La selva del Lamone a Farnese è un Monumento Naturale, una cerreta di circa 2000 ettari su un tavolato di lave del vulcano Vulsinio.

Il bosco è a tratti impenetrabile ed è il naturale habitat di numerose specie di animali.

Nel XIX secolo è stata il rifugio del brigante Domenico Tiburzi, chiamato il "Re del Lamone".

Qui si trovano i resti del villaggio protostorico "la Roccoia" e di altri insediamento dell'età del Bronzo
 

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Anche se le sue origini risalgono all’XI secolo, l’attuale aspetto della chiesa di San Salvatore è stato dato dai Farnese nel 1596 nel miglioramento generale di tutto il paese.

L’edificio è a pianta basilicale ad aula unica e fu ampliato con una seconda navata.

Nel 1650, poi, venne realizzata la cappella del SS. Sacramento che ospita il monumentale tabernacolo ligneo donato da Ferrante Farnese nel 1603.

La facciata è stata danneggiata dai bombardamenti dell’ultima guerra e sostituita dall’attuale negli anni Cinquanta.

Al suo interno si trovano alcune tele seicentesche: Messa solenne di Paolo III di Antonio Maria Panico e San Michele Arcangelo di Orazio Gentileschi.

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La chiesa della Madonna Pietrafitta di Faleria è stata costruita nel 1599 dagli Anguillara dove era stato rinvenuto un sarcofago, poi inserito sotto l'altare maggiore.

La chiesa ha una particolare sagoma a pianta centrale che si ispira alle forme delle prime chiese paleocristiane e bizantine.

Il suo stile preannuncia alcune forme dell'architettura barocca.

La pianta centrale era tipica dei primi sacelli pagani e in seguito la cristianità la ha utilizzata soprattutto nei battisteri.

Al suo interno vi sono affreschi e decorazioni e nell'abside si intravede l'immagine di una emblematica Madonna Nera.

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La chiesa di San Giuliano Ospitaliere a Faleria risale al XIII secolo ed è stata rimaneggiata varie volte, e il primo documento che la menziona è nel 1257.

Della chiesa originaria del XII secolo rimangono i massicci muri perimetrali decorati con parti di marmi lavorati che provengono da monumenti di epoca romana.

L’edificio ha tre navate con cappelle laterali, e la centrale termina con un’abside con un coro in legno che circonda l'altare principale. 

Nel XIII secolo aveva un magnifico pavimento cosmatesco con intarsi di marmi che formavano disegni geometrici, del quale resta solo un rosone dietro il portale centrale.

Nel XVI secolo la chiesa fu rifatta dal Conte Everso Anguillara, che cambiò l'ordine architettonico e la disposizione degli altari.

Gli Anguillara realizzarono anche la sontuosa cappella di San Giovanni Battista con marmi finemente lavorati e con un affresco di San Giovanni e della Resurrezione con al centro lo stemma araldico della famiglia.

In questo secolo furono costruiti anche i portali di travertino che si inseriscono mirabilmente nella facciata della chiesa.

Le dediche latine incise sono di difficile interpretazione, a causa della loro estrema semplificazione.

Il campanile romanico fu sistemato nel 1504 e ha due ordini di bifore chiuse e, nella parte superiore, tre ordini di bifore con colonnina.

La campana grande risale al 1343 e quella più piccola al 1504 e sono tuttora funzionanti.
 

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Dopo il muro di cinta del cimitero di Faleria si trovano i resti di quello che fu uno dei più importanti castelli dell'Italia centrale che risale all’XI secolo e nel quale morì l’imperatore di Germania Ottone III il 3 gennaio del 1002.

Forse la morte fu causata dal veleno che gli aveva somministrato una sua concubina Stefania, moglie di Crescenzio Patrizio Romano, che l’imperatore aveva fatto decapitare sugli spalti di Castel Sant’Angelo, perché ribelle alla sua priorità.

Castello Paterno appartenne a San Silvestro, poi dal 1244 al monastero di San Lorenzo al Verano e dai secoli XVI e XV fu della famiglia Anguillara.

Il castello risulta abbandonato nel secolo XVI e in un documento del 1549, il terreno viene chiamato Castri diruti Paterno.

Antiche leggende narrano di un tesoro dell'Imperatore che comprendeva una chioccia con sette pulcini d'oro.

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Le necropoli di Fabrica di Roma risalgono al III secolo AC e si trovano sui fianchi di rupi verso il Rio Purgatorio.

Sono ambienti sotterranei preceduti da un ambiente con celle funerarie semplici e loculi alle pareti.

In località Pradoro alcune tombe hanno un ingresso porticato e colonne o pilastri di sostegno al centro dell'ambiente sepolcrale.

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L’abbazia cistercense di Santa Maria in Falleri a Fabrica di Roma è stata edificata a partire dalla seconda metà del XII secolo da monaci provenienti dalla Francia.

L’edificio si integra con l’ambiente circostante e la possente cinta muraria dell’antica città di Falerii Novi.

La chiesa ha cinque absidi e tre navate divise da pilastri e da colonne in marmo con capitelli recuperati da monumenti romani.

Il portale è stato aggiunto in un secondo momento ed è opera di Lorenzo e Jacopo della famiglia dei Cosmati.
 
 

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