Il santuario della Madonna di Capodacqua è stato costruito a Cittareale per proteggere una immagine sacra.

Intorno all'undicesimo secolo è avvenuto il ritrovamento di una miracolosa immagine della Vergine Santissima.

Questi ritrovamenti accadevano perché durante il passaggio dei barbari nel IV e V secolo, i cristiani nascondevano le immagini sacre in luoghi inaccessibili per sottrarle alla ferocia degli eretici iconoclasti.

Questi, su istigazione dell'Imperatore greco Leone Isaurico, toglievano le immagini dai templi, le spezzavano e le bruciavano.

Per questo alcune immagini sono state ritrovate secoli dopo in vari borghi e sono diventate di nuovo oggetto di devozione.

Questo è quello che è accaduto anche alla miracolosa immagine della Vergine di Capo d'acqua.

Sul luogo venne costruita una piccola cappella e, successivamente, grazie al contributo dei cittadini, fu eretto una sontuosa chiesa detta " costa della Madonna”.

Nel 1153, papa Anastasio IV con una bolla la trasformò in parrocchia.

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Le terme si trovano a Cotilia, un’area immersa nel verde di valli, boschi e prati ancora incontaminati.
Qui si trova il più imponente complesso archeologico del II secolo a.C., rimasto in piena attività almeno fino al IV secolo d.C., le Terme di Cotilia o Terme di Vespasiano. Il complesso è descritto ed esaltato per la sua bellezza da vari scrittori del periodo romano e qui l’imperatore Vespasiano era solito recarsi per trascorrere le vacanze ed è l’ultimo luogo che vede prima di morire nel 79 d.C.

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Tra i luoghi di interesse di Cittaducale si può segnalare la frazione di Cotilia in cui è presente un centro termale e un lago di acqua sulfurea.

Nei pressi si trovano le suggestive vestigia della chiesa di San Vittorino, terminata nel 1613 ma subito sprofondata a causa di fenomeni carsici.

Attualmente una sorgente scaturisce direttamente dal pavimento della chiesa e alimenta un ruscello che fuoriesce dai resti del portale.

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La maggior parte degli edifici più significativi di Cittaducale costruiti durante il periodo medioevale presentano oggi un aspetto diverso da quello originario a causa delle ricostruzioni dopo il terribile terremoto del 1703.

La cittadina conserva intatto il suo carattere urbanistico basso-medioevale a pianta ellittica.

E' stata modellata su quella del tradizionale Castrum Romanum con due strade perpendicolari che si incrociano dando luogo alla piazza centrale, attorno alla quale sono situati i principali edifici pubblici.

Sono ancora ben conservati alcuni tratti della cinta muraria con le caratteristiche torri difensive, in particolare quella a guardia dell'accesso principale, denominata Torre Angioina o Cassero di S. Manno.

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Sul lago a Castel Sant'Angelo si trovano i resti di grandi strutture che potrebbero appartenere all’antica Cotilia o se siano le terme di una grande villa rustica dei Flavi, in particolare di Tito il figlio di Vespasiano.

Questa era comunque l'area del Vicus Cutiliae e i due Imperatori avevano creato in questa zona un vero e proprio centro di soggiorno termale, avendo per primi apprezzato l'abbondanza e qualità delle acque (sulfuree) che oggi alimentano le Terme di Cotilia.

Tra il XVI e il XIX secolo furono accertate scientificamente le proprietà terapeutiche delle acque e successivamente si attivarono gli impianti termali ancora oggi in funzione.

Le acque sgorgano da due sorgenti (Vecchi e Nuovi Bagni) con tale abbondanza da formare due laghetti. Le acque sono indicate per malattie respiratorie, circolatorie, cutanee, muscoloscheletriche, ginecologiche e otorinolaringoiatriche.
 

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Il lago di Paterno è l’antico lago di Cutilia (l’Umbilicus Italiae secondo le Varrone) di Castel Sant'Angelo, il lago sacro alla dea Vacuna, diventata in età romana la dea Vittoria.

In questa area, identificata come “Aquae Cutiliae”, si svolgevano i riti sacri Ver Sacra, i riti sabini che avrebbero dato origine a numerosissime popolazioni italiche (Piceni, Irpini, Pentri, Frentani) per la generazione di nuovi popoli.

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L’abbondanza di acqua nel territorio di Castel Sant’Angelo ha dato origine a specchi d’acqua e a una rigogliosa vegetazione che creano paesaggi fiabeschi. 

Uno dei laghetti più suggestivi si trova proprio lungo la Via Salaria, nella frazione di Canetra, dove candidi cigni offrono al viaggiatore una atmosfera quasi surreale.

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La sorgente del Peschiera a Castel Sant'Angelo è una delle più grandi d’Europa, con i suoi 18.000 litri al secondo.

Attualmente il cuore della sorgente è circondato da un’ampia zona di rispetto. Questo acquedotto fornisce parte dell’approvvigionamento di acqua alla città di Roma ed è stato costruito nell’epoca del fascismo.

I lavori iniziarono nel 1938 per essere terminati nel 1949.

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