Ceccano- Vecchio faggio escursione by Paolo Fusacchia
Ceccano- Vecchio faggio escursione by Paolo Fusacchia

Dal 2009, il Bosco Faito è stato nominato Monumento Naturale e si trova a Ceccano.

La sua flora è costituita principalmente da lecci, querce e corbezzoli.

Al centro del bosco si trova un faggio monumentale sotto il quale si trova una sorgente d'acqua (fontana Colaprete) ormai in disuso.

Le radici di questo faggio si estendono per decine di metri.

Nel bosco sono presenti: volpi, cinghiali, cuculi, merli, istrici e tassi.

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Ceccano- Badia dei Passionisti by Riccardo Giovannone
Ceccano- Badia dei Passionisti by Riccardo Giovannone

La badia dei Padri Passionisti (Santa Maria di Corniano) si trova 5 km dal centro di Ceccano in una bella posizione panoramica sulla valle del Sacco.

È stata costruita su un convento benedettino del XII secolo. La cappella del convento è stata dedicata a Santa Maria di Corniano, perché la Madonna apparve a un pastore sui rami di un albero di corniolo.

Nel 1747 il vescovo Borgia di Ferentino affidò la struttura a San Paolo della Croce, fondatore dell'ordine dei Padri Passionisti che iniziò i lavori di rinnovamento del convento.

San Paolo della Croce era arrivato a Ceccano il 13 gennaio 1748, e fu accolto con entusiasmo dal popolo.

La storia narra che dopo aver trascorso la notte a Palazzo Angeletti, il 14 gennaio un lungo corteo lo accompagnò nella nuova sede.

I Padri Passionisti hanno offerto accoglienza e sostentamento agli sfollati durante la seconda Guerra Mondiale, dopo i bombardamenti che colpirono la città.

Nel convento si trovavano la Croce Rossa, il pronto soccorso, l'ospedale da campo, l'artiglieria, la polizia e gli uffici comunali.

Anche la statua di Santa Maria a Fiume e il quadro dell'Addolorata di San Nicola furono trasferite nel convento passionista dopo i bombardamenti che colpirono le due chiese.

All'interno della chiesa si trovano un organo a canne settecentesco e alcune pitture del XX secolo che raffigurano i misteri mariani e scene della vita di S. Paolo della Croce.

In una cappella laterale è custodita l'urna di Grimoaldo Santamaria, giovane passionista morto qui nel 1902 e beatificato nel 1995.

Nel convento si trova la biblioteca del Ritiro di Santa Maria di Corniano, con oltre 10.000 volumi.

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Ceccano- Chiesa Abbaziale di San Nicola by Alberto Bevere
Ceccano- Chiesa Abbaziale di San Nicola by Alberto Bevere

Non si conosce l’origine certa della chiesa Abbaziale di San Nicola, ma le sue origini sono antiche e viene citata per la prima volta in un documento del 1096.

Originariamente si trovava al centro di un bosco, fuori dalle mura di Ceccano ed era dedicata alla Madonna.

Nel XIII secolo venne restaurata in stile cistercense. Ulteriori modifiche si hanno nel corso del XIX secolo quando venne ricostruito l’altare maggiore e realizzata la sagrestia.

Negli anni ‘20 è stata dichiarata Monumento d’Interesse Nazionale. L’edificio ha subito danni dai bombardamenti americani durante la seconda Guerra Mondiale.

Il campanile è stato danneggiato dai bombardamenti. La parte bassa in pietra calcarea è quella originaria, mentre quella superiore in tufo è stata ricostruita nel dopoguerra.

Fra il portale e il campanile si trova una nicchia con un affresco della Vergine con il Bambino conosciuta come “Madonna della Foresta” che risale al XV secolo. È stata realizzata in ricordo del fatto che la chiesa sorgeva in un bosco.

L’interno è a tre navate coperte da grandi arcate.

Su tre pilastri si leggono delle iscrizioni che citano alcuni conti di Ceccano (Berardo, Tommaso senior e junior) che favorirono il restauro della chiesa.

I tre rosoni dell’antica facciata sono visibili solo dall’interno.

