La primitiva costruzione del convento di Sant'Andrea e dell’annessa chiesa a Collevecchio è stata opera dei frati francescani cappuccini.

Il convento fu costruito seguendo la pianta tipica dei cappuccini ed ha 17 celle.

Il convento risale alla 24 Maggio 1597 utilizzando il materiale proveniente dalla demolizione di tre piccole chiese locali e si trova fra le colline della Sabina fra i comuni di Collevecchio e Cicignano.

Per anni ognuno dei comuni pretendeva di averlo per sé e “se qualche frate forestiero avesse ad alcuno di essi domandato la strada per recarsi al Convento di Collevecchio, quei di Cicignano lo indirizzavano per un opposto cammino” (P. Giuseppe da Monterotondo).

Nel corso dei secoli è stato modificato più volte e l’attuale forma risale agli inizi del 1900.

Il convento era stato abbandonato dai frati nel 1964 ed è stato oggetto di furti e rovina.
 

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Colegiove è inserito nella Riserva Naturale Monte Navegna e Monte Cervia che comprende un vasto territorio della catena dei Monti Carseolani, tra i bacini dei Fiumi Salto e Turano.

La riserva è divisa in due zone distinte: quella di Monte Navegna e Monte Filone e quella dei rilievi più bassi.

Tutta la riserva è caratterizzata da folti boschi di faggi, castagni, olmi, querce, noccioli e aceri nei quali vivono aquile reali, lupi e gatti selvatici.

Sul monte Cervia c'è un sistema di grotte carsiche, noto come "Grotte di Paganico", ancora da esplorare.

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Il Lago del Turano è stato prodotto artificialmente negli anni ’30 da una diga sul fiume Turano per regimare le sue acque e produrre energia.

Il comune di Colle di Tora domina direttamente il lago che in questi anni ha dato origine ad una fauna particolare.

E’ possibile pescare, fare canottaggio, sci nautico e diversi sport velici.

Le sue rive sono attrezzate per passeggiate nel verde e per praticare sport.

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La chiesa di San Lorenzo è in stile romanico ed è stata costruita tra il XVI e il XVIII secolo a Colle di Tora.

Si trova nel cuore del centro storico del paese accanto ad un punto panoramico.

Al suo interno si trovano quattro altari e su quello maggiore fa bella mostra una grande tela con la Madonna del Rosario, San Domenico e San Lorenzo.

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Collalto Sabino è inserito in un itinerario turistico e gastronomico: la Strada del Tartufo e della Castagna.

Lungo questo percorso si riscoprono le antiche tradizioni agricole, le tipiche architetture e la cultura della Valle del Turano.

La Valle del Turano è uno dei luoghi più suggestivi d’Italia in cui lo sguardo si perde dalla natura delle valli e delle colline fino all’asperità dei massicci del Gran Sasso e della Majella.
 

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La chiesa di Santa Maria di Collalto Sabino è un'antica pieve trasformata in cappella nella seconda metà del XVI secolo.

La trasformazione è avvenuta in occasione del matrimonio del figlio di Alfonso Soderini, signore di Collalto nel 1568.

La pieve custodiva l’immagine della Vergine in Trono con Bambino, attribuita alla scuola di Silvestro dell’Aquila.

Nel 1954 la chiesa divenne un orfanotrofio e oggi è sede dell’asilo.

All’interno troviamo il seicentesco affresco dell’Annunciazione e lo stemma della famiglia Soderini Mattei.
 

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Collalto Sabino. Chiesa di San Gregorio Magno

La chiesa di San Gregorio Magno  a Collalto Sabino risale al XIV secolo.

Nasce dalla trasformazione del granaio del castello medievale, per questo si trova proprio sotto il castello.

San Gregorio è un edificio senza molti elementi decorativi.

Il campanile e l’attuale sistemazione della piazza risalgono agli inizi del XIX secolo.

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La chiesa di San Silvestro è nel centro di Falacrinae, un piccolo insediamento romano vicino il fiume in una frazione di Cittareale.

La chiesa ha dimensioni piuttosto ridotte ed è composta da un corpo principale e da una sagrestia con una cripta.

Da questa cripta, parzialmente chiusa da un muro, si deduce che la chiesa medioevale interrata risale tra il quinto e il decimo secolo DC.

Di Falacrina ne parla Svetonio, come luogo di origine dei Flavi, tre imperatori (Tito Flavio Vespasiano, Tito e Domiziano).

Falacrina viene da Falacro, una divinità sabina antichissima.

Una lapide fissa nel 5 dicembre del 924 la data di ricostruzione e riconsacrazione di San Silvestro.

Appare evidente, quindi, quanto sia difficile stabilire con precisione l'origine della chiesa ancora avvolta da molti misteri.

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