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Sant'Andrea del Garigliano. La ceramica artistica a Sant'Andrea

Tra il seicento e il settecento, a Sant'Andrea del Garigliano c’è stata una interessante produzione di ceramica artistica ad opera del maestro Nardo Rao e dei ceramisti Vincenzo Arpino e Sebastiano De Vito.

La produzione più tipica all'epoca erano le mattonelle esagonali con decorazioni di fiori e foglie, di animali o di figure geometriche che si possono ancora ammirare nelle diverse chiese del territorio.
 

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La chiesa di San Benedetto a Sant'Andrea del Garigliano era originariamente intestata a Sant'Andrea.

Nel 1576 divenne collegiata dedicata a San Benedetto.

Il campanile è stato distrutto durante la seconda guerra mondiale.

E' stato ricostruito e oggi ha la struttura di una torre civica con le campane e gli orologi.

All'interno si trovano ancora alcuni affreschi recuperati.

Un moderno affresco di Giovanni Bizzoni occupa tutta la parete dietro l'altare con i santi e lo sfondo di Montecassino.

Al suo interno si trova anche la statua della Madonna della Grazie e un quadro quattrocentesco di Marco Mazzaroppi: della Madonna delle Grazie col Bambino, di San Benedetto e Sant’Andrea Apostolo.

La festa della Madonna delle Grazie era la più sentita e si svolgeva alla fine dell'estate grazie ai fondi ricavati dalla vendita dei prodotti della terra: grano, granoturco e cereali in genere.

Oggi la festa si è spostata su richiesta dei molti emigranti che tornano solo nel mese di agosto.
 

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Sulle pendici di Monte Sambucaro a San Vittore del Lazio si trova la cinta delle mura poligonali sannitiche. Si tratta di una fortificazione realizzata a difesa di un importante insediamento.

Dalla lettura del X Libro dello storico Tito Livio sulla terza guerra sannitica, si deduce che qui doveva trovarsi la mitica città di Aquilonia, distrutta dai romani nel 293 AC.

La battaglia è stata così aspra che il Senato romano pronunciò la tremenda frase: "Aquilonia delenda est", come avrebbe fatto per Cartagine due secoli dopo.
 

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