Bellegra vista da San VIto Romano
Bellegra vista da San VIto Romano

È il punto di Bellegra da dove si possono osservare 52 paesi appartenenti alle 5 province del Lazio e dell’Abruzzo.

Si raggiunge in macchina o a piedi attraverso un sentiero panoramico nella natura e si resta senza fiato per la bellezza della vista.

La Valle dell’Aniene e la Valle del Sacco, percorse dagli omonimi fiumi, sono un quadro incorniciato dall’azzurro del cielo e dai colori inebrianti dell’alba e del tramonto.

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Bellegra - Grotte dell'Arco
3 Bellegra - grotte dellArco 3

La zona di Bellegra è interessata da fenomeni carsici come la depressione della valle del Pantano dove fino al 1911 esisteva un lago, poi prosciugato per usi agricoli.

Da questo piccolo bacino e da un suo emissario sotterraneo si sono originate le Grotte dell’Arco.

Sono lunghe quasi un chilometro e mezzo di cui circa un chilometro è completamente fruibile dai portatori di handicap.

Sono chiamate così perché vicino la loro entrata si trova un arco naturale di pietra.

Le grotte sono suggestive per la ricchezza di stalattiti, stalagmiti, inghiottitoi, camere e per l'osservazione della fauna tipica di questi ambienti sotterranei.

I grandi ambienti sono di paricolare fascino ed hanno nomi che richiamano la loro magnificenza: il salone ”Ciclopico”, il salone “Titanico”, la sala del “Duomo” e la “Grande Sala”.

Su una parete della grotta sono state rinvenute particolari pitture rupestri preistoriche che rappresentano uomini e sono forse legate al culto delle acque.

Le pitture risalgono al periodo tra la fine del Neolitico e la prima età del Bronzo, ossia in un periodo compreso fra il 4.000 e il 3.500 AC.

La grotta è percorsa da un piccolo ruscello che crea pozze con acqua limpida che conferiscono ancora più fascino a tutto il sistema.

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Bellegra Ingresso convento San Francesco
Bellegra Ingresso convento San Francesco

La storia narra che il convento di San Francesco a Bellegra sia stato fondato nel 1223 direttamente da San Francesco su una antica struttura colonica dei monaci benedettini.

Francesco si stava recando in visita al Sacro Speco quando fu colpito dalla pace e dalla bellezza delle campagne di Bellegra, fra il verde dei castagni e dei faggi.

Qui si riposò in una piccola casa colonica che poi gli fu donata dai benedettini stessi e sulla quale fondò il piccolo convento.

All’interno è stato istituito un museo che raccoglie reperti storici sulla vita della comunità.

Il Convento è noto anche con il nome di ‘Nido dei Santi’ perché qui sono passati quarantuno frati che poi sono diventati santi.

Tra questi si ricordano i tre ladroni anonimi convertiti proprio da San Francesco, il Beato Tommaso da Cori e San Teofilo da Corte.
 

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Artena. Albero di Natale

Durante le feste di Natale, su un pendio della montagna di Artena viene realizzato un albero con le luci.

E’ il secondo Albero di Natale più grande in Italia (100 metri x 80 metri circa).

Le luci della sagoma dell’albero sono visibili da tutta la Valle del Sacco a molti chilometri di distanza e dall’autostrada Roma – Napoli.

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Artena. Visita al centro storico a passo di mulo

Dolcissimi e gentili, i muli accompagnano la visita del centro storico di Artena che è inaccessibile ai mezzi a motore.

In un’atmosfera senza tempo si passeggia, scoprendo ad ogni angolo case antiche, palazzi nobiliari e numerose cappelle che sembrano arrampicarsi una sull’altra.

Tra scalinate e strette curve si incrociano spesso gli asini, protagonisti ogni anno del Palio delle Contrade e impiegati in tutti i servizi quotidiani.

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Artena. Pian della Civita Mura Poligonali

Le mura poligonali che ancora oggi cingono molti paesi del Lazio meridionale furono costruite oltre duemila anni fa.

Sono state realizzate con blocchi di pietra così grandi che per lungo tempo la loro costruzione venne attribuita ai mitici Ciclopi, o al popolo dei Pelasgi.

Sono difficili da datare, ma sembra ormai accertato che le più antiche risalgano ad almeno il VII secolo AC.

Ad Artena le mura poligonali si trovano sul pianoro che sovrasta l’odierno paese e delimitano un’antica città di cui non si conosce il nome.

Sono lunghe 2,5 km, sono in opera poligonale piuttosto rozza con grossi massi appena sbozzati e recingono un’ampia area all’interno della quale si trovano terrazzamenti, strade e cisterne.

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Artena. Lago La Torre

E’ una magnifica Riserva Naturale nota anche con il nome di Lago di Giulianello ed è il terzo lago vulcanico dei Colli Albani, dopo quello di Castel Gandolfo e di Nemi.

Ha un perimetro di 1,5 km e ospita una notevole biodiversità di fauna e di flora e la pesca è molto praticata dagli appassionati locali.

Nel 1911 sul lago fu girato uno dei primi film dal titolo “L’Inferno”, basato sull'inferno dantesco: film muto, in bianco e nero, della durata di 15’.

Recentemente è stato rinvenuto nella Filmoteca Vaticana e presentato restaurato al festival del cinema dei Castelli Romani.

Nel 2007 la Regione Lazio proposto di far diventare il Lago di Giulianello un Monumento Naturale.
 

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Artena. Chiesa di Santa Maria di Gesù (Convento dei Francescani)

La chiesa di Santa Maria di Gesù è stata edificata verso il 1620 ad Artena per volere del Cardinale Borghese.

La chiesa è a navata unica, pianta rettangolare e termina con il presbiterio e il coro in legno di noce.

Ha cinque altari: quello maggiore, decorato a stucchi, è dedicato al Santissimo Nome di Gesù, alla Beata Vergine e Sant’Anna.

Gli altri, tutti arricchiti da dipinti di Vincenzo Manenti sono dedicati a Sant’Antonio Abate, Sant’Antonio da Padova, Santa Chiara e Santa Elisabetta di Portogallo.

Alle pareti sono poste, inoltre, quattordici tele che rappresentano le stazioni della via crucis ed è l’unica chiesa di Artena dotata di un organo a canne.

La chiesa Santa Maria di Gesù fa parte di un convento francescano che fu anche sede di due scuole, una di teologia per i religiosi e una di filosofia per i secolari.

Possiede una ricca biblioteca fondata dal teologo e filosofo Padre Gerolamo da Montefortino.

Il chiostro del convento è quadrato con sette archi per lato e nicchie decorate con pitture del XVII secolo, al cui centro è posta una grande cisterna.
 
 

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