Carbognano. Chiesa di San Pietro Apostolo

La chiesa di San Pietro Apostolo di Carbognano è stata progettata nel 1779 dall’architetto Venanzio Rubini a cui si succedettero altri architetti.

In un antico documento si riporta come per la costruzione della chiesa furono demolite cinque case, una cantina e una stalla.

La costruzione fu lenta in funzione delle somme di denaro che riuscivano a trovare.

Il progetto originale prevedeva statue dei santi sopra la facciata ma per carenza di fondi si optò per due piccoli campanili laterali.

L’edificio ha una grande navata con sei cappelle laterali comunicanti fra loro.

Nell’abside dietro l’altare si trova un quadro che raffigura Gesù con gli Apostoli che consegna le chiavi a San Pietro.

L’altare maggiore in marmo risale al 1857 ed è stato realizzato dallo scalpellino romano Gioacchino Pizzicheria.
 
 

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Carbognano. Chiesa di San Filippo Neri

La chiesa di San Filippo Neri a Carbognano risale al 1636 da Orazio Giustiniani, un prete della congregazione di San Filippo Neri, e ha un chiaro stile barocco.

Al suo interno si trovano un’acquasantiera dell’XI secolo e pregevoli dipinti che raffigurano San Filippo Neri, copia di un quadro di Guido Reni, la Madonna della Grazie, Sant'Antonio e Santa Caterina.

Il campanile, anch’esso barocco è stato ricavato da una torre romanica.

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Carbognano. Chiesa di Santa Maria della Concezione

La chiesa di Santa Maria della Concezione è stata costruita a Carbognano nel Cinquecento da Giulia Farnese.

Ha una semplice facciata liscia con un piccolo campanile a torre su un lato della facciata.

Al suo interno si trovano affreschi del 1581 della scuola dei fratelli Zuccari.

La chiesa era stata abbandonata e per alcuni anni è stata utilizzata come palestra.
 

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Lago di Vico
Lago di Vico

Il lago di Vico è uno dei laghi vulcanici meglio conservato ed è incluso tra le aree di valore naturalistico per l’interesse vegetazione che consente lo sviluppo di numerose e rare specie animali.
Una particolarità del lago è che il suo bacino si è dimezzato quando gli Etruschi costruirono un canale sotterraneo che attraversava la montagna e portava le acque del lago nel vallone formando il Rio Vicano. Questo canale ha permesso di rendere fertile una vasta area.

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La chiesa della Madonna della Consolazione di Caprarola è detta "della Madonna" ed è un esempio di architettura tardo rinascimentale con un inizio di stile barocco.

E’ stata costruita nel XVI secolo per volere dei Farnese.

Ha una facciata semplice con un portale in peperino e una porta completamente intagliata in legno.

Al suo interno si trovano opere importanti tra cui una Madonna con Bambino del XII secolo.

L'altare maggiore è stata realizzato in legno intagliato e decorato in oro su disegno del Vignola.

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Caprarola. Chiesa di Santa Teresa del Carmelo

La chiesa di Santa Teresa del Carmelo di Caprarola è un capolavoro di Girolamo Rainaldi ed è stata voluta dai Farnese per completare la trasformazione del borgo.

Ha una imponente facciata arroccata su una rupe di tufo di fronte alla facciata sud del Palazzo Farnese.

E’ circondata dal verde della collina e la sua facciata richiama le architetture delle ville venete.

All’interno si trovano importanti opere tra cui il ritratto di Odoardo Farnese, che realizzò la chiesa per esaudire il desiderio di suo zio papa Paolo III e una tela di Guido Reni che raffigura Santa Teresa.

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La chiesa di San Michele Arcangelo è il duomo di Caprarola ed è stata costruita intorno al 1300, contemporaneamente al palazzo Anguillara che è chiamato Riario.

L’edificio è stato quasi completamente distrutto da un incendio, e venne ricostruito nel 1870.

Al suo interno, sul primo altare a destra, si trova una tavola quattrocentesca che raffigura il Salvatore benedicente e dietro l'altare maggiore si trova una tela seicentesca di Francesco Cozza che raffigura la Madonna in Gloria con il Bambino e i SS. Pietro, Paolo, Antonio da Padova, Domenico e Biagio.

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Nei fondali davanti all’isola Bisentina a Capodimonte sul Lago di Bolsena è stata rinvenuta una piroga preistorica. Un'imbarcazione che risale a 2700 anni fa e che è stata ricavata da un unico tronco di faggio.

La scoperta risale al 1987 e la piroga è in restauro. Il faggio è una stranezza perché non è una pianta presente in questa zona del Viterbese.

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