La chiesa era un edificio confraternale adiacente ad un ospedale a Vallemaio.

La facciata è cinquecentesca con un bel portale datato 1553.

Al suo interno, sull’altare si trova un trittico cinquecentesco che rappresenta l’Annunciazione alla Madonna.

Il pavimento davanti all’altare maggiore è un’opera realizzata con formelle in cotto policrome e di forme ottagonali.

Rappresenta figure umane a mezzo busto (guerrieri con elmi e corazze, donne con acconciature stravaganti), fregi, stemmi, animali, decorazioni realistiche e una lunga iscrizione dedicatoria.

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Vallecorsa. Pozzi ‘Le Prata’

Il complesso Le Prata sono due pozzi dove le donne andavano per fare il bucato nei lavatoi in pietra. Accanto ai grandi pozzi si trova la chiesa di San Gaetano.

Sulla sponda del Fosso del Maltempo si trovano tre grandi pozzi che si riempiono di acqua piovana e indispensabili in un territorio con una endemica carenza d’acqua. Sono di forma circolare e realizzati in pietra a secco, con camminamenti che permettono di scendere fin nella parte più bassa per attingere acqua.

E’ difficile stabilire la data della loro costruzione ma sono già menzionati nello statuto del 1531 dove venivano sanzionati chi li danneggiava.

L’acqua era un bene prezioso, e serviva per uso sanitario (bere, lavare i panni) e per gli animali.

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Vallecorsa. Macere e terrazzamenti

Le "macére" sono terrazzamenti costruiti su muri a secco: centinaia di km di muretti per modellare i pendii e poter coltivare la terra a Vallecorsa.

Nel 2011 sono stati inseriti nei 123 siti del ‘Catalogo Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici’ promosso da FAI, dal Consiglio d'Europa e dall’Unesco.
 

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La chiesa di San Martino di Vallecorsa è molto antica e risale all’anno Mille.

Il culto del santo risale all’alto medioevo, forse per l’influenza longobarda.

L’attuale chiesa ed ha una facciata in pietra in stile romanico.

All’interno è suddivisa in tre navate interne e gli altari sono realizzati con preziosi marmi.

L’organo è sorretto da colonne di pregio.

Un crocifisso in legno e grandi tele ad olio sono di notevole interesse.

Nel 1412 fu ritrovata su una parete una immagine della Madonna (forse opera di un monaco benedettino).

Si è così affermato il culto della Madonna della Sanità.
 
 

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La chiesa di San Michele Arcangelo risale forse alla presenza longobarda a Vallecorsa.

E' dedicata a San Michele diventato protettore principale alla fine del ‘700.

La chiesa ha subito molte modifiche nel tempo.

All’interno è ad unica navata con pilastri e capitelli di ordine dorico e nell’abside.

Dietro l’altare si trova la nicchia con la statua di San Michele Arcangelo.

La chiesa è arricchita da pregiati quadri ad olio e da un polittico cinquecentesco di Jacopo Zucchi.

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Il castello di Acquaviva, o Vallecorsa Vecchia, è un sito storico-naturalistico di straordinario interesse e bellezza.

Il castello decadde con la crisi del XIV secolo, fino a scomparire verso la fine del XV secolo. Per molti anni ha svolto la funzione di insediamento militare poi abbandonato dagli abitanti che andarono in massa a Vallecorsa, forse attorno alla parrocchia di Santa Maria.

Nel XVI secolo, l'insediamento venne saccheggiato e semidistrutto dalla banda del famoso brigante abruzzese Marco Sciarra, che aveva il suo quartier generale nel castello di Itri.

Acquaviva era un posto di confine tra il Regno delle due Sicilie e lo Stato Pontificio e per questo veniva chiamata "terra di nessuno" o "terra dei briganti".

Oggi sono visibili le sue rovine, la cinta muraria, le cisterne, i resti di materiale necessario alla vita agricolo-pastorale della popolazione.

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Trevi nel Lazio. Collegiata di Santa Maria Assunta

La attuale collegiata di Santa Maria Assunta di Trevi nel Lazio nasce dalla sovrapposizione di diverse chiese rimaneggiate nel Duecento, Quattrocento e Seicento, da cui le forme barocche.

Nella costruzione sono stati utilizzati materiali dell’antica cattedrale del paese.

La chiesa collegiata di Santa Maria Assunta di Trevi nel Lazio si trova nella parte alta del paese, nei pressi del castello Caetani che prima del terremoto della Marsica del 1915 era molto più esteso e occupava il centro del borgo.

La chiesa ha quindi origini medievali ed è stata ristrutturata diverse volte nel corso dei secoli. La sua attuale forma che richiama la morbidezza delle linee barocche risale al Seicento mentre le precedenti forme possono essere riconosciute nella cripta sotterranea.

La facciata ha un’unica porta di ingresso a cui si accede da una scalinata e due finestre in corrispondenza delle navate laterali.

L’interno ha tre navate con un soffitto di volte a crociera affrescati con decori e lungo le navate laterali si trovano altari mentre nella zona dell’altare principale si trovano ancora le sedute lignee della collegiata e un prezioso ciborio barocco.

Cripta

Da una porta della facciata principale della chiesa, posta accanto alla scalinata di accesso alla chiesa, si entra nella cripta della chiesa collegiata di Santa Maria Assunta di Trevi nel Lazio. La cripta appare semplice e priva di decori a parte la zona dove sono custoditi i resti e le reliquie di San Pietro Eremita, il santo che ha vissuto ed è morto a Trevi nel Lazio e che oggi è il suo patrono. San Pietro Eremita è stato canonizzato proprio in questa cripta da papa Innocenzo III nel 1215.

Gli affreschi che si trovano in questa zona risalgono al rifacimento barocco della chiesa intorno al Seicento.

Organo Bonifazi

Nella cantoria della chiesa di collegiata di Santa Maria Assunta di Trevi nel Lazio si trova uno dei migliori organi dell’Italia centrale. L’organo risale al 1633 ed è stato realizzato da Ennio Bonifazi, celebre organaro del XVII secolo, che in parte venne pagato dall’intera comunità.

L’organo ha una facciata con 3 campate, ciascuna delle quali ha una canna centrale a tortiglione e registri potenti e dolci, che conservano intatta la freschezza timbrica.

L’importo dell’organo fu in parte pagato dalla Comunità di Trevi nel Lazio e lo strumento musicale è arricchito da fregi lignei intagliati e dorati e posto su una cantoria di rara bellezza.

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