Il monastero di San Luca di Guarcino sembra sia stato fondato da San Benedetto tra il 520 e il 528 DC e una parte dell’edificio è a picco sul fiume.

Nel cortile si trova una sorgente, da cui sgorga l’acqua di San Luca.

La chiesa ha una sola navata e presenta le caratteristiche degli edifici religiosi medioevali.

Nel 1256 il monastero è stato assegnato alle monache benedettine fino al 1587 quando si trasferirono in un edificio all’interno del paese.

Il monastero è stato saccheggiato durante il passaggio delle truppe napoleoniche dopo la Rivoluzione Francese che lo vendettero a privati.

Oggi la casa è gestito dalla Congregazione delle Figlie della Madonna del Divino Amore ed è un centro di ritiro per chi vuole allontanarsi e vivere nella pace delle montagne in un luogo spirituale con una atmosfera particolare.

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La chiesa di San Michele Arcangelo di Guarcino è stata eretta sui resti del Tempio pagano di Marte e venne adattata nel 1587 per ospitarvi le monache benedettine.

Nonostante i numerosi interventi tra il XVI e il XVII secolo, la Chiesa conserva la torre campanaria a vela, unico esemplare in tutto il territorio laziale. La chiesa è stata poi rifatta nel 1790.

All’interno ha una unica navata e sono visibili molti affreschi del 1600, mentre altri di pregevole interesse sono conservati nella Cripta.

Accanto alla chiesa di San Michele si nota un particolare tipo di campanile a vela che ospita una campana.

Con questo termine si indicano i ‘campanili piani’, bidimensionali, proprio come le vele di una barca, che erano tipici del XIII secolo.

Questo è uno dei pochi esempi rimasti nella regione Lazio in quanto la maggior parte di questi campanili sono andati distrutti o modificati in epoche successive.

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La chiesa collegiata di San Nicola a Guarcino è stata consacrata nel 1760 ed è rivestita da decorazioni tardo-barocche.

Al suo interno si trovano numerose opere pittoriche del ‘700, tra cui una del Ranucci, della scuola del Cavalier d’Arpino, e del Balbi.

Inoltre, di grande rilevanza artistica sono il soffitto in legno della sagrestia, il pulpito ed il coro dei canonici con la sedia episcopale.

Nella chiesa si trova un magnifico organo a canne del 1700 e la statua del patrono Sant'Agnello Abate che viene portata in processione.
 

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San Vito Romano by Benedicta Lee
San Vito Romano by Benedicta Lee

Il santuario della Madonna di Compigliano è stato costruito sul colle di Campigliano a San Vito Romano.

Qui, intorno al 1500 la Vergine apparve ad un giovane pastore sordomuto che riacquistò la parola e l’udito.

La Vergine iniziò ad essere venerata sul luogo del miracolo, dove venne costruita un’edicola.

Alla fine del Sedicesimo secolo venne costruita la chiesa considerata come rurale accessibile solo da una stradina di campagna.

Inizialmente la chiesa fu realizzata a navata unica.

Fu poi ampliata e rifinito tra la fine del Settecento e la metà del Novecento aggiungendo altre navate laterali in ognuna delle quali ci sono 4 altari.

I dipinti alla fine delle navate laterali rappresentano immagini della storia della fede sanvitese.

Un organo è rivolto verso l’interno della chiesa.

È stata chiamata santuario solo dopo il riconoscimento della Vergine nel 1948.
 

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San Vito Romano by Benedicta Lee
San Vito Romano by Benedicta Lee

La chiesa di San Biagio a San Vito Romano venne realizzata su un antico oratorio preesistente del 1200. E' stata poi ricostruita e ampliata intorno al 1607.

È stata disegnata da un membro della famiglia Theodoli e ha rappresentato un esempio del loro valore artistico.

Nel 1830, vennero aggiunte le due cappelle decorate tra il 1927 e il 1929.

Nella pala d’altare si riconosce a una donna col bambino che chiede al santo di guarire il figlio soffocato da una lisca di pesce. Per questa ragione San Biagio è invocato per i mali della gola.

La chiesa è a unica navata ed è ricca di elementi decorativi.

Il mosaico decorativo davanti all’altare ricorda il prezioso contributo dei Theodoli alla costruzione della chiesa.

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San Vito Romano Chiesa San Vito Martire by Benedicta Lee
San Vito Romano Chiesa San Vito Martire by Benedicta Lee

Il primo nucleo di San Vito Romano si è formato attorno a questa chiesa di San Vito e questo fa supporre che prima del mille qui vi fosse una cappella rurale dedicata al santo.

Intorno all’800 tutte le alture attorno a Roma cominciarono ad essere abitate da persone che sfuggivano alle incursioni dei Saraceni.

La chiesa attuale risale al 1725 ed è a navata unica. Sulla sommità dell’altare maggiore si riconosce lo stemma del Casato dei Theodoli (la ruota a cinque raggi) e tutti gli interni sono settecenteschi.

La chiesa è priva di campanile e l’unica campana presente è contenuta in una sopraelevazione del tetto a forma di piramide.

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