Quando la chiesa venne sistemata nel XIII secolo, infatti, l’ingresso fu spostato su un lato e la facciata principale si è venuta a trovare nascosta dalle abitazioni.

Sulla sinistra delll’ingresso sitrova una pregevole acquasantiera del XII secolo, e un fonte battesimale realizzato dallo scultore locale Domenico Peruzzi negli anni ‘20.

La chiesa è arricchita da una tela del XVIII secolo donata dal principe Colonna, che raffigura la Vergine Addolorata che abbraccia il Cristo appena deposto.

Dietro l’altare maggiore si trova una tela del XVII secolo che raffigura San Nicola, il Crocifisso e Santa Caterina d'Alessandria mentre sulla navata destra è possibile ammirare una tela del XVIII secolo che raffigura la scena biblica di Tobiolo con l'arcangelo Raffaele.

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La chiesa di San Sebastiano si trova in Piazza Municipio a Ceccano ed è stata costruita nel XIV secolo per volere di Annibaldo IV de Ceccano.

Il Cardinale dispose nel suo testamento (1348) la costruzione di una chiesa appena fuori le mura che venisse affidata ai frati Minori.

All’inizio del XVI secolo, con l'arrivo dei Colonna, la chiesa venne riedificata in stile barocco e poi riaperta ai fedeli nel 1597.

 Dal 1868 la struttura fu affidata alle Suore di Carità che ne avviarono una vera e propria opera di trasformazione. Le religiose lasciarono la chiesa nel 1969.

L'interno è ad un'unica navata con due altari laterali decorati con affreschi del XVII secolo.

Sull’altre di sinistra è dipinto un affresco raffigurante le stigmate di San Francesco, mentre sull’altare di destra uno raffigurante la Natività, incorniciato in alto da una decorazione con lo stemma araldico del Cardinale Maurizio Caetani.

Dietro l’altare maggiore si trova una parete divisoria decorata con icone e arricchita con stucchi dorati ed affreschi del XIX secolo.

In una nicchia al centro della parete è ospitata la statua di San Sebastiano del XVI secolo e, nella parte superiore, si trova una statua della Madonna.

Da notare il piccolo organo da processione che veniva portato per le vie del paese durante le feste religiose. Si tratta di un unico esemplare esistente nel basso Lazio.

Lo strumento fu commissionato alla bottega organaria "Catarinozzi-Spadari" di Affile (Roma) in ricordo del Giubileo del 1775. 

E’ stato restaurato nel 2003.

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Ceccano San Giovanni by Matteo Odargi
Ceccano. Chiesa di San Giovanni Battista

La chiesa di San Giovanni Battista a Ceccano è stata realizzata su resti di mura poligonali di epoca preromana.

Le prime notizie si hanno tra il III ed il VIII secolo, quando viene distrutta dall’assedio dei Longobardi.

Dopo l’anno Mille viene spesso nominata negli Annales Ceccanenses (cronache dei Conti di Ceccano).

La chiesa compare nel 1224 nel testamento del Conte Giovanni I descritta come “chiesa madre” ossia chiesa principale di Ceccano.

L’edificio attuale è il risultato di tre restauri avvenuti nel corso dei secoli. Nel primo del XVI secolo quando venne chiusa la facciata rivolta verso Piazza Vecchia e creata una nuova verso Sud (dove ora c’è l’abside).

Nel secondo del XVIII secolo venne modificato l’interno in stile barocco ed infine nel XIX secolo venne di nuovo cambiata la facciata realizzando l’abside a Sud e l’attuale facciata a Nord.

Nel 1845 è stata dichiarata Collegiata da Papa Gregorio XVI. L’interno è in stile barocco a tre navate. Sopra l’entrata si trova l’organo settecentesco realizzato da una ditta artigiana di Affile.

Nella cappella del tesoro sono conservati messali e reliquiari dal XV secolo. Il primo degli altari della navata sinistra è dedicato ai Re Magi e qui è sepolta la contessa Rogasia (moglie del conte Giovanni I).

Secondo una tradizione orale i malati di epilessia si recavano qui in preghiera per ricevere la guarigione grazie all’intercessione della contessa.

Nell’altare maggiore si trovano una tela del XVII secolo con la decapitazione di San Giovanni attribuita al Guercino, la statua di San Giovanni e un Crocifisso del XV secolo.

