La chiesa e il convento di Santa Maria delle Grazie a Zagarolo furono costruiti dalla trasformazione di una edicola con una immagine miracolosa delle Madonna e di un piccolo romitorio.

Il luogo era diventato meta di pellegrinaggi e la chiesa e il convento furono voluti dal Cardinale Giovanni Colonna, vescovo di Sabina, nel 1200.

Venne assegnata ai frati francescani e si dice che San Franceso passo per questo convento.

La chiesa e il santuario hanno subito profondi ammodernamenti durante il Settecento.

Nella sua costruzione sono stati impiegati reperti di epoca romana come le due delle colonne del portico.

All’interno della chiesa si trovano opere preziose come un trittico dipinto su tavola del 1200 posto sull’altare maggiore con al centro una Madonna con Bambino e ai lati le immagini di San Lorenzo e San Giovanni Battista.

Un'altra importante opera è una tela del 700 di una Madonna fra San'Agostino e San Giovanni Evangelista realizzata dal pittore romano Gerolamo Pesci.

Nella cripta della chiesa sono sepolti alcuni membri della famiglia Colonna.

La festa della Madonna delle Grazie si celebra il 15 agosto.
 

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La collegiata di San Lorenzo è stata costruita a Zagarolo sui resti di una chiesa del X secolo ed ha avuto diversi interventi architettonici nel corso dei secoli.

La facciata è attribuita a Carlo Maderno e, nella parte superiore, si chiude con un alto timpano sorretto da due ordine di lesene.

L’ala di sinistra della chiesa si conclude con il campanile.

La pianta è a croce latina e all’interno sono conservate significative opere d’arte, fra cui un trittico del SS. Salvatore, dipinto alla fine del ‘500 da Antoniazzo Romano, opere del Cavalier d’Arpino e stucchi del ‘600.

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La chiesa di San Pietro costruita dai principi Rospigliosi a Zagarolo all’inizio del ‘700 sopra un’altra più antica.

La pianta ha un asse longitudinale lungo il quale si sviluppano l’area dei fedeli e il profondo presbiterio dedicato ai sacerdoti.

La sinuosa facciata ha un unico ordine, e da concava diventa convessa ai lati denotando una certa influenza teatrale dello stile barocco del Borromini.

Lo sviluppo verticale accentuato dalla luce che penetra dalle grandi finestre sotto il lanternino che danno un senso di leggerezza.

L’enorme cupola è decorata in oro zecchino.

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Grotte di Pastena
Grotte di Pastena

Le grotte di Pastena sono un complesso di cavità scoperte nel 1926 dal barone Carlo Franchetti.

Sono immediatamente diventate una meta turistica e sono dal Consorzio Grotte Pastena e Collepardo.

In queste grotte sono stati rinvenuti numerosi reperti archeologici relativi a sepolture e offerte di rituali del Neolitico e dell’età del Bronzo.

Fra questi, un'ascia e un pugnale in bronzo risalenti al XV secolo a.C. circa (ritrovate sul fondo di uno dei laghetti interni al ramo attivo delle grotte).

La grotta si presenta come una enorme caverna in cui entra un corso d’acqua e lo spazio interno si suddivide in due tronconi.

Il troncone immediato o fossile è lungo circa 900 metri e presenta ampie cavità: le sale del salice piangente, dei piastrelli, delle meraviglie, delle colonne e del calvario.

L’altro ramo è quello in cui scorre il Fosso Mastro che fuoriesce nella Valle del Sacco a Falvaterra, dopo un percorso di oltre 2000 metri.

Le grotte sono state un set cinematografico per diverse pellicole.

Da segnalare: “Sono un fenomeno paranormale” con Alberto Sordi, “Fantozzi va in pensione” con Paolo Villaggio e “Un passo dal cielo” con Terence Hill.
 

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Calcata - Grotta Sonora
Calcata - Grotta Sonora

A Calcata, la Grotta Sonora è un'installazione molto suggestiva in cui sono esposte originale sculture sonore, prevalentemente in ferro. Sono sculture che vibrano a diverse frequenze ed emettono suoni che fanno intraprendere un viaggio sonoro e visivo contemporaneamente.
I suoni di quest' "orchestra" sono metallici, sintetici, ma profondi, richiamano suoni elettronici, ma non lo sono e le sue vibrazioni si percepiscono sia a livello fisico che mentale, tanto da poter sperimentare massaggi sonori.
"Grotta Sonora" nasce da un'idea di Madhava Carrara, un musicista e ricercatore di suoni, con l'aiuto di Margherita Cioffi, cantante e decoratrice. Per la sua particolare conformazione è adatta a incontri/lezioni di yoga e concerti.

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Calcata è definita il ‘borgo degli artisti’ per l’alto numero di persone creative che la frequentano da tutto il mondo, che hanno deciso di vivere e lavorare proprio qui.
Non solo pittori e scultori, anche musicisti e attori che si possono incontrare direttamente nei loro studi che si incontrano passeggiando nel centro storico ammirando le loro opere esposte nelle gallerie.

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Calcata. Parco Valle del Treja

Dal paese si può accedere a diversi percorsi naturalistici, a piedi o a cavallo, che rivelano sorprese emozionanti come la visita alle vicine Cascate di Montegelato e alle suggestive sovrastati rovine di una mola medievale.
In questo tratto il Treja passa impetuoso su un letto di roccia vulcanica dando origine a molte cascatelle e in alcuni tratti passa entro alte pareti di tufo. Si possono riconoscere alcune opere idrauliche realizzate dagli etruschi. Un paesaggio unico che rende questi territori con le loro forre una delle mete preferite dagli escursionistici amanti di storia e natura.
Per le sue caratteristiche uniche, quest’area è stato il set di numerosi film western in cui le rupi e le gole sono state usate come canyon e pianori di praterie.

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La chiesa è stata inaugurata nel 2009 ed è dedicata ai Santi Cornelio e Cipriano. Il progettista è il famoso architetto Paolo Portoghesi che ha voluto rendere omaggio al borgo in cui risiede da anni.
In onore alla conformazione locale, la chiesa è interamente in tufo a facciavista, come la rupe le case.
La chiesa ha una base con sette lati come i sette come i giorni della settimana e del ciclo lunare, i sacramenti, i doni dello Spirito Santo e le virtù. La base della chiesa richiama invece le mura di una cittadella all’interno della quale il popolo di Dio prega mentre è raccolto in preghiera.
 

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