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La chiesa di San Michele Arcangelo fu eretta a Canepina è stata edificata su una piccola chiesa dedicata alla Santa Maria del Fossatello costruita durante la peste nel 1476.

Alla fine del Cinquecento, i frati Carmelitani dell’annesso convento la allargarono e la risistemarono.

Per questo in paese è conosciuta anche con il nome di “chiesa dei frati” anche se è dedicata a San Michele Arcangelo.

Il complesso, meno la chiesa, è di proprietà del comune.

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A Canepina, la chiesa di Santa Maria Assunta è stata eretta nel 1492 su una precedente costruzione medievale dall’architetto Antonio Cordini da Sangallo detto il giovane.

La chiesa si ispira e somiglia a quella della Madonna della Quercia con una semplice facciata piana in blocchi di roccia rosacea e un piccolo campanile su un lato della facciata.

La richiesta della popolazione all’architetto per il disegno di una facciata simile a quella di un’altra chiesa fa riferimento ad un episodio miracoloso.

Quattro anni prima Don Simone Foglietta, un prete di Canepina che si recava a dir messa ogni sabato alla chiesa della Madonna della Quercia, fu accusato di aver messo incinta una giovane ragazza.

Il prete si difese e disse che avrebbe continuato la sua vita normale per dimostrare la sua innocenza.

Sicari della famiglia lo aspettarono e lo accoltellarono lasciandolo quasi morto.

A Don Simone, che aveva le budella di fuori, comparve la Madonna e lo guarì.

Dopo qualche anno fu provata la sua innocenza.

Nella chiesa si trova la statua di Santa Corona, patrona del paese, che viene portata in processione nel mese di maggio.

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Bomarzo. Parco dei Mostri

Su una superfice di 3 ettari si estende il Parco dei Mostri di Bomarzo denominato anche Sacro Bosco o Villa delle Meraviglie.

Un complesso monumentale, in cui particolari sculture di basalto del genere ‘grottesco’ ritraggono animali mitologici, divinità e mostri.

Il parco è stato voluto dal principe Pier Francesco Orsini (detto Vicino Orsini) e commissionato all’architetto Pirro Ligorio, ed era dedicato a sua moglie Giulia Farnese.

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Blera. Ponte del Diavolo

Blera si trovava lungo la Clodia e qui Romani edificarono nel III secolo AC.

Le testimonianze romane si trovano nel ponte del Diavolo, a fondo valle, nei resti di numerosi colombari talvolta monumentali, di colonne, murature e ceramiche.

La via Clodia univa la via Aurelia, che seguiva la costa, con la via Cassia, una parallela che collegava con il nord passando per i laghi.

Era un tracciato che serviva sia per scopi militari che per il commercio portando ricchezza ai territori in tempo di pace.

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A Blera, il piccolo santuario di San Vivenzio è stato costruito a completamento della grotta dove viveva il santo.

Recentemente sono stati rinvenuti circa 12 mq di affreschi organizzati in riquadri diversi che raffigurano la Vergine in trono tra l'angelo annunciante e una figura femminile

Gli affreschi sono stati eseguiti tra i secoli XII e XIII e sono rappresentativi della migliore pittura romana.

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Ampie necropoli circondano il pianoro di San Giovenale a Blera: Grotte Tufarina, Porzarago, Le Grotticelle, Le Poggette, Cammerata, Montevangone e Il Terzolo.

Di particolare importanza è la tomba detta "della Regina" che appare come una abitazione con un’anticamera e due camere comunicanti.

Le varie necropoli presentano stili differenti e alcune sono monumentali.

Tutto il piano chiamato "Le Grotticelle" è stato purtroppo battuto da scavatori clandestini per decenni.

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Chiesa dell’Assunta in Cielo e San Vivenzio
Chiesa dell’Assunta in Cielo e San Vivenzio

La chiesa dell’Assunta in Cielo e San Vivenzio di Blera risale all’XI secolo ed è stata poi integralmente rimaneggiata e l’originario nucleo romanico è visibile nella cripta in cui si trova la tomba di San Vivenzio, patrono della città.

Qui si trova anche un pregevole altare ricavato da un sarcofago romano con un bassorilievo che raffigura scene di caccia.

La sistemazione architettonica della chiesa risale al 1538, così come riportato in una iscrizione su un architrave, ed ha una caratteristica facciata cinquecentesca.

Si accede attraverso una ampia scalinata che permette di arrivare al livello della seconda chiesa, quella sopra la cripta, e si entra attraverso tre portoni di ingresso che corrispondono alle tre navate.

L’interno ha uno stile classico con decori che dividono la parte delle colonne dalla copertura con una volta a botte.

La navata centrale termina con una zona con un coro e un un’abside. Qui si trova l’altare maggiore con una tela del Cinquecento di Antonio da Bassano con la Vergine assunta in cielo.

La chiesa ha una piccola cupola centrale con una lanterna da cui filtra la luce in modo da dare suggestioni a tutto il complesso. Al suo interno si trovano alcuni dipinti settecenteschi e un fonte battesimale in marmo lavorato.

Un campanile nello stesso stile si trova accanto alla chiesa e completa la sua immagine.

La chiesa è un punto di riferimento per tutti i fedeli di San Vivenzio, che è anche il patrono del paese.

Vivenzio è stato un eremita poi diventato vescovo di Blera dal 457 al 484 quando poi è morto ed è stato sepolto proprio in questa città.

Non si hanno documenti certi che provino la sua storia ma per esempio, una bolla di papa Sisto IV del 1471 autorizza i cittadini di Blera a vendere grano a Civitavecchia affinché con il ricavato possano abbellire la tomba di San Vivenzio con un busto.

 

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Bassano Romano. Chiesa di San Gratiliano Martire

A Bassano Romano, la chiesa di San Gratiliano Martire fu eretta nel 1546 nel luogo dove si fermò la testa decapitata di San Gratiliano.

La chiesa è totalmente dedicata al santo martire patrono e ha una navata unica con copertura a capriate e un'abside semicircolare affrescato.

Alcuni affreschi raccontano la vita e il martirio del santo: il suo battesimo impartito da Sant’Eutizio, la predicazione a Faleri e il processo.

Altri affreschi raccontano il miracolo del santo durante la sua prigionia a Faleri, quando guarì dalla cecità Santa Felicissima, ed infine il martirio e la sua decapitazione con lo sfondo la raffigurazione del monte Soratte.

Dietro l'altare maggiore si trova una tela del 1757 che rappresenta San Gratiliano che sorregge con la mano sinistra una riproduzione della città di Bassano e con la destra la palma del martirio ad opera de pittore bassanese Cristoforo Bollini.
 

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