La cappella di Sant’Antonio da Padova a Roccagorga è in stile tardo barocco con una cupola ricoperta da variopinte mattonelle fiorentine di ceramica.

Un tempo era chiamata "la cappella rurale" perché si trovava fuori dal borgo.

Un'iscrizione in Latino interna informa che il tempietto risale al XVII secolo per volontà di Giovanni Paolo Ginetti che volle dimostrare la sua potenza.

All’interno si può ammirare una splendida pavimentazione di disegno Borrominiano.

Nella nicchia esterna è sistemata la statua di sant’Antonio da Padova che viene portata in chiesa con una spettacolare e tradizionale processione.

Fin dal 1756, infatti, il cardinale Domenico Orsini faceva celebrare una messa cantata in occasione della festa del Santo.
 

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Il parco della memoria e della speranza è un luogo perfetto da cui ammirare il famoso panorama che si gode da Rocca Massima.

Il suo nome deriva dalla storia di ogni albero che viene piantato da una famiglia in ricordo di qualche loro caro defunto.

Alberi di peri e meli selvatici, cipressi e cedri, tigli e querce, aceri e biancospini. Fiori lussureggianti per una esplosione di colori e odori che ogni anno ad agosto ospita una giornata dedicata alla memoria con poesie declamate dai cittadini.
 

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La chiesa San Michele Arcangelo nasce con il castello di Rocca Massima ma viene profondamente modificato nel Settecento.

L’interno ha una navata coperta con volte a botte e un soffitto decorato a cassettoni.

La chiesa è dotata di un maestoso organo meccanico di oltre millecento canne: Organo Inzoli Bonizzi.

Qui ogni anno si esibiscono i più grandi maestri organisti provenienti da ogni parte del mondo.

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Le grotte di Pilato e il Murenario di Ponza sono delle peschiere di epoca Romana, collegate con il mare e tra di loro attraverso dei cunicoli e facevano parte di una villa imperiale romana.

Il loro uso era probabilmente connesso all’allevamento di murene.

Nell’area sono state rinvenute una statua romana in marmo, delle lampade ad olio e un interessante pavimento mosaicato.

Le grotte di Pilato possono essere ammirate solo via mare.

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La cisterna romana di Ponza in via Dragonara è stata scavata nel tenero tufo dell’isola per raccogliere fino a circa 6.000 metri cubi di acque piovane.

La cisterna ha più corridoi coperti da volte e disposti su file parallele che si incrociano con le sei navate perpendicolari.

I corridoi hanno una lieve pendenza in modo da mantenere le acque sempre in leggero movimento ed evitare la stagnazione e il formarsi di batteri.

L’isola aveva altre cisterne, la più grande era quella della Parata (o Grotta di Ponzio Pilato) con una capienza quasi il doppio rispetto alla Dragonara.
 

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Nel territorio comunale di Pontinia si trovano i ruderi della Tomba di Clesippo, uno spettacolare sepolcro romano risalente al II secolo DC.

Il mausoleo di Clesippo Geranio, uno schiavo affrancato e divenuto ricco grazie al suo ingegno e alle sue capacità.
 

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