I resti della prima facciata con il portale di ingresso originario sono visibili nei locali della sagrestia al lato di un’antica cappella medievale con affreschi del XIV secolo.

Un tratto di mura poligonali e numerosi reperti romani e medievali e, probabilmente la tomba del Conte Giovanni I, sono visibili nei locali della cripta.

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Ceccano- Santa Maria al Fiume by Sara Carallo
Ceccano- Santa Maria al Fiume by Sara Carallo

La chiesa di Santa Maria a Fiume si trova in un’area ricca resti archeologici di epoca romana.

Tra questi, un tempio pagano dedicato a Faustina, moglie dell'imperatore romano Antonino Pio.

Il santuario fu fatto costruire dai Conti De Ceccano su una preesistente chiesa romanica nel XII secolo.

La chiesa fu consacrata nel 1196 in una solenne cerimonia descritta negli Annales Ceccanenses, cronache dei Conti di Ceccano.

L’edificio fu ampliato e restaurato tra la fine del XIII e la metà del XIV secolo. Furono aggiunte due piccole cappelle laterali e realizzati bellissimi affreschi da artisti della scuola di Giotto.

Durante la seconda guerra mondiale la chiesa fu completamente rasa al suolo da un bombardamento anglo americano. Rimase perfettamente intatta solo la statua lignea della Vergine.

Alcuni giorni prima, infatti, essa fu perfettamente imballata dai tedeschi per essere custodita a Roma.

Il santuario fu ricostruito fedelmente utilizzando i materiali ricavati dalle macerie e riaperto al culto il 26 luglio del 1958.

La facciata è in pietra calcarea locale mentre l'interno della chiesa è sobrio ed elegante arricchito da particolari architettonici in stile cistercense.

All’interno degni di nota il bellissimo pulpito finemente scolpito, l’acquasantiera del XIII secolo e numerose epigrafi d’epoca romana inglobate nella muratura.

Dal 1891 Santa Maria a Fiume è stata dichiarata Monumento d'interesse nazionale.
 

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Priverno. Bosco di San Martino

Il bosco di San Martino di Priverno si trova all’interno del Parco di San Martino.

Qui si trovano esempi di boschi mediterranei con splendidi esemplari di Sughera, Pino domestico, Leccio, Cerro, Farnetto e Roverella.

In una particolare area sono stati piantate specie originarie della regione euroasiatica come Cedri del Libano e dell’Himalaya, Tigli, Cipressi, Platani e Palme.

Il bosco è attraversato da numerosi sentieri e attrezzato con aree pic-nic.

Il bosco di San Martino è molto apprezzato dagli amanti degli animali per la grande varietà di specie aviarie che ospita, per i suoi mammiferi e rettili.

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Priverno. Abbazia di Fossanova

L’abbazia di Fossanova è in un borgo medioevale nella valle dell’Amaseno sotto il paese di Priverno.

Prende il nome da una antica cloaca chiamata Fossa Nova.

La chiesa nasce sui resti di una villa romana del I secolo DC ceduta nel 1134 da papa Innocenzo II ad alcuni monaci dell’ordine di San Bernardo da Chiaravalle.

La chiesa è un perfetto esempio della transizione fra romanico e gotico italiano ed è stata consacrata nel 1208.

L'interno è spoglio di affreschi secondo l'austero ‘memento mori’ dei monaci cistercensi. Da rilevare il magnifico rosone che domina la facciata di ingresso.

Nella vicina infermeria si trova la stanza dove visse san Tommaso d’Aquino negli ultimi giorni della sua vita.

Qui morì nel 1274 e una semplice tomba vuota (il corpo fu trasferito dai domenicani a Tolosa nel XIV secolo) si trova nella chiesa.

Accanto alla chiesa si trova il chiostro, da dove si accede a tutti gli altri locali e al refettorio dove è conservato un pulpito di lettura con la relativa scala.

La chiesa è inserita in un borgo in cui si trovano tutte le dipendenze necessarie al sostentamento dei monaci: laboratori, magazzini, stalle, ecc.

L'intero centro era, poi, delimitato da alte mura delle quali rimane la porta d'ingresso.

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