Marino. Antiche cave di Peperino

La geologia del territorio di Marino è caratterizzata dalla presenza di un grande strato di peperino, una roccia di origine vulcanica con particolari caratteristiche.

È infatti molto compatta ma anche facile da lavorare e queste caratteristiche la rendono perfetta sia per le costruzioni che per motivi ornamentali.

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ph Claudio Bettiol
Marino. Percorsi nel Sottosuolo a Marino

A Marino si può vivere una esperienza particolare, quella della visita al borgo sotterraneo rappresentato da una fitta rete di gallerie scavate nel peperino.

Alcuni di questi sotterranei sono visitabili come quelli sotto Palazzo Colonna e Palazzo Matteotti.

Le grotte sotterranee sono state aperte nel 1999 e il percorso espositivo si articola in una visita sulla geologia di Marino e dei Castelli Romani e in percorsi eno-gastronomici che guidano alla scoperta dei sapori del territorio come il vino Marino DOC e l’Olio Extra Vergine dei Castelli.

Da notare che durante la seconda guerra mondiale queste gallerie sono state un luogo di rifugio durante i bombardamenti e sono stati abitati a lungo da intere famiglie di sfollati.

Marino e Roma sono accumunate dal fatto di essere state realizzate grazie al peperino, una roccia vulcanica che è stata scavata nel territorio.

Si può dire che Roma sia stata costruita anche grazie a questa roccia e a Marino si riconoscono ancora le antiche cave romane.

Il passaggio attraversato dalla Via dei Laghi nel tratto di Marino originariamente doveva avere una quota differente più alta. La strada attuale, infatti, si svolge lungo quelle che un tempo erano le grandi cave di peperino di Roma.

Lungo alcune pareti laterali si riconoscono delle aperture che sono i resti di passaggi laterali delle cave di un tempo.

Con la caduta dell’impero e il trasferimento della popolazione dalla zona bassa alla altura fortificata su cui ancora si trova il borgo medioevale di Marino, le cave lungo la via furono abbandonate e gli abitanti costruirono il borgo scavando direttamente sotto le abitazioni.

Per questo ogni casa ha una cantina e una fitta rete di gallerie caratterizza tutto il centro storico.

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Norma. Parapendio sull’Antica Norba

La conformazione dei Monti Lepini nell’area della antica città di Norba è perfetta per i lanci con il parapendio.

Un pianoro con un lato a strapiombo sulla Pianura Pontina dove le correnti calde ascensionali permettono una lunga permanenza nel cielo di Norma.

La zona dei lanci è proprio vicino l’area archeologica già scoperta di Norba ed è facile imbattersi in gruppi di appassionati e in scuole volo che vengono ad esercitarsi.

Norma ospita anche gare internazionali di parapendio ed è molto amata per questo connubio fra storia e natura.

Mentre si è in volo si può apprezzare tutta la bellezza degli scavi archeologici, delle aspre montagne dei Lepini, della dolcezza della pianura e del mare con la penisola del Circeo e le isole Pontine.

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Norma. Chiesa di San Rocco

La chiesetta di San Rocco si trova nella parte più alta del borgo di Norma in quella che un tempo doveva essere il cortile del castello.

La struttura iniziale risale quindi al medioevo ma ha poi subito ammodernamenti e modifiche nel XVIII secolo.

La porta di ingresso è ornata con una cornice in pietra bianca con alcune lavorazioni nella parte alta.

Sopra la porta si riconosce una lunetta affrescata ma non è distinguibile il soggetto rappresentato nel disegno.

La chiesa è attaccata a quella della SS. Annunziata.

Un campanile a vela con una campana completa la facciata.

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Norma. Chiesa Madonna del Carmine o Chiesa Nuova

La chiesa Madonna del Carmine o Chiesa Nuova si trova fuori del centro medioevale di Norma e risale al XIX secolo, per questo è conosciuta come Chiesa Nuova.

La semplice facciata richiama quella di un tempio romano con una aggiunta di due ali laterali.

Ha tre portoni di ingresso incorniciati in marmo con aperture che corrispondono alle tre navate interne.

La navata centrale ha una copertura con volta a botte affrescata e termina con un’abside.

La luce interna è data da una serie di aperture sia nella volta che nell’abside.

Lo stile semplice della chiesa è arricchito da affreschi laterali di finto marmo e da statue di santi come San Rocco e un cristo deposto.

L’altare maggiore arricchito da una struttura in marmo in stile neoclassico che fa da cornice ad un dipinto che rappresenta la madonna con bambino su una nuvola con santi e beati.

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Norma. Chiesa della SS. Annunziata o Madonna del Rifugio

La chiesa della SS. Annunziata o Madonna del Rifugio si trova nel pieno centro del borgo medioevale di Norma.

E attaccata alla chiesa di San Rocco.

Questo è il punto più alto di Norma e si riconosce la struttura urbanistica di quello che doveva essere il castello attorno al quale si è formato il borgo.

La chiesa è stata ristrutturata nel XVI secolo.

La facciata molto semplice ha tre portoni di ingresso, che corrispondono alle tre navate, ognuno dei quali è incorniciato da semplice lastre in pietra bianca.

Una finestra con una croce illumina la navata centrale.

Uno snello campanile in pietra bianca con due piani con monofore è posizionato al termine della chiesa e si distingue fra i vicoli del borgo antico.

Una targa all’esterno ricorda che in questa chiesa nel 1059 Norma si è consacrata al cuore immacolato di Maria.

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Ventotene
Ventotene

Le isole di Ventotene e S. Stefano sono un patrimonio inestimabile di cultura, storia e natura e sono diventate Riserva Naturale Statale e Area Marina Protetta per preservare per il futuro la possibilità di entrare in contatto con la natura.

Una delle rilevanze naturalistiche è che sono una sosta di molte specie di uccelli lungo le loro rotte migratorie tra Europa e Africa.

Questo anche per la ricca flora spontanea che costituisce un habitat importante ai fini alimentari e un rifugio temporaneo per l’avifauna.

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Ventotene - Chiesa di Santa Candida by Ettore Caratelli
Ventotene - Chiesa di Santa Candida by Ettore Caratelli

L’unica chiesa dell’isola è stata costruita a metà del ‘700 ed è dedicata a Santa Candida, patrona di Ventotene.

Ha uno stile neoclassico con una copertura a capanna e una semplice facciata decorata con 4 colonne che incorniciano due nicchie.

Il portale di ingresso è sottolineato da una finestra rettangolare.

L’interno è ad un’unica navata e accoglie la statua lignea della santa che viene portata in processione il giorno della sua festa.

Vicino la chiesa si trovava il collegio di Santa Candida.

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