La chiesa di S. Maria Assunta di Montebuono è stata costruita nell’alto medioevo su una villa romana.

La chiesa è stata poi rifatta nel secolo XIII e successivamente decorata nei primi del XIV.

Di particolare pregio gli affreschi sull'abside, con figure di Santi e dell'incoronazione della Vergine, e il Purgatorio su una parete laterale.

Dalla cripta e dagli scavi dietro l’abside si ritrova una antica villa romana, di cui oggi sono visibili alcuni tratti di mura.

Nella fontana pubblica dietro la chiesa si riconosce la ghiera di un acquedotto di età romana che doveva portare l'acqua alla villa da una sorgente a mezzo chilometro di distanza.

Molti frammenti si trovano al Museo Nazionale Romano mentre fra i bassorilievi ritrovati, il più interessante è una donna austera seduta in trono con quattro figure che sorreggono una falce. E' la dea Vacuna dei Sabini.

La torre campanaria pentagonale si trova all'interno del Castello di Fianello vicino la Chiesa di San Giovanni Battista.

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La chiesa di San Pietro a Montebuono è chiamata “ad Muricentum” o “ad Centum  murum”, per la presenza dei numerosi resti romani che la caratterizzano.

La chiesa è stata realizzata nel XIII secolo sui resti della villa di Marco Agrippa .

I lavori di rifacimento della pavimentazione della chiesa ha riportato in luce una serie di ambienti, riutilizzati nel tempo come ossari, che appartenevano alle "Terme di Agrippa" della villa romana.

Nella chiesa sono stati reimpiegati molti materiali d'età romana, i muri della villa furono distrutti soltanto in parte.

Sono riemerse pavimentazioni romane, parti di pareti affrescate, una cisterna perfettamente intonacata che rendono l’idea della maestosità della costruzione.

La facciata della chiesa è a capanna con un tetto asimmetrico e l’interno è a due navate.

Vicino la chiesa si trova il campanile romanico a pianta quadrata con due ordini di bifore.

La chiesa, pur rimaneggiata nel tempo, conserva i lineamenti della originaria struttura romanica

Le decorazioni interne e gli importanti cicli pittorici risalgono alla fine del trecento e prima metà del quattrocento.
 

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La disposizione delle case del centro storico di Montebuono rivela le origini tipicamente romane di una fortificazione o un accampamento militare romano.

Lo schema costruttivo è quello di un Castrum romano, a pianta rettangolare con strade squadrate.

Le torri medioevali intorno al borgo sono state trasformate in residenze prestigiose dalle quali si gode un incantevole panorama.

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La grotta di San Michele a Monte San Giovanni in Sabina è una cavità carsica scavata nel calcare dalla azione erosiva dell'acqua, che vi ha formato concrezioni ancora in fase di sviluppo.

Vicino le antiche case dei frati dell'eremo di San Michele, attraverso una ripida scalinata, scavata sul fianco della montagna, si arriva al terrazzo antistante la grotta.

La storia della grotta e del culto di San Michele sono intrecciate.

L'acqua nel corso di millenni ha modellato vari bracci secondari della cavità principale, creato concrezioni di vario tipo e formazioni colonnari di stalattiti e stalagmiti ormai ricongiunte.

La grotta è abitata da pipistrelli appesi al soffitto.

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L’osteria del Tancia a Monte San Giovanni in Sabina era un punto di ristoro e passaggio per i pastori con le loro greggi transumanti.

Sin dal primo millennio AC, in Sabina la transumanza ebbe una grande diffusione. I pascoli di altura dei monti l’estate mentre quelli invernali nella campagna romana e nella Tuscia.

In età romana l'asse principale delle transumanze tese a spostarsi verso il Tavoliere delle Puglie, come testimonia Varrone che era un grande proprietario di ovini.

Con la caduta di Roma anche la transumanza si contrasse profondamente per la profonda insicurezza che impediva l’uso dei tratturi.

La fortuna della potente abbazia benedettina di Farfa è dovuta anche a questa forma di allevamento e al controllo di gran parte dei boschi e dei campi.

Nel Duecento questa forma remunerativa di allevamento iniziò ad essere di interesse della potente famiglia baronale romana degli Orsini che per questo entrò in possesso di molte delle aree in quota dei Monti Sabini e assunse il controllo della via del Tancia.

Abbandonati i castelli, lungo la via del Tancia furono fondate alcune osterie che sono state in uso fino a non molti decenni fa.

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La sua origine medievale di Montasola è chiaramente testimoniata dai resti della cinta muraria e dal possente torrione circolare.

Si entra nel borgo attraverso un antico arco trecentesco sovrastato da un magnifico torrione.

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