Sul monte Lacerone a circa 4 km dal paese di Cottanello, si trovano le famose cave di marmo rosso denominato "Pietra Persichina" o "Marmo di Cottanello". 

Questo marmo era noto sin dal I secolo AC ed era utilizzato per pavimentazione per le sue proprietà di compattezza e resistenza.

Rosso, con venature bianche e grigie, questa pietra è diventata famosa tra la fine del 1640 e il 1690.

L’impiego del marmo di Cottanello a Roma è documentato per la prima volta nel 1648 nella Fabbrica di San Pietro, il cantiere romano per eccellenza, alla cui edificazione avevano contribuito artisti come Bramante, Michelangelo e Bernini.

Nel 1645, papa Innocenzo X Pamphili avviò la decorazione dell’interno di San Pietro in previsione del Giubileo del 1650, affidando la direzione dei lavori a Gian Lorenzo Bernini, Architetto della Fabbrica dal 1629.

Per l’abbellimento delle navate e dei pilastri della chiesa furono impiegate enormi quantità di marmi che comportarono ingenti spese e notevoli difficoltà di approvvigionamento. Per ovviare a tale inconveniente si fece largo uso sia di materiali di reimpiego che di scavo proveniente da località limitrofe, in particolare dalla piana romana, dai Colli Albani e dalla Sabina.

All'interno di S. Pietro il marmo di Cottanello fu impiegato dal Bernini per la costruzione delle stupende 44 colonne poste intorno agli altari laterali della Basilica.
 

powered by social2s
Cottanello. Chiesa di San Nicola

La chiesa di San Nicola venne edificata nel 1384 a Cottanello ed è stata restaurata nel 1681.

Inizialmente era affidata ai padri Agostiniani che gestivano anche l’annesso convento. 

Il convento è stato soppresso nel 1790 e oggi adibito ad ostello.

L’interno in stile barocco ha una navata unica con quattro altari laterali adornati di tele seicentesche.

Sull’altare maggiore è possibile ammirare la tela raffigurante l'Assunta.
 

powered by social2s
Cottanello. Chiesa di Sant’Andrea

La chiesa di Sant’Andrea è stata eretta nel Cinquecento a Cottanello.

E' stata rifatta nell’Ottocento dopo il devastante incendio del 1799 ad opera delle truppe napoleoniche.

I lavori di ricostruzioni hanno cambiato l'aspetto della chiesa e del vecchio edificio rimane integro l'ingresso secondario un finestrone romanico sul campanile.

Gli attuali affreschi sono stati realizzati da Gaetano Pasquarelli tra il 1933 e il 1940.
 

powered by social2s
Contigliano. Chiesa di Sant'Antonio da Padova

La piccola chiesa di Sant'Antonio da Padova venne eretta fuori dalle mura castellane di Contigliano nel 1734.

La storia è raccontata nell’epigrafe posta al lato del portale, che così recita: “Nell’anno del Signore 1734 (con le offerte e le elemosine) dalle fondamenta fu innalzato questo tempio, in onore di S. Antonio da Padova in Consigliano”.

All’esterno è semplice edificio finemente decorato.

All’interno si nota lo splendido altare maggiore riccamente decorato da stucchi dorati e impreziosito dalla pala di Girolamo Troppa.

Nella chiesa ha sede la prestigiosa Confraternita di Sant'Antonio che, nel mese di giugno, celebra la festa in onore del Santo con la solenne processione.

powered by social2s
Contigliano. Collegiata di San Michele Arcangelo

La chiesa collegiata di San Michele Arcangelo è stata eretta nel 1563 ed è sulla sommità del colle su cui sorge l’abitato di Contigliano.

La chiesa presenta un interno in stile barocco a navata unica, con cappelle intercomunicanti.

Si possono vedere pregevoli dipinti del XVIII secolo e un bel coro ligneo scolpito, disegnato da Gregorini e dipinto in oro da Vincenzo Fabrisci da Caprarola.

All’esterno, oltrepassata la Porta de’ Santi, è possibile visitare la cripta della collegiata, risalente al XVII secolo.
 

powered by social2s

Il pozzo di Miesole, meglio noto come "Puzzu 'e Miesu" è una cavità sulle pendici di Monte Cosce esplorato nel 1954.

È un grande pozzo profondo circa 50 m che, a 20 metri si divide in due pozzi paralleli che finiscono in un grande salone sotterraneo lungo 60 m, largo 40 e alto circa 15.

Nel 2008 è stata scoperta una sala laterale che porta a nuovi ambienti in corso di esplorazione.

In uno di questi è stato rinvenuto il teschio di un capriolo appenninico del quale è in corso lo studio del DNA.

Il pozzo può essere esplorato dagli speleologi rispettando le dovute norme di sicurezza.
 

powered by social2s

Iscriviti alla Newsletter

Scopri un territorio attraverso le emozioni di chi l'ha raccontato in prima persona.