La cattedrale di Sant'Ermete a Ischia di Castro è stata ricostruita nella seconda metà del 1700 su progetto dell’architetto Filippo Prada di Viterbo.

La facciata è di stile barocco e l’interno è diviso in tre navate con cappelle laterali.

All’interno si conservano molte opere di interesse artistico, tra cui il fonte battesimale in travertino del 1538 e che è stata donato dai Farnese.

Il fonte è inserito in una vasca ottagonale con bassorilievi fatti dallo scultore Antonio Canova che era stato nominato ‘Marchese di Castro’ da papa Pio VII.

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La necropoli di Vigna La Piazza a Grotte di Castro è stata in funzione tra la fine dell’VIII e gli inizi del VII secolo AC.

La sua caratteristica è stata una sezione di sepolture individuali a fossa.

Le tombe erano inserite all’interno di un circolo di blocchetti di tufo posti a secco. La fossa era scavata nel terreno con orientamento NE-SW e le pareti erano rivestite da schegge di tufo.
 

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La chiesa di San Pietro Apostolo di Grotte di Castro fu costruita sui terreni lasciati in dono da Matilde di Canossa nell’XI secolo ed ha subito vari rimaneggiamenti.

Oggi l’edificio ha uno stile classico settecentesco e la facciata è divisa in due ordini.

La parte inferiore con il portale d’ingresso e la parte superiore con una vetrata che raffigura San Pietro.

Sui due lati della facciata si trovano due orologi.

L’interno è a navata unica con cinque cappelle per ogni lato e termina con un’abside che accoglie l’altare maggiore e il suo coro ligneo.
 

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Il santuario della Madonna del Suffragio di Grotte di Castro è stato eretto sopra una precedente chiesa trecentesca.

Venne progettato nel Seicento da Gerolamo Rainaldi e completato nel Settecento su disegno di Andrea Selvi con la costruzione della cupola ovoidale.

La chiesa è in stile barocco e nei sotterranei, che ospitano un Museo di Arte Sacra, si possono trovare le tracce del precedente edificio.

La chiesa è stata decorata da Luigi Fontana tra il 1886 e il 1888.

Al suo interno si trova la statua in legno policromo della Madonna de Suffragio del XVII secolo che è ancora molto venerata in tutta la zona.

Ogni dieci anni questa statua viene portata in processione tra le vie del paese.

Sulla bussola d'ingresso si trova un organo costruito da Morettini del XIX secolo.

Tra le altre opere si ammira una pala seicentesca di Francesco Nasini che rappresenta una ‘Madonna del Rosario e i quindici misteri’ .

DA notare anche una tela della scuola del Reni che rappresenta ‘Gesù Crocifisso tra Santa Maria Maddalena e San Francesco d'Assisi’.
 

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Graffignano. Santuario della Madonna di Castellonchio

Il santuario della Madonna di Castellonchio si trova in una pianura poco distante dal paese di Graffignano.

Accanto al luogo c'è una sorgente d'acqua chiamata Acqua della Madonna.

In questo santuario da oltre 400 anni si venera un miracoloso affresco della Madonna.

La nuova chiesa è stata edificata all'inizio del secolo scorso modificando quella antica e cambiandone l'orientamento.

Vi sono altri affreschi, vari ex voto e un dipinto di scuola umbra raffigurante la ‘Madonna tra i Santi Sebastiano e Rocco’.

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Graffignano. Chiesa di San Martino Vescovo

La chiesa di San Martino Vescovo a Graffignano è famosa per la una copia del dipinto di Guido Reni raffigurante San Filippo Neri.

Oltre a questo si trova un busto ligneo dorato e argentato del XVIII secolo con le reliquie del santo, un quadro settecentesco di ‘San Carlo Borromeo’, un reliquiario della Santa Croce e un crocifisso ligneo della Confraternita del Santissimo Sacramento.

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La piccola chiesa di San Vittore a Gradoli è legata ad un fatto miracoloso avvenuto quando i Saraceni stavano seminando distruzione nella zona.

Stavano risalendo il fiume Marta per arrivare Gradoli quando una nebbia molto fitta li avvolse e li costrinse a tornare indietro.

Molti cittadini nella nebbia videro l'immagine di San Vittore e per questo fu costruita la chiesa dove è conservato un dipinto della Madonna delle Grazie detta "Madonna di San Vittore".
 

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