forestali di Cittaducale nel 1939 come omaggio a Benito Mussolini.

La scritta, è patrimonio artistico e monumento naturale.
 

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Il santuario della Madonna delle Grotte si trova lungo le Gole di Antrodoco.

E’ stato costruito nel 1604 nel luogo dove una pastorella di 9 anni Berardina Boccacci aveva scoperto, in una grotta, un'immagine sacra della Vergine con Gesù Bambino in braccio.

Nella grotta il vescovo celebrò la prima messa il 29 settembre del 1602 e, visto il grande afflusso di fedeli, fu raccolta la somma necessaria per la chiesa.

Nella cripta sono sepolti i resti dei soldati francesi morti a seguito dei Moti contadini del 1799 nel Regno Borbonico.

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La chiesa collegiata di Santa Maria Assunta di Antrodoco era in origine in stile romanico ed è stata poi ricostruita dopo il terremoto del 1703.

Lungo la navata centrale si aprono simmetricamente cinque cappelle.

In una di queste troviamo un pregiato altare ligneo.

Sotto l'altare principale si trova il corpo imbalsamato di San Benedetto (probabilmente un soldato francese).

Nel 2009 è stato inaugurato il nuovo organo Ahlborn-Ferraresi, a tecnica mista, con quattro registri reali e circa cinquanta virtuali.

Per la sua acustica la collegiata è spesso sede di concerti di musica sacra.

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La chiesa di S. Maria ‘extra moenia’ si trova fuori dal paese di Antrodoco, come suggerito dal nome.

Fu eretta nell'alto medioevo sui resti di un tempio pagano dedicato alla dea Diana.

Alcuni resti di sculture carolingie, murati nella chiesa, confermano che l’edificio esisteva già nel IX secolo.

L'edificio ha una semplice facciata a capanna con un campanile nel quale si succedono verso l'alto monofore, bifore e trifore.

Al suo interno si conserva la struttura lignea a scale e ballatoi.

Nei lavori del 1950 fu inserito nella muratura un portale del XIII secolo.

L’interno della chiesa è a ter navate e l'abside, con tre strette monofore, ha alcuni interessanti affreschi di varie epoche.

Accanto alla chiesa vi è un battistero a pianta esagonale, costruito intorno al 1430.

Al suo interno si trovano notevoli dipinti del Quattrocento.

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