Il borgo di Cartore di Borgorose, alle pendici delle Montagne della Duchessa, è l’unico borgo all’interno dell’omonima Riserva.

Il nome Cartore deriverebbe forse da castrum torae, forse a significare che fu fondato dagli abitanti di Tora che sfuggivano ai Longobardi.
 

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In Sabina e nell'area di Borgo Velino vi erano molte ville del periodo della Roma Imperiale, frequentate da senatori e persino dagli stessi imperatori.

Nei giardini pubblici del borgo, si possono ammirare i resti di un ninfeo monumentale di pertinenza ad una villa rustica romana.

Questa villa accoglieva i Flavi, la dinastia imperiale che detenne il potere a Roma dal 69 al 96 DC.

La struttura ha dimensioni notevoli che lasciano immaginare la grandiosità architettonica dell’intero edificio.

Sono tre grandi ambienti coperti con volta a botte e inframmezzati da nicchie.
 

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La chiesa dei SS. Dionigi, Rustico ed Eleuterio di Borgo Velino è detta anche di Sant’Antonio e si trova poco fuori dall’abitato sulla riva sinistra del fiume Velino,

Risale al XII secolo e si impianta sopra i resti dei un tempio romano dedicato alla de della caccia Diana.

Nella facciata romanica si possono notare elementi ornamentali del VII e VIII secolo: frammenti scultorei murati in facciata tra i quali una lastra con dedica alle ninfe di Diana.

Al suo interno si trovano pregiati affreschi risalire agli anni 1511-22.

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Nel centro storico di Borgo Velino, si trova la settecentesca chiesa eretta in onore di San Matteo Apostolo.

All’aspetto dimesso dell’esterno si contrappone alla magnificenza dei decori interni.

La chiesa è a pianta centrale, a navata univa, con un pavimento policromo in mattonelle esagonali.

La navata ha cappelle laterali e una grande cupola decorata sopra l’altare maggiore.

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La chiesa di Santa Anna è stata edificata a Borbona alla fine del 1400.

E' stata  arredata successivamente nel 1600 con altari lignei e con un grande soffitto ornato.

L'interno è arricchito da un magnifico altare barocco del 1700 e da una immagine di Santa Restituita, la patrona del paese.

All'esterno è murato un rilievo della fine del cinquecento, sicuramente proveniente da una fontana della rocca.

Recentemente è stato riscoperto un affresco del primo periodo della chiesa, raffigurante un San Rocco che allude alla peste molto frequente in quegli anni.
 

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Il santuario di Santa Maria del Monte si trova sulla montagna di fronte Borbona, immerso nel verde dei boschi a circa 1000 metri di altitudine.

Qui probabilmente già esisteva un edificio romano e nell’area si trovavano tempi dedicati alla dea Vacona.

La chiesa viene menzionata già da papa Anastasio IV nel 1154 ed era affidata alla custodia di un eremita.

Ha subito un notevole declino intorno al Cinquecento fino al suo rifacimento nel 1882.

Sull'altare della chiesa-santuario si trova la statua della Madonna, un’opera in terracotta venerata dalla popolazione e già descritta da un vescovo visitatore nel 1561.

Sul lato destro si trova il "Parco della Rimembranza” dedicato ai caduti delle due guerre mondiali con un altare e un obice militare.

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Belmonte in Sabina. Chiesa e convento di San Nicola

La semplice chiesa di San Nicola si trova all’interno del convento omonimo a Belmonte in Sabina.

Si trovano tra conifere e pioppi su un’altura fuori del castello, in un colle che anticamente si chiamava Colle del Cuculo.

La chiesa di San Nicola risale al XII secolo (esiste un documento del 1153).

Nel 1573 il convento ha raggiunto il massimo splendore con la realizzazione di un chiostro e nel 1862 è stato lasciato dai religiosi e venduto all’asta.

La chiesa è a navata unica con copertura a capriate e con quattro piccole cappelle lungo le pareti perimetrali.

Al suo interno, fra gli oggetti artistici, si può notare una acquasantiera di terracotta del secolo XVIII, una scultura in legno di S. Francesco del sec. XVIII.

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